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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 30 gennaio: Ditonellapiaga pronta a tutto, Ermal Meta inaugura il nuovo viaggio e due band fanno centro!

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 30 gennaio 2026 (con qualche recupero delle scorse settimane), a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

Alcuni big di Sanremo inaugurano il loro mese di attesa con un singolo (Ditonellapiaga ed Ermal Meta), tornano alcuni ex Amici come Chiamamifaro e Piccolo G ma anche ex X Factor come Francamente, Roccuzzo e i Patagarri.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Vi ricordiamo che, essendo usciti anche gli inediti di Amici 25, le pagelle relative a quei brani sono in questo articolo.

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

 

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 30 gennaio 2026

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

FRANCAMENTE – LA CASA DEI MIEI NONNI

Una cantautrice con un livello di scrittura così alto è difficile da trovare in giro, considerando anche che la stessa si applica perfettamente alla musica, alle melodie create.

Il riferimento del titolo, la casa dei nonni, è l’aggancio che serve per parlare del proprio passato e di quel luogo che rappresenta il porto sicuro, il luogo in cui la felicità non è un miraggio bensì una certezza.

I luoghi d’infanzia sono la meta da raggiungere, non solo ricordi da tenere perduti nella memoria e nel tempo, pur essendo consapevoli che parliamo del passato e che il presente è un’altra cosa.

Un presente che fa fatica a darci gli stessi spunti, la stessa carica, la stessa forza ma che esiste e dobbiamo accettare.

Canzone indie pop fatta con gusto, buongusto.

★★★★★★★½
7½


FUDASCA, KETAMA126, SIDE BABY, CLOSE LISTEN – INFAMI

Se esiste un re delle produzioni R&B e hip hop della west coast in Italia è, senza alcun dubbio, Fudasca e Infami è solo l’ennesima conferma.

Infami è il racconto della periferia romana, di piazzale Partigiani ma non solo. E’ il resoconto di un’adolescenza distrutta dal contesto e raccontata con metodo, con flow, con le giuste rime e con la giustissima attitude.

Di brani che raccontano il proprio vissuto, nel mondo del rap, ce ne sono a centinaia ma esistono mille variazioni sul tema interessanti e questa è una di quelle.

Gli elementi risultano tutti ben amalgamati, la prova al mic di Side Baby e Ketama è di gran fattura e si respira, dalle loro parole, tutta la sofferenza di questi luoghi e di queste famiglie a tratti (e forse non solo a tratti) disfunzionali.

La verità musicata con stile.

★★★★★★★½
7½


GIANNI BISMARK – DICEMBRE

La chitarra è l’elemento principale e fa da collante tra la base e la voce di Gianni Bismark in questa ballatona alla romana, molto Carl Brave per certi versi come attitude, in cui si parla di amicizia e di consapevolezza di se.

Il tema non è scontato, la scrittura non è complicata ed è facilmente accessibile alla comprensione del pubblico generalista.

Gianni Bismark ha creato un album da cui sta estrapolando poco per volta singoli di varia natura, questo è solo l’ennesimo capitolo di una storia che dura da qualche mese ormai e che si arricchisce di nuovi capitoli di tanto in tanto.

★★★★★★
6


GRACE CAMBRIA – APPLAUSI

Rap US style con un flow davvero molto interessante, la prod. è eccelsa così come il testo che è una mezza denuncia verso il sistema musicale ma non solo.

C’è la verità di questa ragazza che mette sul piatto il tema del body shaming, dei (presunti) difetti fisici sottolineati dagli altri ma che non toccano l’anima e la mente di questa ragazza.

Accenni di siciliano ‘incazzato’ come elemento di forza espressiva e una grande dose di strafottenza verso chi critica, chi pretende, chi denigra.

Applausi è un inno al lasciare perdere chi rompe le scatole solo per il gusto di farlo e Grace Cambria sa esprimere benissimo il concetto.

★★★★★★★
7


LORENZO CANTARINI – MI AMOR

Il pop così soave, quasi etereo di Lorenzo Cantarini colpisce immediatamente in Mi Amor e lo fa con la sensibilità di un timbro, di una tecnica davvero di alto livello.

