Geolier, Tutto è possibile: la recensione. Emanuele getta la maschera nel miglior album di questo inizio 2026-
Non è semplice prendere la propria vita, i propri sentimenti, la propria città, i propri amici e parenti, tutto ciò che ti appartiene e metterli sotto un gigantesco occhio di bue.
Non è facile dire a cuore aperto cosa si prova ripensando al proprio passato e trovare un equilibrio nel mare di difficoltà che la nostra mente ci propina ogni singolo giorno ma, hey, “tutto è possibile” se lo si vuole davvero e se si è disposti a scendere a patti con se stessi.
Emanuele (non Geolier) lo ha fatto, si è messo in gioco e non ha avuto paura di dire le cose come stanno e come sono andate durante tutto l’arco della sua vita. Oggi, vedere questa copertina e leggere i testi delle sue canzoni acquistano un senso che prima poteva sembrare quantomeno azzardato. Ha tutto un filo logico ben preciso.
Emanuele prima di Geolier: la faccia dietro la maschera
Tutto è Possibile è Emanuele Palumbo da Secondigliano, Napoli, con tutti i suoi difetti e le sue fragilità. Geolier diventa quasi superfluo perché questa non è la sua storia, non è la sua vita. È quella di un ragazzo che “nel cuore ha le stalattiti”, che ha vissuto la povertà ma ha capito che la vera povertà e la vera ricchezza non stanno nel portafogli, che ce l’ha fatta “solo perché aveva più cose da dire” degli altri.
Questo album è il racconto della miseria che si trasforma in ricchezza nel modo giusto, del nulla che diventa tutto ma con cognizione di causa, di un successo che esiste ma che si può trasformare in una brutale “esecuzione” appena il vento cambia.
Geolier diventa il mezzo necessario, la maschera sotto la quale c’è Emanuele. C’è sempre stato, non si è mai nascosto a dire il vero ma, forse, prima ne aveva più bisogno per certi versi. Adesso c’è una maturità diversa e avere, oggi, questo album significa che il fine ha giustificato i mezzi.
Tutto è possibile per Geolier, anche fare un album “no skip”
Che Geolier fosse un fuoriclasse del rap non lo scopriamo certo oggi e non, certo, con questo nuovo album ma che riuscisse ad andare oltre (e definite voi il concetto di oltre…) non era scontato. La paura di un mega flop poteva anche sorgere per svariati motivi.
I feat con 50 Cent e Anuel AA ci hanno raccontato l’ambizione di questo ragazzo, i riferimenti in copertina e l’esegesi familiare hanno creato aspettative e, di solito, quando si parte così poi ciò che si ascolta è nettamente più vuoto rispetto a ciò che si è pubblicizzato.
Non è questo il caso, tutto è andato bene e l’ascolto di ogni singola traccia lo conferma. È stata creata una tracklist praticamente perfetta, un saliscendi di melodie, ritmo, parole ed emozioni che ti permette di riflettere quando si deve ma anche divertirti quando si sta per cadere dal burrone.
Tutto è calcolato per non farti perdere l’attenzione e per farti restare incollato a questo vero e proprio film della vita dell’artista, cosa per nulla facile se vediamo cosa ci ha donato il genere negli ultimi tempi.
Bei lavori, sì, ma qui siamo su un livello completamente diverso. Qui non possiamo e dobbiamo spaventarci nel dire che Geolier abbia alzato l’asticella della qualità più in alto. Geolier è il Mondo Duplantis del rap game e questo è il suo nuovo record. Geo-record.
E poi… Tutto è Possibile, anche aprire l’album con Pino Daniele a distanza di 11 anni dalla sua scomparsa con una traccia inedita che racconta proprio questo: crederci sempre, realizzare l’impossibile.
Non solo rap: il disco come film, non come playlist
Non è un album rap al 100%, anzi: la cosa più rap del progetto è proprio Geolier con le sue barre e la sua scrittura sincera e schietta ma, se guardiamo al solo lato musicale, siamo di fronte a un album hip hop, rap, pop, blues, dance, r&b e nulla appare fuori luogo, fuori fuoco, fuori tema.
C’è un Geolier arrabbiato ma con la testa sveglia (Sonnambulo), uno riflessivo (Facil Facil, P Forz, A Napoli Non Piove), divertito e divertente che sembra uscito da GTA V (1H, Phantom, 081), introspettivo e dolce di tanto in tanto (Fotografia, Desiderio, Stelle), uno alla portata di tutti (Canzone D’Amore, Arcobaleno, 2 Giorni di Fila) e non solo.
I featuring di “Tutto è Possibile”: l’hype funzionale al racconto
Ci sono i featuring, tutti riusciti, con Kid Yugi, Sfera Ebbasta e Anna ma non solo. I due internazionali 50 Cent e Anuel AA non sono serviti solo per fare hype. Sono funzionali, sono utili, sono perfettamente calati nella realtà di Geolier e arricchiscono con valore il progetto. E poi, come detto, c’è il feat con il Maestro per eccellenza, quel Pino Daniele che sarebbe sicuramente contento di vedere un figlio di Napoli rendere la loro città di nuovo così mastodontica con la musica.
Emanuele è, come tutti gli esseri umani, pieno di sfaccettature ma sa come metterle nel giusto ordine senza confondersi e confondere gli altri. C’è una chiarezza rara in ogni singola mossa, quasi come fosse la versione più chiara di un bugiardino di un qualsiasi medicinale.
Leggi il bugiardino, dettagliato, ma comunque ti confondi. Leggi e ascolti Geolier, dettagliato, e non perdi mai il filo del discorso. Questo concetto diventa ancora più chiaro ascoltando una fila all’altra la prima canzone della tracklist, Tutto è Possibile, e l’ultima, A Napoli Non Piove.
Napoli come chiave finale: dall’ottimismo al manifesto
Apre ponendosi delle domande sul futuro da guardare con ottimismo, una cosa rara se si arriva da una realtà complicata, per poi chiudere con il suo personale racconto su Napoli, sulle persone che ci vivono e su se stesso. Una città difficile ma che riesce sempre a donare a chi la vive la consapevolezza che, sul serio, tutto può accadere e quindi perché stare lì a rimuginare sulle storture? Meglio pensare a “mamma Napoli” che ti permette di vivere sogni e, di tanto in tanto, trasformarli in realtà.
Proprio come quello di Emanuele Palumbo che grazie a Napoli è riuscito a rendere Geolier, un sogno, in una solida e concreta realtà che fa del bene non soltanto a se stesso e alle persone a lui vicine ma anche a tante altre che decidono di ascoltarlo e passare del tempo a immedesimarsi nei suoi testi.
Potrebbero essere i racconti di vita di tante, ma davvero tante persone in questo Paese che ci tiene in equilibrio a giorni alterni e che, molto di più, ci fa sprofondare in una tristezza difficile da mandare via. Ma alla fine, come dice lui, che ne sappiamo se domani cambia tutto e “te pigli tutt’ ‘e cose”?
Nel frattempo abbiamo un oggi e quell’oggi ci racconta che siamo di fronte al primo, grande album del 2026. Il primo album dell’anno che possiamo davvero considerare no skip.
Emanuè, tutto è possibile per te e lo hai dimostrato.
Voto e Pagelle
- Miglior Canzone: Sonnambulo, 1H, Tutto E’ Possibile
- Peggior Canzone: 2 Giorni di Fila, Canzone D’Amore
- VOTO: 8
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐











