Dal rapporto con la madre al duetto con Gianluca Grignani. Dalla paura di crescere all’amore per la musica di Lucio Battisti. L’intervista a Blanco in occasione dell’uscita del nuovo album, Ma’, fuori da venerdì 3 aprile 2026.
Tutto è pronto per l’uscita di Ma’. Riccardo lo porterà, percorrendo a piedi 42 km, a sua madre: da Cisano a Calvagese della Riviera, undici ore di cammino. “Cosa penserò? Non posso prevederlo”, ci ha detto. “Però undici ore sono abbastanza per pensare a tante cose”.
Il disco più personale della discografia di Blanco: canzoni che parlano di madri, di padri, della paura di diventare grandi e di tutto quello che il successo non risolve. Ma’ sarà uno degli album più importanti dell’anno. Massimiliano Longo ha incontrato il cantautore bresciano per parlarne.
Blanco: “Mia madre è la donna della mia vita”
La title track Ma’ è una lettera. Dentro c’è una frase che dice tutto: “Mi avevi avvertito, questa vita fa schifo, mi sarei divertito se ci fossi stata tu”. Glielo facciamo notare. “Ho capito che mia madre è la donna della mia vita, questo è sicuro”, risponde. Poi si ferma. “Già questo basta”.
Eppure né lei né suo padre hanno ancora sentito l’album per intero. “Non gliel’ho fatto ascoltare tutto. Hanno sentito solo i singoli”. Sul padre, che ha scattato la foto di copertina quando Riccardo aveva otto anni, dice solo: “Lui è una forza”.
La paura di crescere e il peso delle responsabilità
Tutto il disco ruota intorno a una cosa: la paura di crescere. Blanco non la vive come una conseguenza del successo. “È una cosa che avrei avuto anche senza fare musica. Crescere fa paura a tutti. Sei grande, vorresti delle risposte, ma capisci che a certe cose non ci sono risposte. È un grande esercizio di accettazione”.
Quando gli chiediamo se senta il peso di essere un riferimento per chi lo ascolta, risponde senza esitare: “Cerco di lanciare un messaggio di speranza e positività. Ma non voglio sentirmi dire che devo essere un esempio. È già un esempio provare a essere se stessi. Tante volte quelli che si spacciano per esempi non lo sono affatto. Spero che le canzoni aiutino, ma non voglio proclamarmi tale”.
blanco parla del duetto con gianluca Grignani: “è un king, ha un timbro pazzesco”
Il duetto tra Blanco e Gianluca Grignani in Peggio del diavolo è uno dei momenti più attesi del disco. Trent’anni di differenza, stessa attitudine. “Gianluca l’ho scoperto intorno al 2018-2019. Mi sono innamorato subito de ‘La mia storia tra le dita’, poi ho ascoltato tutti i suoi album. È sempre sincero, anche quando è scomodo. Quello che pensa te lo dice. Registrare con lui è stato emozionante: ha una voce incredibile, un timbro pazzesco”. Poi aggiunge: “Crescendo ho recuperato un sacco di musica, per esempio Lucio Battisti. Le sue sono poesie, non canzoni“.
Sul mercato musicale di oggi, Blanco ha un’idea precisa: “Si è un po’ perso il senso di lanciare messaggi attraverso le canzoni. C’è super saturazione. Può essere tutto bellissimo, ma alla fine deve esserci qualcosa che ti trascina, un’emozione”.
“Non mi sento mai abbastanza per me stesso”
Fuochi per aria (la fortuna ) è il brano che colpisce di più. Parla di quanto sia difficile spiegare agli altri che il successo non cancella il dolore. Blanco lo sa bene: “Io a volte non mi sento abbastanza per me stesso. Sono molto critico. È una cosa che si è intensificata da qualche anno”.
Il disco si chiude con Un posto migliore, lunga coda strumentale inclusa, come Ricordi con Elisa. Sul futuro: “Ho voglia di fare nuova musica, sono gasato. Sono curioso di vedere dove porta tutto questo”.
Qui per l’audio dell’intervista.
Visualizza questo post su Instagram
Foto di copertina di Ilaria Iele