Per certi versi sembra di riascoltare la voce di John De Leo, fondatore ed ex voce dei Quintorigo, nella pasta vocale sulle note alte e non sono tanti nella nuova scena italiana a potere vantare voci così dritte e, quasi, persuasive nelle loro modulazioni.

Mi Amor fa vedere e ascoltare tutto questo e non soltanto, perché ci sono cambi di registro e di atmosfere continui che ti tengono incollato al brano e all’ascolto dall’inizio alla fine.

4 minuti che scorrono con garbo e gentilezza nel padiglione auricolare, questa canzone necessità un ascolto.

★★★★★★½
6½


MONDO MARCIO – NONOSTANTE TUTTO

La canzone inno di chi si trova sull’orlo del baratro, di chi è a un passo dall’arrendersi, dal crollare e che, nonostante tutto, riesce a trovare la strada per risollevarsi da terra.

Mondo Marcio racconta questi anni di difficoltà nel riuscire a stare attivo nella scena, farsi di nuovo notare, riemergere dopo il grande boom e la caduta (quasi) nell’oblio appannaggio di altri suoi colleghi che hanno tenuto il passo con i gusti e le esigenze dei vari momenti storici.

E’ una canzone per se stesso ma anche per tutti quelli che pensano che sia finita ma che, proprio come dice Venditti, devono pensare che è proprio allora che comincia la salita.

Generazionale.

★★★★★★★½
7½


SYRIA, INOKI – SPERANZA

Il significato di questa canzone è molto intenso, narrato nel modo giusto da Inoki nelle strofe e da Syria nel ritornello. I due cercano di lasciare un segno per chi verrà, le future generazioni che hanno bisogno di speranza nelle loro vite.

E’ una canzone che racconta la realtà con lucidità, non dimentica i problemi e, anzi, li mette in chiaro ma cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno per far capire che c’è sempre la luce in fondo al tunnel.

Syria torna con la speranza e sceglie lo storytelling di un decano del rap italiano, quell’Inoki che sa come trattare materie forti e importanti con il giusto peso specifico.

Brano che tocca le corde giuste.

★★★★★★
6


ERMAL META – DELOREAN

Chi ha visto Ritorno al Futuro sa che l’inizio della canzone riprende il jingle storico della meravigliosa trilogia e solo questo merita ‘il prezzo del biglietto’.

In più, tutto è contestualizzato bene perché ci sono i richiami agli anni 80 (musicalmente) italiani delle belle ballatone ma non solo, anche la citazione di Doc “grande Giove” è una piccola chicca per gli amanti dei film e del genere.

Ermal Meta ha iniziato questo viaggio verso Sanremo con il piglio giusto e con una canzone che aggancia il presente con il desiderio di tornare nel passato per riuscire a modificare ciò che non è andato bene.

Gran bel livello e gran bel ritorno.

★★★★★★★
7


SIGARETTEWEST – INCONTROLLABILE

Apertura alla ‘spaghetti western’ con un tocco di chitarra e un mood alla Jeff Buckley che, nel ritornello, diventa una canzone quasi alla 007 No Time To Die.

C’è, però, tanta Italia anni 60 mescolata a un timbro fresco, giovane e intrigante. Una canzone che cresce di secondo in secondo con vari elementi inseriti a poco a poco. Prima la chitarra, poi il pianoforte, poi la sezione d’archi e i cori, poi un secondo ritornello con la batteria molto più presente.

Senti la tensione che cresce a mano a mano che cresce il brano, con poi questo urlo liberatorio verso la fine che fa capire la disperazione per una storia triste, un amore che va.

Ecco, volete un riferimento melodico più specifico? E’ solo un riferimento, non la stessa canzone (specifichiamo): Amore che Vieni, Amore che Vai di De André.

Tutto molto intenso, tutto molto west.

★★★★★★½
6½


TROPICO – QUASI BLU

Lo ha fatto di nuovo. Davide Petrella ha fatto una ballad di un’intensità rara che serve per chiudere il cerchio di un album che ha regalato tante gioie e pochissimi dolori.

Quasi Blu è quel “dai che ci siamo quasi…” e poi, puntualmente, si sprofonda nell’errore di pensare che tutto sta andando bene quando, invece, la realtà è ben diversa e tocca viverla per capirlo.

La speranza di un futuro pieno, completo con un’altra persona si scontra con i limiti di una persona che prova a fare del proprio meglio e che non riesce per vari e svariati motivi.

