Disponibile in tutte le principali piattaforme di streaming e download da venerdì 12 giugno per Artist First, Dio Ti Protegga è l’album d’esordio di Sigarettewest, cantautore ligure che ha fatto della scrittura autobiografica e della libertà espressiva il cuore della propria ricerca artistica.
Ed ecco che il disco nasce proprio dall’urgenza di raccontare la vita senza filtri, inseguendo una sola certezza: quella della canzone. Di fatto, per Sigarettewest la musica non rappresenta semplicemente un mezzo espressivo, bensì un luogo di verità: “La canzone è tangibile. La canzone è la verità. Esiste solo questo”.
E di canzoni in Dio Ti Protegga ce ne sono ben dieci. Nonostante ciò, il disco si presenta come un racconto unitario, costruito attraverso storie diverse ma strettamente connesse tra loro. Gli amori che nascono lasciano così spazio a quelli che finiscono, mentre la malinconia abbraccia il ricordo dell’adolescenza e la solitudine chiacchiera con la vita notturna milanese. Il tutto dopo aver fatto ritorno alle proprie radici.
In effetti, il disco guarda contemporaneamente sia al passato che al futuro, costruendo un universo narrativo in cui convivono esperienze personali e immagini universali: dagli animali della notte al desiderio di appartenenza, passando per l’alcol, il sesso, il denaro, la dipendenza, il dubbio e la necessità di immaginare il futuro.
Dal punto di vista sonoro, invece, il lavoro sfugge a qualsiasi definizione rigida. Chitarre acustiche, classiche ed elettriche convivono infatti con pianoforti, wurlitzer, sintetizzatori e violini, sostenuti da batterie acustiche e percussioni, mentre gli arrangiamenti si sviluppano come naturale estensione dell’incontro tra testo e melodia.

Sigarettewest, “Dio Ti Protegga”: il titolo del nuovo album
Il titolo dell’album nasce da un’esperienza personale che ha segnato profondamente il percorso creativo del cantautore.
“Il titolo è inciso su una collana che porto al collo. Nell’appartamento in cui vivevo a Milano, mentre scrivevo ‘L’immagine’, sentii una mano sulla spalla. Fu un’esperienza spaventosa e ultraterrena. Nei giorni successivi raccontai tutto a mia madre. Mi disse che era mio nonno Enzo.
In quel momento sentii la sua protezione e mi percepii vicino a qualcosa di più grande di me. Compresi che quella era la mia strada: resistere, continuare, combattere. Fu allora che nacque il titolo dell’album. Poco dopo iniziai a scrivere tutte le altre canzoni che oggi lo compongono”.











