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Pagelle nuovi singoli

Pagelle ai nuovi Singoli italiani dell’11 novembre: Jovanotti in stato di grazia. Cosmo e Alessandra Amoroso ci fanno ballare!

Diversi singoli e tanti generi musicali come ogni settimana. Ecco le recensioni del nostro critico musicale

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

PAGELLE NUOVI SINGOLI dell’11 novembre a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.

Ancora una settimana di uscite importanti e credo che andremo avanti così fino alle prossime feste di Natale. Devo dire che è stata una settimana di uscite particolarmente buone. Buone proposte, variegate fra l’altro, un po’ per tutti i gusti e tutte le età.

Non era possibile ascoltare oggettivamente tutto però, data la quantità un po’ sproporzionata della proposta settimanale. Meglio far meno ma con impegno che molto in maniera superficiale.

Si ricorda che i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana.

Ricordiamo che qui sotto trovate una playlist Spotify, che vi chiediamo di premiare con un Segui/Like/Cuoricino, con i brani recensiti in modo che anche voi possiate farvi la vostra idea.

Pagelle nuovi singoli settimana dell’11 novembre

Lda & Albe – Cado

Fragilina assai. Lo è in un arrangiamento che è tutto poco più di un clap. Lo è nel duetto inteso come incontro di voci che in realtà si uniscono solo in unisono sparato dove non c’è nessun gioco vocale, nessuna alchimia ma solo un inerpicarsi verso alture, pure fastidiose, fra l’altro sostenute da qualche correttivo modaiolo qui e là. Pochino davvero.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Iravox & Viola Valentino – Inverno

Si ripercorrono gli 80 nell’arrangiamento di questa canzone, solo che in realtà non ci sono punti di congiunzione con l’attualità, cosa questa che permette di sfuggire da quella sensazione di vecchio. La canzone tratta un tema importante: l’inverno è inteso come l’inverno della vita, l’età che passa, quando in realtà si ci sentirebbe ancora in piena estate. Un po’ “accozzagliato” l’amalgama vocale.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Uno Sbirro Qualunque – Occhi fissi sul traguardo

Non voglio definirlo dissing, perché in genere questo lo si rivolge a qualcuno di specifico mentre qui “lo sbirro” generalizza contro chi trova la sua presenza una nota stonata nella scena rap. E’ comunque una canzone in attacco in cui dimostra un freestyle degno di nota anche se, fino ad oggi era sempre volato un po’ più alto, talvolta nel linguaggio, altre nel pensiero. Ecco qui invece è decisamente più conforme ai colori solitamente proposti dalla scena e quindi anche il mio pensiero si uniforma.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

B3n – Peter Pan

Molte delle frasi che compongono questo nuovo pezzo di B3n, lasciano pensare che sia dedicato alla fine della sua storia d’amore piena di lustrini. Ne viene fuori una ballata molto semplice, che ha una composizione tutta da studio, cioè strumenti zero, e si muove in un range di due note messe in fila, tra un sussurro e un altro. Tuttavia il senso del pezzo arriva tutto. E’ uno sguardo malinconico su ciò che poteva essere e non sarà e sulla presa di coscienza della cosa. Non fa gridare al miracolo ma il pezzo può avere il suo cammino.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Esseho & Drast – 16:9

Un po’ rap, un po’ r’n’b, tutto shakerato tra una voce che nella fase rap ricorda un po’ le produzioni anni 90, quelle di quando lo stile si faceva strada importante, mentre nella parte cantata gli effetti rendono meno calda una voce che invece dà l’idea di esserlo in maniera importante. In questo modo l’inciso resta un po’ come se sentito arrivare da lontano, confuso fra la musica che ne spalleggia la comunicazione chiedendo spazio. Accorgimenti per un arrangiamento a migliorare un risultato già accettabile ma che avrebbe potuto andare ben oltre.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Narciso – Make up

