RECENSIONE: KILL KARMA – NESLI

killa karma

Dice che questo è il suo disco più importante perché racconta di se senza filtri. Ed il primo filtro eliminato quasi totalmente è quello rap! Ormai Nesli è un cantautore a tutti gli effetti e Kill Karma, il suo nuovissimo album, è qui a spiegarcelo.
Se è questione di stile, insomma, in quello pop il minore dei Tarducci ci è entrato con entrambi i piedi, (forse persino troppo) e l’ha conquistato senza remore, muovendosi agevolmente, scrivendo con semplicità, ma con sguardo personale, di sentimenti universali e intarsiando melodie su cui dispiegare le ali con i propri mezzi, che non sono certo quelli delle ugole d’oro, ma che a differenza di molte di loro, raccontano di più ed arrivano prima.

Come giudizio generale potrebbe sembrare ottimo, eppure qualche cosa per strada Francesco l’ha persa. I suoi testi pur sempre belli, forse soffrono un po’ nelle regole non scritte del pop e cadono schiavi in diversi casi nella ripetizione forzata. E se il passare dal rap al pop è un percorso che fu già di Jovanotti ben venti anni fa, c’è da dire che il Cherubini ha sempre alzato l’asticella nel suo percorso, anche cadendo per mezzo di qualche lavoro più controverso, ma rinforzandosi nei messaggi ad ogni ritorno sia musicalmente sia concettualmente. Per Nesli, quindi, il paragone è ancora forte e certamente impervio, ma il cantautore ha comunque ottimi margini di crescita, fattore questo in corso talmente tanto che, come diceva un Samuele Bersani d’annata (che mi perdonerà per la citazione manomessa), nemmeno inizia a perdere i capelli che si vedono in giro i suoi gemelli pettinati uguali, uguali!
Da loro ha ancora sufficiente distacco per non curarsene Francesco che difatti va per la sua strada, vestendosi di positività, perché Kill Karma è un disco dai colori leggeri, un lavoro di benessere in cui si è invitati di continuo a rialzarsi e rivalutarsi; come in Anima nera, che apre il tutto e dove, su tastiere quasi dance, si racconta delle varie ripartenze, sproni di cui tutti abbiamo bisogno perché “non lo sai come andrà se alla fine non lo fai”. In Io che ti cerco, dall’inciso pericolosamente contagioso, l’invito è a ritrovarsi, anche quando una storia finita ci butta a terra, a non crogiolarsi nel dolore, perdendosi “tra le cose che hai perso, (dove) non ti troveranno mai”. Belli i raddoppi vocali leggeri e di sottofondo su Piccola mia, romantico spaccato dei sogni che talvolta dobbiamo metter da parte per godere di quell’abbraccio che ci racconta una foto, perché quello è reale. Tutti noi abbiamo vissuto tante vite e quelle che raccontiamo sono tutta un’altra storia; Nesli lo pensa e soprattutto lo ha vissuto e quindi lo racconta in L’orizzonte dove se non lo riesci a vedere davanti a te, l’orizzonte appunto, rimane solo un posto come tanti. Positiva anche la reazione al mondo che ci osserva e giudica senza sapere nulla delle nostre storie, da dove veniamo e cosa ci ha portati dove siamo, tema affrontato in L’amore torna sempre e vinto accettando di vivere senza rimpianto.
Amore mio ha il piglio del singolo giusto per unire il precedente disco a questo, mentre quello reale, Equivale all’immenso, è proprio specchio dell’attuale Nesli; esso è sia l’emblema della positività di cui prima, solare e colorato, ma è anche un filo troppo leggero sia nell’arrangiamento, che nel testo ripetuto. Fin qui ciò che funziona e molto. Il resto che si ascolta è invece abbastanza inusuale per il suo autore, perché scorre via senza nessun sussulto. Tutto è molto ben confezionato, (Brando production non è certo roba da poco) ma è come se comprassi un cioccolatino al liquore e dentro poi il liquore non c’è.

Ci ha abituato troppo bene Nesli? Forse. Kill Karma è il disco con cui Nesli può definitivamente conquistare il mercato. Chi gli vuole bene continuerà a farlo, perdonando anche qualche soluzione facile che il pop impone e chi non si era ancora accorto di lui, magari potrà farlo, grazie alla facilità con cui molte di queste tracce possono conquistare il mondo radio. Sarà valsa la pena? Per il momento io gli voglio ancora bene.

BRANI MIGLIORI: Io ti cerco/L’orizzonte
VOTO: Sette

TRACKLIST

Anima Nera
Amore Mio
Equivale All’Immenso
Se Guardi Il Cielo
Io Che Ti Cerco
Piccola Mia
Allora Ciao
Perfettamente Sbagliato
L’Amore Torna Sempre
Vivere Ridere
L’Orizzonte

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica