Pagelle Nuovi Singoli in Uscita Venerdi 24 Febbraio: Francesca Michielin fa centro… Capossela da ascoltare assolutamente!
Questa settimana sono due, e per motivi completamente diversi, i brani che hanno colpito il nostro critico musicale

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 24 febbraio a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.
Sono ancora pochine le uscite settimanali ed ho l’impressione che finché continueranno a muoversi bene le canzoni lanciate in quel del Festival di Sanremo, ci saranno parecchi ritardi di pubblicazioni nuove.
Non mancano però cose interessanti anche questa settimana, con addirittura un brano che reputo fuori gara, diciamo così, per un contenuto troppo importante che deve essere ascoltato e compreso da tutti.
Vi ricordo i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere negativo ma è variabile in base alla canzone.
Pagelle nuovi singoli 24 febbraio 2023
Lorenzo Licitra – Never give up
Lorenzo è indubbiamente un cantante talentuoso che però non ha ancora trovato la sua vera strada. Torna adesso in inglese con una proposta elettrodance che però sembra un pezzo strappato a colonne sonore anni 80, di quei film horror di cassetta, quelli che la critica stroncherà. Tutto suona come allora, pure il suo stile interpretativo. Voluto? Forse ma molto stantio.
Quattro
⭐⭐⭐⭐
Big Mama – Ma che hit
Con il passaggio a Sanremo al fianco di Elodie, BigMama può adesso lanciare il nuovissimo singolo sperando di strappare anche un ritorno radio importante. Il brano a dire il vero è piuttosto serrato, ed il suo rap sprezzante e certamente non edulcorato. E sinceramente mi sembra un po’ troppo. La volgarità a mio avviso qui spreca solo una buonissima base, mettendosi a fare da contraltare alla miriade di colleghi maschietti a cui puntualmente tiro le orecchie. Non vedo perché non dovrei adesso. L’insufficienza non è gravissima per la base.
Cinque =
⭐⭐⭐⭐⭐=
Matteo Paolillo – Origami all’alba
Fastidiosissima la scelta dell’effetto trap sulla voce in una ballata che avrebbe potuto funzionare decisamente di più senza. Ad esempio è piacevole un inciso lungo ma anche diviso sostanzialmente in due parti, tanto che quando pensi di esserci dentro, questo poi evolve. Fine affrettata, che avrebbe potuto essere giostrata con uno special. Base molto essenziale e senza guizzi particolari nell’arrangiamento.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Piccolo Intervento a Cuore aperto – Ibisco
Musica indie che non ha velleità di sembrare altro. La band ha un suono robusto e sicuro, mentre il vocalist quella classica propensione allo “stonacchiamento” che, per paradosso, si perde quando si inerpica in note più complicate. Il pezzo di suo ha invece un fare d’attesa; scorre piuttosto regolarmente ma alla fine ti sembra sia mancato qualcosa che lo renda ricordabile.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨
Dente – Cambiare idea
Ballata suggestiva che mi unisce un po’ di cose, un po’ di sapori che arrivano dal passato. Certo quell’accento invertito sul verbo “piangere”, proprio nel bel mezzo dell’inciso… nemmeno Max Pezzali nel periodo d’oro avrebbe osato tanto. Il brano è scorrevole e con un buona apertura d’inciso, tuttavia ha questo non so che di già sentito che lo penalizza non poco, anche se la cosa potrebbe persino aiutarlo nella diffusione.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Epoque & Ernia – Ricordi
Idea r’n’b piuttosto moderna, con una bella simbiosi fra la particolare voce black della nostra con gli interventi di Ernia, rispettosi e non invasivi come a spostare la canzone da un’altra parte. Il suo rap è infatti precisamente incastrato nel sound. Base essenziale ma giusta per permettere alla voce di Epoque d’emergere. Peccato la brevità, con addirittura una fine sfumata male, quasi come se durare qualche secondo in più avrebbe fatto danno. Mah
Sei ( ma avrebbe potuto prender decisamente di più )
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Samurai Jay – Colpa mia
Mood anni 90 nella concezione della base che sostiene invece un cantato piuttosto lavorato con effetti molto contemporanei. Ci sono esposizioni rap, così anche momenti cantati che esplorano funk, pop e dance, mischiandoli e rendendoli all’ascoltatore perfettamente amalgamati in un unico colore. La fine è anticipata in maniera sconsiderata ( o forse troppo considerata per piacere agli algoritmi ) giacché il brano richiama da se un arricchimento musicale e per lo meno una ripetizione d’inciso conclusiva. In questa Sanremo, con svariati pezzi abbondantemente sopra i tre minuti, non ha insegnato nulla. Peccato, sennò avrebbe preso decisamente di più.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Alfa – Le cose in comune
Daniele Silvestri suonato con una chitarrina alla Jason Mraz. Alfa personalizza una canzone che in fin dei conti era difficilissimo immaginare in un’altra versione se non quella scritta ed incisa dal più maturo collega. Non è indubbiamente un momento distintivo di una carriera che è ancora in divenire. E’ però un buon segno di artisticità, perché davvero la scelta per la cover è inconsueta e senza grandissimi spazi per poterci giocare su. Lui ci è riuscito.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Cmqmartina – Mi ami davvero ?
Fine anni 90, inizio 00 nei suoni, quelli che furono di artisti alla Moloko, Fragma o alcune cose soprattutto interne ai lavori discografici di Kylie Minogue. Il mondo sonoro di Cmqmartina si muove sicuro fra questi ambienti, clubbing esclusivi per una dance elettronica che non è proprio per tutti, ma che ha fra le sue righe quell’arma usata per farsi ricordare; provate qui a dimenticare quel “tatataratarata” che apre il pezzo e che si ripete come tappeto negli incisi. Si distingue nella massa.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Colombre – Durerebbe un’ora
Struttura pop che comunica spazio aperto; convinzione fornita ancor di più dagli echi appoggiati sulla voce, che pur non tolgono robustezza sia alla scrittura che all’esposizione vocale del cantautore che puoi tranquillamente immaginare chitarra e voce senza che la canzone rischierebbe di perderci. Senso melodico quasi d’altri tempi.
Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Francesca Michielin – Quello che ancora non c’è
Gioca d’emozioni Francesca in questo nuovo singolo, ufficiale lancio del suo nuovo album. E quando l’artista apre questa porta, diventa impossibile resistere dall’ entrare nella stanza che lei ti concede. Il pezzo va in crescendo piano e voce, spoglio se lo si pensa per il mondo radio, eppure è sufficientemente pieno così, completo. Anzi diventa proprio chiaro il discorso, le parole arrivano una ad una ed il raccontarsi, perché qui Francesca dice di se, senza sconti e senza remore, diventa discorso fluido, senza freno alcuno ed arriva preciso. E se sei pronto a farti toccare l’anima, dalle il benvenuto.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Vinicio Capossela – La crociata dei bambini
E’ una canzone prioritaria, necessaria in un momento come questo. Vinicio torna e come sempre se ne strafrega delle radio, di una “promozionalità” delle sue canzoni, ma oggi la valenza è assolutamente doppia. Dal poema di Brecth, dallo stesso titolo, il cantautore trae questa nenia, piano, voce e qualche effetto, e archi in divenire, che la sua voce rende ancor più affilata all’interno delle coscienze che non possono restare inermi di fronte alle brutture della guerra.
Senza Voto






