Home › Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli

New Music Friday 17 aprile 2026: le pagelle ai nuovi singoli con Madame, Litfiba, Biagio Antonacci e TonyPitony con Tommy Cash

Voti e recensioni di All Music Italia ai nuovi singoli usciti il 17 aprile.

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 17 aprile 2026 a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web che ogni settimana recensisce per noi le nuove uscite musicali italiane.

Il 17 aprile 2026 troviamo brani di Madame e Marracash, TonyPitony e Tommy Cash, Sissi, Giulia Mei, Litfiba, Pierdavide Carone e molti altri ancora.

Queste sono le pagelle della New Music Friday del 17 aprile 2026 dedicate ai nuovi singoli italiani usciti questa settimana.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Elenco completo delle nuove uscite della settimana.

New Music Friday 17 aprile 2026: le pagelle ai nuovi singoli italiani

I brani della settimana consigliati da All Music Italia
Voto7

MADAME FEAT. MARRACASH – VOLEVO CAPIRE

Come tutti gli ultimi brani di anticipazione dell’album Disincanto, anche questo nuovo estratto basa il suo core sull’introspezione e sull’autoanalisi di Francesca Calearo, in arte Madame, spostando il focus sulla ricerca di se stessa dopo un evidente periodo di down.

Il testo è un’altra spada che si conficca nel petto, la capacità di questa cantautrice di scrivere supera ogni più rosea aspettativa ormai da anni ed è un piacere leggere ogni parola, entrare nel suo mondo. Marracash si inserisce mettendoci del proprio ma, in questo caso, la ricchezza del testo di Madame è così grande che anche senza Marra sarebbe comunque stato perfetto.

Musicalmente parlando ci sono due riferimenti (al 100% non voluti da Madame ma li scriviamo ugualmente ) a due grandi artisti, uno internazionale e uno italiano.

Il beat ricorda quello di They Don’t Care About Us di Michael Jackson, il ritornello invece richiama molto il mondo del pre ritornello di Mare Mare di Luca Carboni. Ripetiamo, sicuramente non è una cosa voluta ma chissà, magari Madame in studio ha pensato di omaggiarli e non lo ha dichiarato ufficialmente.

Sarebbe meraviglioso se fosse così, in ogni caso il brano al di là di questa nota di colore è costruito molto bene e a questo punto siamo arrivati dritti dritti a Disincanto, di cui parleremo in un altro contesto.

CHIELLO – VULCANO

L’anima punk di Rocco Modello esplode al massimo in questo nuovo singolo estratto dall’album Agonia, il cui testo lascia capire cosa c’è nella sua mente. La risposta è semplice: la ricerca di pace in un posto che prima era casa e che adesso non c’è più, ma che continua a vivere nei suoi ricordi.

Ci si aggrappa a qualsiasi cosa quando la testa inizia a vagare in uno stato di totale smarrimento e questo Vulcano che racconta, probabilmente, se volessimo fare una parafrasi potrebbero essere i suoi mille pensieri sovrapposti l’un con l’altro.

È difficile decifrare Chiello ed è questo che lo rende così unico e riconoscibile, la voglia di scoprire cosa pensa e cosa sta cercando con le sue canzoni che vogliono dire tutto ma che, magari, non vogliono dire nulla e sono solo un flusso di pensieri e parole senza un filo rosso che li unisce.

Musicalmente, il territorio battuto in tutto il progetto è quello dei The Cure, è palese che l’ispirazione sia quella della band di Robert Smith e che lui sia una specie di Smith italiano, o che almeno voglia esserlo senza neanche stare a pensarci troppo.

È più forte il brano sanremese ma solo nell’ottica che il pubblico poteva riuscire a dargli meglio e più velocemente una forma chiara.

Voto: ★★★★★★½

6½

TONYPITONY FEAT. TOMMY CASH – L’AMMOR

Cosa sta succedendo a TonyPitony? Le ultime due canzoni pubblicate non sono neanche lontanamente al livello di quanto ascoltato nell’ultimo anno e questa L’Ammor abbassa ulteriormente il livello.

