24 Marzo 2026
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24 Marzo 2026

È morto Gino Paoli: aveva 91 anni, con lui se ne va un pezzo della vera canzone italiana

Autore di "Il cielo in una stanza", "Sapore di sale" e "Senza fine", aveva 91 anni. Con Ornella Vanoni un legame che ha attraversato decenni

Gino Paoli, cantautore italiano morto il 24 marzo 2026 a 91 anni
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Gino Paoli è morto il 24 marzo 2026 a 91 anni. Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, è stato uno dei cantautori più importanti della musica italiana del Novecento. Con lui se ne va un pezzo fondamentale di quella stagione irripetibile che ha ridefinito la canzone d’autore in Italia.

C’è qualcosa di difficile da ignorare in questa data. Pochi mesi fa ci aveva lasciato Ornella Vanoni, con cui Paoli aveva condiviso molto più di un sodalizio artistico: una storia d’amore, un’amicizia che aveva resistito al tempo, dischi, tour e alcune delle canzoni più belle che la musica italiana ricordi. Per lei aveva scritto “Senza fine”, uno dei brani che ancora oggi definisce quella stagione. Insieme avevano inciso dischi e calcato palchi in momenti diversi della loro carriera, ritrovandosi sempre con la naturalezza di chi ha condiviso qualcosa di vero.

Gino Paoli e la scuola genovese

La storia di Gino Paoli inizia a Genova, dove – dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore – debutta come cantante da balera e forma una band con Luigi Tenco e Bruno Lauzi. È la Genova che diventerà il centro di una delle stagioni più fertili della canzone italiana, con nomi come Fabrizio De André a completare un panorama che non ha eguali nella storia della musica leggera del nostro paese.

Quando la casa discografica Ricordi decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla voce inconfondibile. Il resto è storia: “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “La gatta”, “Senza fine”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”. Canzoni che hanno attraversato decenni senza invecchiare, perché costruite su una scrittura che sapeva tenere insieme poesia e immediatezza, malinconia e leggerezza.

Gli ultimi anni: Sanremo con Danilo Rea e “Appunti di un lungo viaggio”

Negli ultimi anni Paoli aveva continuato a esibirsi e a registrare, spesso in coppia con il pianista Danilo Rea, con cui aveva costruito un sodalizio artistico solido e riconoscibile. Insieme avevano pubblicato “Due come noi che…” (2012), “Napoli con amore” (2013) e “3” (2017), dedicato ai capolavori della musica francese. L’ultimo lavoro in studio, “Appunti di un lungo viaggio” (2019), un doppio album che raccoglieva nuovi brani e rivisitazioni dei suoi classici con grandi jazzisti italiani.

Nel febbraio 2023 era tornato sul palco dell’Ariston come superospite dell’ultima serata del Festival di Sanremo diretto da Amadeus, ancora una volta con Danilo Rea al pianoforte. Era la sua ottava apparizione a Sanremo, di cui cinque in gara. Una di quelle presenze che non hanno bisogno di spiegazioni.

Cosa resta

Quello che Gino Paoli lascia non è solo un catalogo di canzoni. È un modo di stare nella musica: con la consapevolezza di chi sa che le parole hanno un peso, che una melodia può contenere una vita intera, che non è necessario alzare la voce per farsi sentire. Una lezione che vale ancora, forse più di prima.

gino paoli, un grande eredità musicale

Quello che Gino Paoli lascia non è solo un catalogo di canzoni. È un modo di stare nella musica: con la consapevolezza di chi sa che le parole hanno un peso, che una melodia può contenere una vita intera, che non è necessario alzare la voce per farsi sentire. Una lezione che vale ancora, forse più di prima.

Lascia poi una lunghissima lista di canzoni “senza tempo e senza fine”, un’eredità musicale di quelle destinate a rimanere nel tempo.