RECENSIONE: THOMAS – THOMAS

Thomas

Quante volte ci si è trovati a scrivere di ragazzini cantanti, anche di belle speranze che hanno però tanto da imparare, soprattutto nella ricerca di uno stile? Le belle speranze hanno invece qualche certezza se vi racconto di Thomas e di questo suo nuovo lavoro, Omonimo, che arriva a pochissimi mesi dal disco d’oro ottenuto col suo ep esordio, Oggi Più Che Mai (qui la recensione).

Già, perché il diciassettenne veneto distintosi nell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi ha lasciato subito intendere che, a dispetto di quella faccia da ragazzino delle scuole medie, pettinato in maniera da sconfessare le leggi di gravità, le idee ce le ha ben chiare, con una visione musicale che spazia dai groove anni 70, alla dance americana 80 di stile prevalentemente black, il tutto cantato senza grandi sforzi, puntando sulla pienezza di una voce che contrasta col faccino, profonda e piena di sfumature. Sheela, ad esempio, sembra strappata al repertorio di Michael Jackson del periodo Off The Wall, poi riportato negli anni 10 con una ritmica che è accento vero e proprio, un’ irruzione di basso e poi chitarre che fanno più potenza di un inciso effettivo.
C’è invece l’atmosfera dei migliori soulman a stelle strisce che però si vestono di pop per convenienza in Forti e Deboli, mentre band come gli Earth Wind & Fire passeggiano prima nei 90 incontrando Jamiroquai e si fiondano poi negli anni nostri trovando ospitalità nel castello di Bruno Mars per il singolo guida E’ Un Attimo.

Produttivamente il disco mostra le intelligenze di chi è del mestiere che , capendo che Thomas è molto propenso all’internazionale, si è rivolto anche ad autori stranieri in appoggio alla scrittura del nostro, che, scordavo prima, scrive pure. Eppure il brano più internazionale è scritto da un’italiana, tale Valentina Tioli che firma il testo di Un Altro Bacio, che potrebbe fare invidia al repertorio di Drake o Rihanna per quanto sia newblack. Molto intima e personale Non Ridere Di Me mentre ammetto che mi fa sorridere leggere ben 7 autori diversi per Il Sole Alla Finestra che, diciamocelo pure, se fosse un brano di 9 minuti dai tormenti psichedelici alla Pink Floyd potrei anche capire, ma per questo pop elettronico 80’s… il brano, pur condito di buona variazione, è un tantino esagerato.
Trascurabili invece le modaiole Oasi che pesca dai ritmi reggae tanto cari nelle ultime annate, Ti Amo / Tu Ama Me, urticante per quanto ripetitiva e La tua metà con incursioni dance alla Major Lazer che si è avuto già modo di dire, che anche basta! Si tratta però di qualche ingenuità pur dovuta, per non scontentare il fan medio che le ispirazioni di Thomas manco le conosce.
Insomma Thomas, l’album, sembra davvero il piccolo mondo sonoro di Thomas, la persona e il cantante, in cui è perfettamente a suo agio, quasi cantasse nella sua cameretta. Solo che qui il microfono non è un manico di scopa. Qui si fa sul serio.

BRANI MIGLIORI: Un Altro Bacio/Sheela
VOTO: 7/10
TRACKLIST

1) È un attimo
2) Il sole alla finestra
3) Colori e sogni
4) Oasi
5) Sheela
6) Forti e deboli
7) Ti amo/tu ama me
8) La tua metà
9) Un altro bacio
10) Non ridere di me
11) Something wrong

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.