Con un testo abbastanza chiaro sull’accettazione di se stessi e del proprio abito con cui ci si sente agiati in mezzo agli altri, è un pop piuttosto danzereccio cantato con qualche ruvidità interpretativa che ricorda un po’ il primo Mengoni. E’ chiaramente un manifesto per l’artista, un abito cucito addosso perché faccia anche da biglietto da visita. Non passa alla storia dato l’arrangiamento piuttosto solito, ma svolge il suo compito di presentazione.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Galassie – Bolivia

La canzone è nell’insieme senz’altro valida, sia nel concetto espresso del viaggio inteso anche come possibilità della mente, sia musicalmente con buone aperture ed un arrangiamento che lascia pensare proprio a spazi aperti e quindi inerenti al tema cantato. Quel che risulta però un po’ deboluccio è l’inciso, giocato in quattro frasi chiuse con una rima piuttosto telefonata e in tempi decisamente brevi rispetto alla preparazione allo stesso, tanto che lo spazio musicale, assolutamente evocativo che segue, è un vero e proprio soccorso, un toccasana.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Cargo & Santoianni – Popolare

Raccontare l’amore non è più popolare… effettivamente così è per le nuove generazioni ed è questo che i due giovani cantautori cantano in questo pezzo costruito con una metrica intelligente dove la canzone cresce pur senza mettere i due in difficoltà, nella situazione di dover vocalmente spingere, cosa che non gli è propriamente nelle corde. Originale nella costruzione, avrei preferito però un pizzico d’interazione in più fra i due che invece una geometrica divisione dei compiti.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Effenberg & Rachele Bastreghi – L’ultima mestruazione

Pezzo che incalza con una base ipnotica che tuttavia non riesce a distogliere da un testo di profondo imbarazzo, che pur descrivendo un momento naturale ne dissacra il suo essere ancor oggi un tabù. E’ chiaro che c’è una doppia lettura, una liberazione dal conformismo, una libertà che si conquista a dispetto di chi ti guarda ingordo della tua possibile vergogna, goloso degli occhi disgustati degli altri e di quelli coperti dei bambini. La Bastreghi, poi, su questi sound ipnotici è sempre andata a nozze e qui riesce a fornire un colore in più che era quasi necessità, un colore rosso femmina.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Lontano da qui – Senza fare rumore

Brano caldo, suonato, ed in cui elementi elettronici sono un colore in più e non la totalità. Bella la voce che sposa in pieno parole e ritmi proposti, che fanno moltissimo tramonto in spiaggia, un imbrunire che che viene contrastato dal rosso che sfuma. Eh si, il tutto ha un non so che di poetico, di scenografico anzi, come se avesse già custodito in se una possibilità video. Buono.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Jacopo Planet & Mokina – Come and go

Buon pezzo dal sapore internazionale, particolarissimo nella costruzione e nell’arrangiamento che unisce un sapore vintage ad una modernità tutta elettronica. Anche il linguaggio sfrutta una possibilità internazionale mettendo a pareggio la nostra di lingua, non così facile da esportare con inglese e francese. Potrebbe essere una sorpresa nell’airplay come passare del tutto inosservato o anche finire nei circuiti di quelle radio confidenziali, votate alla musica della sera. Funziona
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Michelangelo Vood – Sotto il diluvio

Buon sviluppo melodico grazie al quale l’artista può muoversi in maniera agiata con la sua voce morbida e piena di sfumature e vibrati naturali. La parte musicale è enfatizzata con echi che però giocano di buon contrasto con la voce che è invece molto più corposa, carnale. Qualche pronuncia vocale da correggere ma si tratta, in questo caso, di piccoli accorgimenti. Il brano c’è.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Massimo Ranieri – Lasciami dove ti pare