La cosa interessante, oltre il testo, è la qualità del sound. Si percepisce un’implemento ulteriore, che già era abbastanza alto, dell’acustica generale. Mix e mastering curati così bene sono una chicca, una rarità nella musica italiana ma Petrella è riuscito a fare ancora meglio.

C’è intensità, c’è interpretazione, c’è suono, c’è idea, c’è praticamente tutto ciò che serve in questo brano per essere davvero tanto bello.

★★★★★★★½
7½

PAGELLE NUOVI SINGOLI 30 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI

ASTERIA – 16 ANNI

Asteria è una musicista, una producer di grande livello e può ancora fare di più nei prossimi anni, ‘rischiando’ (in senso buono) di diventare un faro per questo settore, al femminile.

Di tanto in tanto pubblica dei singoli che possono anche essere dei buoni singoli, del resto la qualità della produzione è alta, ma in questo specifico brano c’è un problema ed è l’attitudine, l’interpretazione che risulta molto simile a quella di Madame.

Purtroppo Asteria deve fare i conti con questo limite che è la troppa vicinanza del suo timbro a quello della cantautrice veneta, cosa su cui purtroppo nessuno può farci nulla, ma che può riuscire a scavalcare cercando di andare in una direzione interpretativa diversa.

Magari eliminare o ridurre il cantato trascinato, il corsivoe, potrebbe essere un elemento da tenere in forte considerazione, forse anche il più importante, perché sentire un bel brano come 16 anni e trovare immediatamente la similitudine è una cosa che non gioca a suo favore.

Andando oltre il timbro, parliamo di un brano pop dance, dunque uptempo, con tanti elementi sonori elettronici che si intervallano tra loro e che si fondono molto bene nel ritornello, creando l’atmosfera sonora giusta.

In sintesi, il brano è spaccato a metà tra la voce (il problema) e la base (la parte bella) ed è per questo che non si può promuovere a pieni voti. Gli elementi devono essere tutti idonei ma non è questo il caso.

★★★★★
5


OCCHI, CHIAMAMIFARO – ME L’HAI DETTO TU

Di canzoni così ne abbiamo sentite tantissime, hanno tutte la stessa struttura e gli stessi tipi di cambi tra strofa, bridge, ritornello e via andare.

L’indie pop di nuova generazione è rimasto troppo ancorato a degli stilemi del passato, senza apportare nessun tipo di elemento innovativo che possa far pensare a un cambio di passo interessante.

La cosa bella di questa canzone è l’amalgama tra i due protagonisti, indiscutibile che si trovino bene insieme per pasta vocale e timbrica, ma il brano di per se ha questa pecca di costruzione che può essere superata con lo studio di cose nuove e diverse, internazionali magari.

★★★★★
5


FLAVIA BUONCRISTIANI – STOP

Flavia ha fatto la canzone migliore della seconda tornata di inediti di Amici ed è fuori dal programma, questo è strano.

Detto ciò, il brano potrebbe essere sufficiente se solo ci fosse stata un’apertura maggiore, ma non solo questo. La canzone non ‘apre’ mai, resta sempre ferma allo stesso punto, vengono aggiunti solo dei piccoli elementi nella sezione ritmica e un paio di coretti nel ritornello ma nulla che vada verso la direzione che serve al brano.

Il testo è un po’ piatto, si racconta di questo pensiero fisso verso una persona che non fa più parte della vita della protagonista ma, anche qui, non c’è grinta, non c’è la giusta carica che servirebbe.

Flavia ha un timbro interessante ma questo sembra un esercizio vocale che non trasmette una reale sensazione di angoscia che, invece, dovrebbe trasparire in base al testo scritto.

Ecco, ciò che servirebbe a questa ragazza è la grinta e l’intenzione e questi elementi si acquisiscono con il tempo. Bisogna darle tempo, del resto è giovanissima e pretendere tutto e subito è sbagliato.

Il nostro lavoro, però, è quello di giudicare ciò che viene immesso nel mercato e quello che abbiamo ascoltato è una canzone che con un’apertura maggiore del suono e un po’ di grinta in più sarebbe stata una buona canzone, cosa che così non è.

