13 Maggio 2026
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13 Maggio 2026

Giusy Ferreri registra la voce come marchio: la tutela degli artisti passa anche dall’AI

La cantante deposita il proprio timbro vocale all’EUIPO: un caso europeo che apre il tema della tutela degli artisti dall’AI.

Giusy Ferreri durante un evento pubblico dopo la registrazione della sua voce come marchio sonoro presso l’EUIPO
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Giusy Ferreri sceglie di tutelare la propria voce contro l’AI, la cantante l’ha infatti registrata come marchio sonoro presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. È la prima artista europea a farlo.

Quella di Giusy è una mossa che porta anche nella musica italiana il tema della tutela dell’identità vocale nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei deepfake e delle imitazioni generate senza consenso.

Secondo quanto riportato da Repubblica, nel deposito compare un file audio di pochi secondi in cui la cantante pronuncia il proprio nome: “Sono Giusy Ferreri”. Un frammento breve, ma sufficiente a fissare legalmente uno dei tratti più riconoscibili della sua identità artistica: il timbro vocale.

Giusy Ferreri deposita la voce all’EUIPO contro i cloni vocali AI

I software basati sull’intelligenza artificiale riescono ormai a replicare una voce partendo da pochi campioni audio. Nel mercato musicale il problema non riguarda più soltanto contenuti virali o esperimenti online: possono nascere brani, messaggi vocali, finti endorsement e contenuti attribuiti a un artista senza alcuna autorizzazione.

La registrazione effettuata da Giusy Ferreri prova a muoversi proprio lì, in una zona ancora fragile per il diritto musicale. La voce non è soltanto uno strumento espressivo. Per molti artisti è un segno distintivo, riconoscibile prima ancora del nome.

Il precedente di Taylor Swift e il primo caso europeo

Il paragone più immediato è quello con Taylor Swift. Negli Stati Uniti la popstar ha depositato richieste di marchio legate alla propria voce e alla propria immagine per difendersi da deepfake e usi non autorizzati generati dall’AI.

Nel caso di Giusy Ferreri, però, la notizia riguarda direttamente il mercato europeo. Secondo quanto emerso, la cantante sarebbe la prima artista in Europa ad aver depositato ufficialmente il proprio timbro vocale come marchio sonoro.

Del resto il timbro della Ferreri, unico e particolare, si è distinto sin dal debutto a X Factor nel 2008 con Non ti scordar mai di me, diventando marchio di fabbrica nella sua carriera discografica.

Marco Mastracci: “La voce è un asset immateriale”

A seguire l’operazione è stato l’avvocato Marco Mastracci dello studio MPM Legal. A Repubblica ha spiegato che “la voce rappresenta ormai un vero asset immateriale, con un valore economico, artistico e comunicativo enorme”.

Il legale ha poi aggiunto: “La registrazione del marchio sonoro e vocale rappresenta una frontiera moderna della protezione dei diritti della personalità e del branding artistico”.

Il nodo è chiaro: il diritto d’autore protegge brani e registrazioni, ma l’AI può generare contenuti nuovi che imitano una voce senza copiare una traccia già esistente. Qui nasce il vuoto che gli artisti stanno provando a colmare.

La voce degli artisti può diventare un marchio?

La scelta di Giusy Ferreri potrebbe essere osservata con attenzione da altri nomi della musica italiana. Non solo popstar. Anche artisti indipendenti, autori, speaker e creator lavorano ogni giorno con la propria voce e potrebbero trovarsi esposti allo stesso rischio.

La tecnologia corre più veloce delle regole. La registrazione della voce come marchio non risolve tutto, ma apre una strada concreta: mettere nero su bianco che una voce riconoscibile non può essere trattata come materiale libero da manipolare.