La cosa incredibile è che, conoscendo il personaggio, questa cosa lo gaserà e lo avrà gasato già in studio quando si è ritrovato a registrarla con un altro fenomeno socio-musicale come Tommy Cash, nettamente meno di qualità rispetto a Tony.

Ora, il discorso è semplice: la canzone è brutta e fine, se parliamo di qualità musicale questo brano è proprio lontano anni luce dal concetto, ma è perfettamente coerente con i personaggi che l’hanno pubblicata e per questo si premia la continuità del progetto.

Ad un certo punto, ed è questo che salva la baracca, parte la techno e immaginandola all’Ippodromo a settembre è facile ipotizzare che sarà una di quelle che farà scatenare tutti i presenti.

Ridateci le Donne Ricche e Giovanni, tenetevi L’Ammor ma se vi viene da ballare comunque capiamo e accettiamo.

Voto: ★★★★★★

6

COSMO – OGNI GIORNO/OGNI NOTTE

Questa è la versione più radio friendly e cucciolosa di Cosmo, quella che ricorda testualmente Quando ho incontrato te ma con un ritmo un po’ più sostenuto.

C’è dell’afrobeat amalgamato con suoni elettronici tanto interessanti, un gioco di doppie voci messe in secondo piano che si possono ascoltare solo prestando attenzione, un utilizzo di effetti e autotune sulla voce dosati in modo giusto, non eccessivo.

Cosmo ha creato un nuovo brano che, potenzialmente, può entrare in programmazione in ogni radio d’Italia e che può piacere a chiunque, bisogna solo crederci perché le potenzialità ci sono tutte considerando anche l’uso sapiente del beat afro che per ora va molto di moda.

Voto: ★★★★★★½

6½

ENRICO NIGIOTTI – MALEDETTI INNAMORATI

Scritto con Juli, la canzone sta vivendo da sola tramite i social e questo ne fa capire la bontà e la potenza intrinseca del testo, che parla di vita e di sentimenti che appartengono a chiunque.

Si parla di tempo che passa e delle consapevolezze che si acquisiscono ogni giorno e ogni anno di più, si respira intensità emotiva in riva al mare. È una di quelle instant classic di Nigiotti che riescono a entrare nel cuore delle persone con calma, a piccoli passi.

Juli mette del suo nella parte musicale con questa chitarra acustica onnipresente nelle sue produzioni, fedele compagna di viaggio, che scandisce un ritmo anche piuttosto semplice da ripetere e il vantaggio, forse, del brano sta proprio nella sua capacità di entrare subito “in confidenza” con le orecchie dell’ascoltatore senza sovrastrutture.

Il brano sanremese resta un gradino più in alto qualitativamente, ma forse perché Pacifico che ha scritto il testo ci ha messo un cuore diverso, ma questa non sfigura per nulla.

Voto: ★★★★★★★

7

JESTO – IL VIAGGIO DELL’ANIMA

Altro brano postumo per Jesto, in attesa dell’intero progetto che verrà pubblicato a breve, in cui si parla di viaggi tra aldilà e vita terrena. Mette i brividi a pensare alla storia che tutti conosciamo oggi.

Jesto ha riflettuto sul viaggio della vita e dell’anima, in un perfetto 50 e 50 tra vita terrena e psicologia ultraterrena che serve a comprendere meglio cosa stiamo vivendo e cosa potremmo potenzialmente vivere in questo viaggio dell’anima.

Jesto ha dimostrato con questo testo di sapere scrivere, ancora una volta, e sembra quasi scontato dirlo con il senno del poi ma se fosse stato ancora in vita probabilmente questa canzone, così come le altre, non avrebbero trovato molto spazio per essere raccontate.

Questo è il dispiacere più grande e sarebbe corretto ammetterlo, tutti quanti, con annesso mea culpa per tutto ciò che non riusciamo ad elevare anche solo con qualche parola di spiegazione.

Jesto ci insegna qualcosa ancora oggi e noi dobbiamo solo stare qui e imparare.

Voto: ★★★★★★★

7

LITFIBA – 17 RE

“17 Re, marionette” sono tre parole che riecheggiano in questo nuovo singolo della formazione rock per eccellenza della musica italiana dagli anni 90 in poi.

