Esce venerdì 17 luglio Carandirú, il nuovo singolo di Occhi per Nigiri Records / Sony Music Italy. Il brano arriva a due mesi da Origami e porta con sé un dettaglio che vale quanto la canzone: a sceglierlo come singolo sono stati i fan.
Durante un incontro riservato, l’artista lodigiano ha fatto ascoltare due inediti a un gruppo di sostenitori e ha chiesto loro di indicare il preferito scrivendolo su un bigliettino, in forma anonima. Carandirú ha raccolto il maggior numero di voti ed è diventato la nuova uscita. Non è il fan engagement da post Instagram, è una decisione discografica delegata a chi ascolta: una scelta che nel mercato italiano resta più rara di quanto le etichette lascino intendere.
Perché Carandirú si chiama così
Il titolo è il nome di un ex carcere brasiliano, tra i più noti del Sudamerica per il massacro del 1992. Occhi lo svuota del riferimento originario e lo usa come parola in codice personale, quasi scaramantica. È un’operazione spiazzante, e nel ritornello il senso si capisce: “volevamo solo una storia da film / che duri una notte o una pausa autogrill / che sia nevermind come i Nirvana / o Carandirú nell’ora d’aria”. Il carcere diventa l’immagine di uno spazio ristretto in cui però si respira, l’ora d’aria come misura minima di libertà.
Il brano parla del momento in cui tutto sembra ancora possibile e ragiona sul peso delle aspettative, sull’idea che il valore di un’esperienza non coincida con il risultato che produce. Un tema che l’autore rivendica come personale più che generazionale.
“Carandirú è diventata la mia parola in codice per indicare un modo di affrontare la vita”, racconta Occhi. “Nel ritornello canto ‘io volevo solo una storia da film, che duri una notte o una pausa autogrill’, perché a volte ci dimentichiamo che l’importante non è inseguire obiettivi sempre più difficili o cercare di stare al passo con gli standard degli altri. Quello che conta è come scegliamo di vivere il percorso. È una canzone che serve anche a me, che sono un perfezionista e faccio fatica ad accontentarmi. Ogni tanto bisogna lasciare che le cose seguano il loro corso, sapendo che, in un modo o nell’altro, contribuiranno tutte a scrivere la storia del film che stiamo vivendo”.
Chi è Occhi: da Sanremo Giovani al voto dei fan
Dietro il nome c’è Andrea Occhipinti, classe 2004, di Lodi. Comincia a sei anni nel coro delle voci bianche della cattedrale, studia pianoforte, esordisce nel 2023 con Kandinsky, incisa ai Take Away Studios di Modena dopo un contatto nato distribuendo chiavette USB con le sue canzoni a un concerto. Nel 2025 entra nel roster di Nigiri e pubblica Maradona, Gran Casino e Due occhi come i tuoi.
La svolta arriva a fine 2025, quando viene selezionato tra i ventiquattro di Sanremo Giovani con Ullallà, un valzer ambientato in un bar di provincia. Il percorso si ferma nella sfida con Senza Cri, ma il passaggio in Rai gli apre la strada. Seguono la collaborazione con chiamamifaro in Me l’hai detto tu e, a maggio, Origami. Nel frattempo studia alla Bocconi e fa l’educatore in oratorio, che è poi il posto da cui dice di prendere quasi tutto quello che scrive.











