2 Febbraio 2026
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2 Febbraio 2026

Sayf presenta il suo Sanremo, “vado lì per far musica, non politica. Non sarò un Ghali 2.0”

Il cantautore racconta “Tu Mi Piaci Tanto”, il rapporto con la politica e il disco in arrivo dopo il Festival.

Sayf durante la conferenza stampa di presentazione del brano Tu Mi Piaci Tanto per Sanremo 2026
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Sayf ha presentato ufficialmente la canzone che porterà a Sanremo 2026, ma non solo: la conferenza stampa è servita anche per parlare dei temi politico-sociali legati al suo brano.

Classe 1999, Adam Viacava è un musicista e un cantautore con le idee molto chiare sia sulla musica sia sul mondo che lo circonda. Così spiega il suo brano Tu Mi Piaci Tanto:

“Musicalmente parlando, l’unica accortezza è stata dare più spazio al ritornello in quelle due volte che deve entrare, favorendo un ascolto che può essere capito subito.

A gusto mio avrei fatto un ritornello più cantautorale. La ritengo, però, coerente e ci sta che possa risultare una passeggiata agli altri, ma io so che mondi ho toccato, i 200 mondi non pubblicati. Questa è più tradizionale e, per ascolti miei, è coerente ed è voluto che vada in questa direzione”

sayf, Identità musicale e influenze: “non mi definisco jazzista”

Sayf è un rapper, un cantautore, un jazzista o c’è altro da sapere?

“Non mi sento di definirmi un jazzista, mi piace tutta la musica e tra le influenze c’è anche quello. Il jazz è più un’influenza legata ai live che non alla musica: al JazzMi ho creato degli arrangiamenti per l’occasione e ci siamo divertiti.

Il discorso legato alla cover prende quella linea lì ma, allo stesso tempo, se io venissi presentato come jazzista non c’entrerebbe nulla.

Potrei raccontare ciò che ascolto ma il dubbio è che possa discostarsi da ciò che faccio. A me piace mischiare la musica, mi piace tutta. Una volta ne parlavo con un giornalista e dicevo che il bello è che, andando in studio, magari ascoltavo la cumbia, avevo voglia di farla e non usciva. Questo però mi permetteva di fare uscire qualcosa di più naturale.

Per me è sempre stato un fattore di curiosità e studio: mi piace studiare le vicende dell’Italia, della Prima Repubblica e mi piace ascoltare la musica di ogni epoca e fatta in ogni modo. Ogni canzone trova il proprio contesto: ci saranno contesti dove mi piacerà ascoltare Simba La Rue e contesti dove ascolterò la bossanova.

Facendo quello che faccio potrei riuscire ad avvicinare questi mondi. Citare Tenco nel testo non è casuale, è personale per spiegare uno stato d’animo esasperandolo. Volevo spiegare la dinamica della pressione dell’entrare in questo marasma, ironizzando su una cosa tragica.

C’è mancanza di empatia e dislivello tra il fare la musica e il venderla, che non ha niente di empatico ma solo cinico. Tutta questa direzione votata al profitto lascia indietro arti e cultura, altrimenti il più bravo è quello che fa più soldi e non è così.

Non c’è interesse ad acculturarsi, ci esprimiamo peggio e non è una bella direzione”

Politica, sociale e polemiche: “non sono qui a fare Ghali 2.0”

Il brano che porta a Sanremo ha dei temi tosti da affrontare, politici e sociali, e questo potrebbe alimentare le polemiche:

“A me la polemica non spaventa, sono aperto al dialogo. Non difendo una posizione, un partito specifico, faccio sempre discorsi spontanei in base a ciò che vedo e percepisco. È uscita la canzone così: il momento in cui l’ho scritta era quello delle manifestazioni pro-palestina e non è una mossa programmata. Non ho doppi fini, sono qua a dare la mia impressione del mondo.

Non sono Ghali e non sto andando a fare Ghali 2.0, lo rispetto, lo conosco e ho tanto rispetto di ciò che ha fatto a Sanremo. Mi sono emozionato quando è salito sul palco e condivido gran parte di quello che ha fatto ma, con tutto il rispetto, non sono qua a riproporre ciò che ha fatto lui.

Ho fatto una canzone che racconta varie cose: nel caso in cui c’è da prendere posizione su qualcosa, io sono e sarò in prima linea e non mi metto in scia degli altri”.

La reazione dei fan dy sayf alla scelta di Sanremo 2026

Come l’hanno presa i fan? Sono d’accordo con la scelta di andare a Sanremo o si allontaneranno?

“Mi sembra che i miei fan l’abbiano presa positivamente ma in ogni caso chi è affezionato a me non lo è da tanto tempo per dire che questa sia una cosa snaturante. Se si ritrovassero loro nella situazione, se si sentono di voler buttare un’opportunità… io no”

Rispetto al tema della partecipazione all’Eurovision, Sayf non ha le idee chiare ma si schiera:

“Non ho pensato se partecipare o meno all’Eurovision ma non capisco il senso di chiederlo prima, di fare un sondaggio. Dal momento che è diventata una scelta politica non mi piace, non mi sono ritrovato a pensare se andare o meno e non mi sento di doverla giustificare come scelta.

Condivido, però, assolutamente chi sostiene la causa palestinese ma nel mio caso specifico vedrò solo al momento cosa fare”

sayf Dopo Sanremo 2026: disco in arrivo e obiettivi

Dopo Sanremo cosa succederà?

“Sto preparando il disco, è quasi pronto e passerà un mesetto e mezzo dalla fine di Sanremo per pubblicarlo. Mi piace ciò che ho fatto e sto facendo, speriamo che venga capito sennò torniamo sul furgone, è uguale”.

Dopo Sanremo, se qualcuno avrà voglia di approfondire chi è Sayf potrà farlo con la mia musica ma non ho lo scopo, da artista, di far venire più persone tramite Sanremo.

Posso sperare da persona che vuole sistemarsi e vuole sistemare la famiglia che vada tutto bene ma nient’altro”