Si ritorna al 1986 per raccontare una storia che è rimasta chiusa in un cassetto per 40 anni e che, finalmente, vive in un mondo che apparentemente sembra nuovo ma che, invece, non è cambiato di una virgola.

I re continuano a essere inutili ma potenti, la società è schiava del nulla e l’uomo ha perso la propria libertà, oggi più che mai e sicuramente più del 1986.

Questa canzone, che poi è la title track di quell’album poco valorizzato a quei tempi, non ha mai avuto margine per essere pubblicata ma adesso sembrava ed è il momento giusto perché storicamente viviamo in un’epoca dove gli artisti hanno quasi smesso di prendere posizioni apparentemente scomode e, dunque, il valore di ciò che stanno tornando a fare i Litfiba è ancora più grande.

Viva i ragazzacci

Voto: ★★★★★★½

6½

ROCCO HUNT – LA PIÙ BELLA DEL MONDO

Geniale l’idea di riprendere la base di E Penso a Te di Battisti e aumentare i bpm per trasformarla in una canzone dance completamente diversa per testo e intenzione.

Scelta interessante, soprattutto in ottica Hunt che stava andando da anni in una direzione diversa ma sempre strizzando l’occhio al ritmo. La canzone, tra l’altro, ci fa sentire un Rocco vocalmente diverso, non ha la solita voce che ascoltiamo da anni.

Il brano ha un testo blando che serve semplicemente come contorno alla voglia di ballare e scatenarsi, il vero lavoro è stato fatto da TY1 alla produzione.

Brano piacevole da ascoltare in un flusso radiofonico, in attesa del singolo estivo che ogni anno Hunt pubblica per essere protagonista della stagione.

Voto: ★★★★★★

6

Pagelle nuovi singoli 17 aprile 2026 – I bocciati da AMI

CIULLA – RITORNO A NAPOLI

Il problema di questo brano è che dopo 30 secondi lo hai già dimenticato, non ha elementi caratteristici che portano l’indie (il genere di appartenenza) in una dimensione nuova e fresca.

C’è questo cambio di ritmo tra la prima strofa e il resto della canzone che anima un po’ le cose, non è una canzone brutta ma proprio non rimane e, tra l’altro, c’è l’ulteriore problema che il timbro di Ciulla per certi versi somiglia a quello di Dente quindi non riesci a collocarlo bene in uno spazio nuovo della mente.

Uno dei tanti brani che apparterranno alla storia senza entrare, poi, a piè pari nella storia.

Voto: ★★★★★

5

EFFENBERG – BIRRA AL CANTIERE

Ballad d’amore con riferimenti indie fermi al 2016, nulla di nuovo all’orizzonte ma che ha un pregio e cioè l’utilizzo della chitarra in distorsione o, comunque, con effetti che arricchiscono il tutto.

Troppo poco per pensare che questo brano, estrapolato dal suo contesto più ampio dell’album Tutti Drogati pubblicato da Effenberg, possa avere margini di ascolto.

Magari nel suo habitat risalta diversamente perché si lega a un concetto più ampio o ad un racconto con un senso logico ma così, da sola, è una delle tante canzoni che non resta.

Voto: ★★★★★

5

PUNKCAKE – NO PANTS

Ragazzi, volete essere punk? Perfetto, siatelo al 100%. Cambiate lo status quo, portate un governo a cambiare le leggi (sì, il punk quello vero ha fatto anche questo) altrimenti la sensazione è che vogliate fare gli alternativi ma con un progetto che è solo la copia sbiadita di qualcosa che pure voi conoscete e sapete.

Questa canzone è esattamente questa roba qui: la copia sbiadita di un punk che non state capendo, che non state interpretando, che non avete metabolizzato. Salire sul palco e fare quello che si vuole non è punk. Dare un senso alla ribellione è punk.

Il punk non è non avere regole, il punk è avere delle proprie regole ma voi sembrate essere in quella fase di mezzo che vi porta a dire che potrebbe essere una buona idea fare gli alternativi in un mondo musicale dominato dalla plastica.

No. Siate punk ma siatelo davvero. No Pants non è punk, è un’accozzaglia di suoni e idee gestite molto male.

Voto: ★★★★

4

ADA REINA – MEFISTOFELICO

Ada Reina è un nuovo nome della pop dance italiana che, evidentemente, ha visto troppo Eurovision nella sua vita. Questa è una di quelle classiche canzoni da carrozzone eurovisivo che, in media, non porta qualità ma solo quantità che viene dimenticata nello spazio di mezzo secondo.

La cosa più interessante della canzone, al netto di tutto, è la parola che dà il titolo al brano: Mefistofelico, non una parola di uso quotidiano che sicuramente attira ma, a conti fatti, non ci sono elementi che possano far pensare che questo brano abbia potenzialità da grande (o anche solo medio) brano.

C’è un po’ di Major Lazer, sfumature alla lontana di k-pop, qualcosa pop made in USA ma è tutto confuso, purtroppo. Auguriamo ad Ada di trovare una chiave diversa con il prossimo brano.

Voto: ★★★★

4

BIAGIO ANTONACCI – YOU AND ME

Siamo fermi agli anni 80 nella mente di Biagio Antonacci, non c’è altra spiegazione, ma c’è un enorme problema: siamo nel 2026 e gli anni 80 sono lontani di ben 40 anni.

Questo brano può indubbiamente piacere ai fan di Biagio, su quello non ci sono dubbi, ma se questa canzone arriva in radio (e ci arriva sicuro) è solo per il nome perché se questo stesso brano lo avesse pubblicato un artista emergente non sarebbe mai stato preso in considerazione neanche dopo dieci secoli. E questo non va bene.

Questo “yeyeye” piazzato lì, per usare un termine di nuova generazione, apre le porte al cringe e, più in generale, il testo è una delle robe più banali scritte da un nostro big negli ultimi dieci anni.

Biagio Antonacci non è mai stato banale, ha sempre trovato delle strade per fare qualcosa di nuovo e diverso per se stesso e i suoi fan. Questa volta è andato sull’usato garantito, sulla comfort zone. Siamo davvero a quel punto della carriera? È arrivata anche per lui l’epoca dei revival prima della pensione?

Voto: ★★★★

4

DEDDÈ FEAT. CICCIO MEROLLA – SENZA STRESS

La matrioska di Petit è diventato la matrioska di Rocco Hunt, tale e quale, con questa nuova canzone. Il problema di Deddè è sempre e sarà sempre lo stesso: non ha un’identità vocale, non lo riconosci purtroppo.

A volte sembra Geolier, a volte Petit, adesso Rocco Hunt ma Deddè quando lo scopriamo, quando lo ascoltiamo? Sono già due anni che questa situazione va avanti e non è stata minimamente risolta.

La presenza di Ciccio Merolla ha aiutato solo a dare un attimo di ritmo diverso al solito stile che propone questo ragazzo ma se togliamo dall’equazione Merolla, Deddè scompare dietro la solita storia del “somiglia a questo, somiglia a quello”.

In più, nel giro di qualche mese, questo ragazzo ha proposto canzoni totalmente diverse l’una dall’altra e strategicamente questa è la cosa più sbagliata da fare se già si parte da un’identità che non c’è.

Senza identità e con brani diversi tra loro, è il regno della confusione strategica. Qualcuno gli dia una strada da seguire perché così non c’è via d’uscita.

Voto: ★★★★

4

FLACO G – SEX TRAP REPEAT

Altra canzone trap totalmente senza senso, con parole messe a caso, dove l’unico obiettivo è fare soldi, non fare arte. Flaco G con questa canzone non dice niente se non che lui è troppo forte, fa i soldi, è un grande, il genio della trap, mamma mia ce l’ha solo lui.

Davvero questo è il massimo del livello che si può avere? Davvero non abbiamo niente di meglio in questo genere? Davvero siamo bloccati ai concetti sui soldi, la fama, le donne oggetto?

Davvero qualcuno ha dato soldi a questo Flaco G per fare questa canzone? Qualcosa non va già da tempo ma se errare è umano, perseverare è diabolico e qui non solo si persevera ma si pretende anche che nessuno dica niente per sfinimento.

