Eugenio in Via Di Gioia tornano con Baciamoci, singolo uscito oggi per Carosello Records. Il brano arriva dopo l’uscita del loro primo libro e si inserisce in una fase in cui la band continua a lavorare su un’idea precisa: riportare tutto a una dimensione più umana e quotidiana.
Al centro c’è una domanda semplice: cosa succederebbe se il mondo si fermasse per due ore? Da qui parte il senso del pezzo, tra immaginazione e bisogno concreto di rallentare.
Eugenio in Via Di Gioia – significato di Baciamoci
Baciamoci parte da un’immagine precisa: fermarsi. Anche solo per poco. L’idea di bloccare tutto per due ore diventa il punto di partenza per mettere in pausa un presente che corre senza tregua.
Il comunicato definisce questo gesto come una forma di resistenza. Non una fuga, ma una scelta: ritagliarsi uno spazio intimo dentro una realtà segnata da tensioni continue.
Il centro del brano è proprio qui. Fermarsi nella propria dimensione privata, nella relazione con l’altro, diventa una tregua possibile. Un modo per restare umani mentre tutto intorno continua a muoversi.
Il “baciamoci” del titolo è quindi un gesto semplice, ma carico di significato: non risolve il contesto esterno, ma crea un momento di sospensione in cui abbassare le difese.
Non c’è una soluzione al caos, ma un punto in cui interromperlo, anche solo per un attimo.
Eugenio in Via Di Gioia – Baciamoci – TESTO
Ti immagini se il mondo potesse fermarsi due ore
Giriamo un sequel migliore, beh
Baciamoci
Che i treni con le armi deragliano
Gli aerei militari non partono
Le mani nei capelli si sciolgono
Milioni di satelliti nel cielo si schiantano
Due sconosciuti si abbracciano
Per strada non prende il telefono
Ma non c’è pericolo
Se non trovo le chiavi, apri tu quando torni
E se saltano i piani, oggi dove mi porti
Come fosse un rituale
Come fosse banale
Finire per perdersi
Insieme a te senza autotune, cantare male
Abbandonati come scarpe sulle scale
Senza paura di poterci innamorare
Tremare e ridere, anche prima di un esame
T’immagini se il mondo potesse fermarsi due ore
Bloccati nell’ascensore, beh
Stringiamoci
Che ho paura del caos
Dei dottori arrabbiati
Dell’aria condizionata
Dal frigo dei surgelati
E se poi riperdiamo le chiavi di casa
Se vuoi ridiamo fino a domani
Come fosse un rituale
Come fosse banale
Non cercare i colpevoli
Insieme a te senza autotune, cantare male
Abbandonati come scarpe sulle scale
Senza paura di poterci innamorare
Tremare e ridere, anche prima di un esame
È così semplice, sognare insieme a te
È come ridere, sognare insieme a te
Sei bella quando combatti
E pure quando ti arrendi
E ritrovare la noia, gli indirizzi di carta, tutte le figurine, la marmellata di more
Insieme a te senza autotune, cantare male
Abbandonati come scarpe sulle scale
Senza paura di poterci innamorare
Tremare e ridere, anche prima di un esame
È così semplice, sognare insieme a te
È come ridere, sognare insieme a te
È così semplice, sognare insieme a te











