Sarafine oggi è in un punto preciso del suo percorso: sta definendo cosa vuole essere sul palco e fuori dal palco.
Il nuovo singolo in arrivo, il tour estivo e lo spettacolo costruito negli ultimi mesi raccontano tutti la stessa cosa: un progetto che non è più solo musicale, ma sempre più esperienza condivisa.
E forse la parola chiave è proprio quella che lei usa durante i live: nostro.
Sarafine lo dice subito: questo è il nostro show.
Lo spettacolo è costruito come una festa condivisa, uno spazio in cui, per qualche ora, si prova a mettere in pausa il rumore del mondo.
All’inizio lo dice chiaramente: viviamo in un momento storico attraversato da tensioni e odio quotidiano. Per qualche ora però possiamo fare una cosa semplice insieme: svuotare la testa e lasciarci attraversare dalle emozioni.
E infatti è quello che succede.
Una scaletta che attraversa il mondo musicale di Sarafine
Il concerto è pensato come una ricognizione dentro il percorso musicale dell’artista. La scaletta contiene praticamente tutti i brani usciti finora, come se fosse una mappa del progetto Sarafine.
Si entra subito nel suo universo sonoro con pezzi come Non ce la farai mai e Control Freak, che definiscono bene la dimensione elettronica della sua musica. Da lì in avanti lo spettacolo alterna momenti più introspettivi a passaggi decisamente più fisici: Malati di gioia, Scrolla, Tipa da rave e altri brani costruiscono un flusso continuo che porta il pubblico a muoversi quasi senza accorgersene.
Il finale è pura energia: Ciauru accende la sala e Sarafine si concede anche il suo giustissimo bagno di folla, con il pubblico ormai completamente dentro la festa.
Il corpo e la danza: il contributo de Le Edera
Uno degli elementi che rendono questo spettacolo diverso dai live precedenti è la presenza de Le Edera, collettivo di danza che accompagna Sarafine sul palco.
Il loro intervento non è decorativo ma costruisce un vero linguaggio visivo parallelo alla musica. I movimenti amplificano le canzoni, le interpretano, a volte le contraddicono, creando una dimensione performativa che arricchisce molto lo spettacolo.
Il concerto smette così di essere soltanto esecuzione musicale e diventa un dispositivo scenico dove suono, corpo e spazio dialogano continuamente.
Tra i momenti visivamente più riusciti c’è senza dubbio Lu rusciu de lu mare, accompagnata dalla lingua dei segni. È uno dei passaggi più suggestivi della serata: i gesti costruiscono una seconda narrazione dentro la canzone, quasi una traduzione emotiva del brano che ne amplifica il significato.
In quel momento lo spettacolo smette davvero di essere solo musicale e diventa esperienza visiva e collettiva.
Ospiti e incontri musicali
Dentro questa festa trovano spazio anche alcuni ospiti che contribuiscono ad allargare il linguaggio musicale dello show.
Molto riuscito il momento con Alessandro Malerba, quando sul palco prende forma una versione di Belle figghiola in cui si mescolano diversi universi sonori. La voce di Sarafine riesce a inserirsi con naturalezza dentro questo intreccio, arricchendo il brano.
Curioso e riuscito anche il duetto con Il Solito Dandy su Discoteca futurista. Il pezzo conserva il gusto cantautorale tipico del musicista torinese, ma l’incontro con il timbro di Sarafine crea un equilibrio interessante, quasi da duetto pop di altri tempi.
Guardando questo tipo di operazioni viene spontaneo pensare a certi incontri tra mondi artistici molto diversi. Qualche giorno fa ho rivisto la performance di Rosalía ai Brit Awards insieme a Björk: due universi lontani che trovano un punto comune nella ricerca sul suono.
Se c’è una direzione che Sarafine potrebbe continuare a esplorare, forse è proprio questa.
Un plauso va anche a chi musicalmente l’accompagna da tempo nei live Matteo D’Ignazi e Daykoda che riescono a vestire benissimo le canzoni dal vivo.