Ranieri come alcune popstar internazionali! E’ questa una canzone che trae ispirazione da diversi successi internazionali che sfruttano le stesse armonizzazioni ed in qualche caso anche arrangiamento, fatto di chitarrina guida, fischiettini e ritmica appena accennata. Però la cosa che colpisce è che il signore in questione è appunto un signore della musica italiana con i decenni sulle spalle, appesantiti da tante canzoni importanti che a volte fare cose nuove che non stridano mica è facile? Ed invece a Ranieri la cosa è riuscita e questa scanzonatura è un piacevole e svolazzante piuma che vola alta sul suo repertorio più importante. Anche quello ci vuole.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Alessandra Amoroso – Notti blu

Si gioca una nuova possibilità dance Alessandra, ma stavolta lo fa in maniera diversa dalle volte precedenti, con tutti i crismi del caso. Non si tratta infatti semplicemente di un brano ballabile, un uptempo allegro come altri pubblicati; stavolta sono proprio i suoni a trasportare sul dancefloor, così come i coretti che fanno tanto anni 70. Il pezzo funziona anche se non capisco perché non lanciarlo in estate quando avrebbe avuto possibilità promozionali più adatte. E per il tipo di melodia ci sta bene anche la sua voce malinconica, che sembra sempre si stia trattenendo una lacrima. Più che buono.
Sette +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Cosmo – La verità

Originale come sempre, qui Cosmo trova un perversa evoluzione che dalla pacata strofa porta in un inciso che sembra strappato alle composizioni di elettroband come i Chemical Brothers. E se, come si racconta, il testo dell’inciso è nato durante i live estivi assieme al pubblico, allora potremmo essere arrivati ad una nuova frontiera, quella di scrivere direttamente i pezzi assieme al proprio pubblico. Quindi, oltre che originale, Cosmo è pure geniale. Difficile star fermi su questo ritmo.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Nek – La teoria del caos

Un Nek a proprio agio su suoni elettronici che poi si contaminano di una chitarra guida che diventa fondamentale compagna di una voce divenuta più pastosa con gli anni. E’ un discorso piacevolmente pop, di quelli che difficilmente si realizzano oggi e che ci vuole tanta sapienza di stile, tanto mestiere che a Filippo non manca. E’ un po’ come quando spiazzò tutti a Sanremo con Fatti Avanti Amore, adesso è forse pronto per una nuova, ulteriore fase della sua carriera. Non c’è più bisogno di spingere, ma di trasportare.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Tiziano Ferro – La prima festa del papà

Brano di grande sensibilità, che sottolinea un vissuto fatto di attese, impossibilità fino al giorno prima che diventano presenza e poi speranze per il futuro. Tutti i cantautori han dedicato canzoni con cui celebravano l’arrivo di una nuova vita ad impreziosire la loro, ed era presumibile che Tiziano vestisse questo momento con un abito su misura, che raccontasse il prima e il dopo. Forse non è il pezzo più adatto a fare da singolo, soprattutto dopo un’altra ballata, ma l’artista ha storia e numeri sufficienti per far un po’ di testa sua, per non sopportare le briglia tirate da un qualsivoglia fantino. Il cavallo è libero e corre le corse che vuole. E un brano del genere lo devi ascoltare per quel che dice e riflettere.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

E ora arriviamo alla Golden Song delle pagelle nuovi singoli dell’11 novembre…

Jovanotti – Se lo senti lo sai

Arriva una nuova canzone di Jovanotti di quelle che hanno all’interno passaggi di matura saggezza grazie ai quali ha conquistato il cuore di nuovi estimatori in una delle sue 4/5 vite artistiche. E mentre l’ascolti scorre la vita, qualsiasi vita, che gira, rigira, cerca di capire ed alla fine per capire basta sentire ed arrivare alla semplicità di un bicchiere di vino ed un panino, come ai tempi di Al Bano & Romina. A far contenti tutti si diventa pazzi dice, e continua Un sasso resta immobile ovunque lo metti, cosa che non succede con le persone… ed io penso, rifletto e lo amo.
Otto 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