Flaco G arriva per sfinimento, non per qualità.

Voto: ★★★

3

FREZZA – LOCO

Qualcuno potrebbe spiegare al pubblico come sia possibile che questo Frezza faccia parte della stessa etichetta di Geolier, considerando che è una specie di Geolier in piccolo?

Sembra come ai tempi di Baggio e Del Piero alla Juventus, non aveva senso averli entrambi, con la differenza che qui però Geolier è sia Baggio che Del Piero e Frezza è un wannabe Geolier, anche piuttosto palese.

Ma poi, chi è Frezza? Perché è in una major dal nulla? Da dove spunta fuori? Che gavetta ha fatto per meritarsi la major?

Ovviamente non avremo mai risposte a questa domanda, non ci resta altro da fare che prendere atto (come ormai nel 95% dei casi) ed esprimere il nostro parere su una canzone che ha dimenticato qual è il concetto stesso della parola “musica”.

Voto: ★★★★

4

GIULIA MOLINO – CAPA FRESCA

Questa ragazza ci sta provando in tutti i modi e le auguriamo le migliori fortune ma sembra tutto così confusionario, un progetto davvero difficile da metabolizzare.

La voce c’è, c’è sempre stata, ma le canzoni sono mediamente deboli sia nei testi che nella struttura. Tutto così derivativo, così già sentito, ampiamente ascoltato in passato. Come si può pensare di riuscire ad avere un margine di ascolto (ad eccezione dei fan che non saprei quantificare) per questo brano?

Cosa ci racconta Giulia Molino in Capa Fresca? La solita storia d’amore fallita con il malessere di turno, nessuna fantasia e nessuna spinta emotiva verso se stessi ma solo il solito “mi hai fatto male ma comunque ti voglio”.

Non ci siamo, di nuovo. Bisogna avere idee e testi per fare qualcosa di buono nella musica oggi, il livello e la concorrenza è tanto alta. Con un brano del genere non si può neanche nutrire un accenno di speranza. È brutto da dire ma è così, ovviamente nell’ottica dell’acquisizione di nuovi ascoltatori ci mancherebbe. I fan apprezzeranno senza dubbio.

Voto: ★★★★½

4½

PIERDAVIDE CARONE – MENTIRSI PUR DI AMARSI

Caro Pierdavide, noi non mentiremo. Questa canzone non è lunga, 3 minuti e 13 secondi sono nella media, ma sembra inutilmente lunga e un po’ pesante perché la struttura è tanto carica di parole, eccessivamente piena di concetti e frasi nei quali ad un certo punto ci si perde, ci si distrae.

Sarà che il tema della canzone d’amore è ormai lo standard trito e ritrito della musica italiana e certe cose annoiano se ascoltate mille volte ma da un cantautore di questo rango, di questo alto livello, Mentirsi pur di Amarsi sembra quasi una resa più che una canzone di cuore.

Una resa ai meccanismi della discografia, della radiofonia, del brano “facilotto” per agguantare qualche stream in più ed è davvero un peccato avere un talento del genere e poi fare canzoni così scialbe.

Voto: ★★★★★½

5½

ROB FEAT. NITRO – MISERICORDIA

Questa ragazza è in confusione, totalmente in confusione e accetta qualsiasi cosa le propongano per non perdere l’onda dell’hype post X Factor.

I singoli pubblicati fino a questo momento sono stati un pianto in termini di risultati, per nulla da vincitrice di un talent come quello che ha vinto, e anche tecnicamente chi l’ha seguita non è stato in grado di farla emergere per come doveva essere fatto.

È stata impostata la strada da “nuova Hayley Williams” o “nuova Avril” senza considerare il fatto che la gente non è stupida e se ne accorge quando si vuole impiattare qualcosa a forza. Rob doveva essere lasciata libera di sperimentare qualcosa di nuovo, magari andare in una direzione più alla Olivia Rodrigo per certi versi oppure doveva essere lasciata stare per un po’, in attesa di singoli migliori.

Questa smania e fame di pubblicare singoli su singoli senza un senso chiaro, mai spiegati e mai approfonditi fino in fondo, non ha fatto altro che creare un alone di confusione che la gente ha captato e ora riuscire a toglierla da questa situazione diventa più complicato. Non impossibile ma sicuramente più complicato.

Il brano con Nitro è solo l’ennesima scelta sbagliata che non fa capire cosa vuole fare questa ragazza, dove vuole andare, cosa sta cercando dalla musica.

Qualcuno, un illuminato o non so chi, potrebbe consigliarle di fermarsi un attimino e di non inseguire l’algoritmo? È un giovane talento, perché bruciarlo così ancor prima di farla nascere?

Voto: ★★★★★

5

SISSI – AMORE MIO

Questa ragazza ha un immaginario molto forte, una potenza visiva e una voce che va solo valorizzata dai brani che realizza. Proprio in quest’ottica, questa Amore Mio non ha la stessa verve e la stessa tenacia dei suoi precedenti brani pubblicati qualche mese fa e fa perdere un po’ di terreno ma nulla di così clamoroso o incolmabile.

Il testo è un loop di frasi un po’ sconnesse, il ritornello sembra eccessivamente spinto e la produzione è un po’ derivativa dal brano Lamette di Rose Villain.

Questa volta siamo rimasti fermi ma resta la convinzione che questa ragazza possa potenzialmente fare tanto nella musica italiana, deve solo trovare la giusta quadra e allontanarsi dai canoni e dagli schemi di ciò che è stato già fatto. Con la voce che ha, può fare qualsiasi cosa.

Voto: ★★★★★

5

GOLDEN SONG
Voto8

Scopri i brani migliori della New Music Friday del 17 aprile 2026 secondo All Music Italia.

SEA JOHN – IL VUOTO

Sia lodato e glorificato il nido familiare all’interno del quale è stato concepito questo fenomeno del rock italiano.

Sea John fa tutto da solo, dalle basi ai testi fino anche ai video delle sue canzoni e con questa nuova canzone fa capire perfettamente che Chester Bennington ha lasciato dei proseliti su questa terra che non lo imitano ma gli rendono meravigliosamente bene omaggio.

Il Vuoto è quello che scava dentro gli amanti del rock e del metal italiano per metterci dentro l’emozione pura di sapere che sta nascendo o crescendo una nuova generazione pronta a prendersi tutto ciò che gli spetta.

Sea John lo abbiamo conosciuto a Sanremo Giovani due anni fa, non era andato avanti nelle selezioni ma già si era capito che non era un comune mortale.

Chiunque del mondo della discografia stia leggendo questa pagella ed è interessato a proporre un prospetto di sicuro avvenire e successo lo chiami, gli faccia mettere la firma sul contratto alle sue condizioni e gli dica “ok, ti diamo i soldi per finanziarti. Hai carta bianca”.

Lasciatelo fare, non ingabbiatelo dentro gli schemi della canzonetta estiva per fare gli stream. Ha tutto, davvero tutto quello che serve per esplodere come un vulcano in eruzione.

È il momento, deve esserlo. Non possiamo continuamente lasciare che i veri talenti perdano tempo e possibilità. Aprite le porte a Sea John.

DAVIDE SHORTY – MIGHT DELETE LATER

Jazz, hip hop, rap in un perfetto connubio che serve a Davide Shorty per raccontare la storia della sua vita tra Palermo e Londra, tra l’Italia e l’estero, tra il passato e il presente.

Sempre troppo sottovalutato in questo Paese di plastica, Shorty dimostra ancora una volta quanto il suo livello sia decisamente più alto di un buon 70% dei rapper e dei trappusi da classifica che vengono inondati di soldi senza un apparente motivo.

E poi c’è lui, da solo e con le sue sole forze psicofisiche, che crea queste piccole perle fusion che raccontano e trasudano verità.

Un rapper in giacca e cravatta che non sfigura accanto ai decani del genere che, tra l’altro, sanno perfettamente che valore abbia questo ragazzo rispetto a molti altri che pensano di essere e invece sono solo wannabe.

Voto: ★★★★★★★★

8

Nota Copyright All Music Italia

Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.