RECENSIONE: PRISONER 709 – CAPAREZZA

caparezza

Che Michele Salvemini, in arte Caparezza, dalla Puglia si sia ritagliato nell’ultimo decennio ( almeno ) il suo posto al sole nella musica italiana è cosa inopinabile e non ne parlo solo per il successo ottenuto a suon di dischi di platino, ma soprattutto per la considerazione critica e contestuale della sua musica. Michele non dice cose stupide, fotografa esattamente il vissuto quotidiano suo e soprattutto degli altri di cui fagocita stranezze e nevralgie e le trasforma nelle sue canzoni che a volte appaiono dure, spesso invece giocose ma dal retrogusto amaro. Poi certo, le sue opinioni possono essere pur non condivise ma senz’altro non lasciano indifferenti.

Anche per questo nuovo Prisoner 709 la matassa delle idee del nostro ha trovato il suo bandolo, slegandosi attraverso sedici tracce che affidano alla centratissima Ti Fa Stare Bene il colpo di testa d’ariete, sfondare airplay, classifiche e risvegliare la curiosità del pubblico assopitasi nell’ ascolto di cose se non uguali, quanto meno simili. Caparezza non è simile a nessuno, forse un tantino a se stesso, cosa che dipende prevalentemente dal tono di voce che pur qui, in alcune circostanze, è usato con maggiori ombre. In Prisoner 709, disco molto suonato, il gioco del dualismo è centrale; parla Michele o Caparezza? Questo è il discorso base ( 7 e 9 sono le lettere che compongono rispettivamente il suo vero nome e quello d’arte) su cui poi si affrontano altri come libertà o prigionia, musica su supporto o liquida, aperture o chiusure. Se nel singolo di cui prima si lotta perché il proprio benessere raggiunto non scenda in guerra con chi pensa che ti debba di continuo muovere, stare al passo degli altri: dove correte? Superatemi pure, io resto qui, sto bene. Notevole Confusianesimo con inciso in doppia voce come spesso fanno i cantanti quelli bravi, non i rapper, con tanto di ricerca religiosa contrapposta alla ragione, un culto da trovare che aiuti a risolversi, mentre in Forever Jung , scritto proprio così, il nostro è analista e paziente allo stesso momento e deve decidere tra la guarigione del rap, tutto parole e nuovi slang da creare, o lasciarsi andare alla malattia col silenzio . Base rock ed inciso ribelle per Una Chiave, dove già il titolo richiama al dualismo tra l’aprirsi agli altri o il chiudersi in se stessi, elettronica sfiziosa quella di Migliora La Tua Vita Con Un Click, proposta in duetto con Max Gazzè, nel cui testo s’invita a difendere la cultura ma non scendendo in piazza a protestare, ma andando al cinema o al teatro, dove la cultura si fa davvero. L’uomo che premette… gioca col doppio significato del verbo, visto che questo uomo qui premette il grilletto, cosa che si ripete in Sogno Di Potere dove la parola “Potere” prende entrambi i significati, sia verbo che sostantivo.

Prisoner 709 non regala a chi lo ha atteso tre anni un Caparezza nuovo, ma ce lo fa ritrovare sereno e tranquillo nelle posizioni prese, pronto anche ad esser superato, ma dopo aver vinto da sé l’angoscia che questo accada. Ma forse lo si può rassicurare perché, diciamocelo pure, tutta sta gente che possa sorpassarlo sinceramente in giro ancor non se ne vede.

BRANI MIGLIORI: Confusianesimo, Ti Fa Stare Bene, Una Chiave
VOTO: sette/10


TRACKLIST

1. Prosopagnosia (capitolo: il reato) feat. John De Leo
2. Prisoner 709 (capitolo: la pena)
3. La caduta di Atlante (capitolo: il peso)
4. Forever Jung (capitolo: lo psicologo) feat. DMC
5. Confusianesimo (capitolo: il conforto)
6. Il testo che avrei voluto scrivere (capitolo: la lettera)
7. Una chiave (capitolo: il colloquio)
8. Ti fa stare bene (capitolo: l’ora d’aria)
9. Migliora la tua memoria con un click (capitolo: il flashback) feat. Max Gazzé
10. Larsen (capitolo: la tortura)
11. Sogno di potere (capitolo: la rivolta)
12. L’uomo che premette (capitolo: la guardia)
13. Minimoog (capitolo: l’infermeria) feat. John De Leo
14. L’infinto (capitolo: la finestra)
15. Autoipnotica (capitolo: l’evasione)
16. Prosopagno sia! (capitolo: la latitanza)

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.