★★★★★½
5½


PICCOLO G – COSA CAUSA QUESTO CAOS

Il grande pubblico aveva dimenticato Piccolo G con Acquario, Amici 22, un pop già sentito e risentito. Oggi, però, con Cosa causa questo caos, Piccolo G sembra più consapevole e con un’idea artistica che inizia ad essere più matura per sé stesso. Ma non basta, c’è troppa confusione.

Il caos del titolo si capta appieno ma non è armonico. Troppi elementi in disequilibrio tra loro che non creano la giusta armonia. Tutto troppo.

Viaggia nel pop (la sua comfort zone), per poi toccare un bel groove funkettone (definito chiaramente dal giro di basso nelle strofe e dalla tastiera), buttandoci anche un pizzico di musica elettronica nei ritornelli, che non guasta mai. Too much, però…

Il titolo riflette, in parte, l’arrangiamento del pezzo come già detto sopra: un po’ caotico. Ascoltandolo potrebbe non apparire chiaro lo stile, dove si vuole andare sentendo questi cambi di genere repentini o, magari, proprio questi sono la chiave. Chissà. Magari c’è un’idea nella sua testa ma non viene fuori del tutto.

Non è un brano che spicca particolarmente all’interno della musica d’oggi, ma sicuramente ci sono stati dei miglioramenti e una crescita da 4 anni a questa parte.

★★★★★
5

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 30 gennaio 2026 secondo All Music Italia.

DITONELLAPIAGA – Sì LO SO

Margherita Carducci sceglie di inaugurare l’attesa verso Sanremo con un brano totalmente dance che, spoiler, fa capire bene quale sarà (tutto) l’universo che approfondirà in questo 2026.

E’ in grande forma, ha le idee chiare e i testi sono pensati, studiati come in questo caso con una bella riflessione su se stessa in apertura, i suoi limiti e il suo passato da educanda, intelligente ma che “non si applica”.

Una donna forte che non ha paura di non considerare gli altri, di lasciare le mail e le richieste lì a fare la muffa nella cartella in arrivo, che pensa a divertirsi e a godersi la vita perennemente irraggiungibile per gli altri.

Ditonellapiaga ha costruito bene qualsiasi cosa sia a livello estetico sui social sia a livello musicale, i passi fatti (inclusa questa canzone) sono tutti giusti. E’ il suo anno.

★★★★★★★★
8


I PATAGARRI – LA BOMBA INTELLIGENTE

Eccoli qui I Patagarri nel loro massimo splendore artistico.

Loro sono sociali, sono politici e sono intelligenti, questo brano lo dimostra al 100% soprattutto per un motivo: il garbo con cui trattano una materia così sensibile e delicata.

Si parla di guerra, di produttori d’armi che fanno soldi sulle spalle e sul sangue altrui e su un’Italia che era (già, era) un Paese di menti illuminate e che ha finito per rovinarsi con le proprie mani a livello psicologico, politico e sociale nel corso della storia più o meno recente.

“Io vorrei che tutti quei mercanti d’armi provassero davvero il frutto del loro lavoro”.

Game, set and match. Boom, bomba lanciata ed è davvero intelligente. E’ quella dei Patagarri.

★★★★★★★★
8


MALVAX – LORENZO SVEGLIATI CRETINO

Avete presente Lo Stato Sociale o la parte più movimentata degli Zen Circus? Ecco, prendete questi riferimenti e metteteli in una band pop di nuova generazione con un tocco di Gabbani nella parte melodica del ritornello.

Questi Malvax hanno creato una potenziale hit in cui bisogna credere, ha tutte le caratteristiche per essere potenzialmente una grande canzone.

Si parla di questo ‘cretino’, Lorenzo, laureato italiano in giurisprudenza che interagisce con il ragazzo italiano sfigato (laureato pure lui) che vuole fare l’artista ma che, come tanti altri di questo Paese, viene trattato da sfigato perché figurati se essere artisti conta qualcosa qui.

Lorenzo è il classico figlio che ogni mamma vorrebbe e che infastidisce per quanto perfetto sia. I Malvax parlano di una figura umana che in Italia esiste, ce ne sono a migliaia di Lorenzi che vivono a Dubai e che flexano cose su Instagram.

I Malvax hanno creato il brano perfetto per i neolaureati. Hit.

★★★★★★★★½
8½

 

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