Il nuovo singolo: una Sarafine più nuda
Il concerto diventa anche il luogo in cui Sarafine presenta il nuovo singolo Potevamo fare schifo insieme, in uscita il 27 marzo.
L’introduzione è quasi cinematografica. Sullo schermo appare Sara bambina che danza. Un video semplice e tenero che però contiene già la chiave del brano. A un certo punto qualcuno le chiede cosa pensa dell’amore e la risposta è immediata, quasi scandalizzata:
“Innamorarsi mi fa schifo. Schifo, schifo.”
Ed è proprio da quella frase che parte la canzone.
Potevamo fare schifo insieme,
schifo insieme, schifo insieme.
Il brano è una ballata malinconica che non nasconde il senso di possibilità negata che attraversa tutto il testo. L’elettronica non sparisce, ma si fa più discreta. La struttura sonora lascia spazio alla voce e alla scrittura.
Il centro emotivo della canzone è tutto dentro quella frase: potevamo fare schifo insieme.
Un modo ironico e lucidissimo per raccontare l’amore non come perfezione, ma come alleanza imperfetta. La possibilità di stare dalla stessa parte, nonostante tutto.
Ed è proprio qui che si intravede forse un nuovo spiraglio nel percorso artistico di Sarafine.
La cantautrice continua a muoversi dentro il suo universo elettronico, ma in questo brano sembra voler esplorare con più decisione le possibilità melodiche della sua voce, che ha un timbro molto particolare e riconoscibile.
È come se stesse cercando una nuova postura musicale: non abbandona la dimensione elettronica che definisce il suo progetto, ma la usa con maggiore libertà per aprire spazi più intimi.
Performance e trasformazione visiva
Anche dal punto di vista visivo lo spettacolo è molto costruito. Durante la serata Sarafine cambia quattro abiti, passando da una tuta nera fluida con stivali a look progressivamente più femminili e scenici.
Tra i momenti più surreali c’è anche il finto matrimonio con il suo Trauma, una scena che aggiunge allo spettacolo una dimensione quasi teatrale.
È evidente che dietro questo concerto c’è stato un lavoro di preparazione molto accurato.
Una festa che continua – tour 2026
Non uno spettacolo da guardare, ma una festa da attraversare.
E se questo show è l’anticipazione di quello che succederà nei prossimi mesi, il tour estivo promette di essere esattamente questo: un luogo dove ballare, ridere e sentirsi parte di qualcosa.
01/06 – CERVIA (RA) – Rock Planet
10/06 – PADOVA – Sherwood Festival
03/07 – OSTUNI (BR) – Sherocco Festival
16/07 – TORINO – Flowers Festival
24/07 – ASSISI (PG) – Riverock Festival
25/07 – MONTOPOLI IN VAL D’ARNO (PI) – Musicastrada Festival
01/08 – GENOVA – Lilith Festival
07/08 – BRESCIA – Festa di Radio Onda D’Urto
09/08 – CORSANO (LE) – Confini Fest
27/08 – BASSANO DEL GRAPPA (VI) – Ama Music Festival
SCALETTA CONCERTO SARAFINE QUESTO É IL NOSTRO SHOW
INTRO – NON CE LA FARAI MAI
INTRO #2 – LACRIME MIE O LACRIME TUE
CARMINA BURANA
CONTROL FREAK
CAUA
POTEVAMO FARE SCHIFO INSIEME
MALATI DI GIOIA
SCROLLA
BELLE FIGGHIOLE con Alessandro Malerba
INTRO + UN TRAUMA È PER SEMPRE
EASY EASY
– AUDIO BRUNORI –
BRUNORI
RITURNELLA
TIPA DA RAVE
DISCOTECA FUTURISTA con Il Solito Dandy
LRDM
LU RUSCIU DE LU MARĘ
RAVE con Ciauru











