IL DIAVOLO È GENTILE – RAKELE – RECENSIONE

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Pimpante ma con qualche spunto riflessivo, leggero ma non stupido, canticchiabile ma non necessariamente in compagnia.
È riassumibile in questo modo il disco d’esordio della napoletana Rakele, Il diavolo è gentile, già tra i protagonisti di Sanremo nella categoria nuove proposte, con il brano Io non so cos’è l’amore, dall’ inciso ficcante di quelli che non puoi certo scordare se lo hai ascoltato più di mezza volta, come un buon pezzo pop deve saper fare.
Ed è un bene forse, perché in Italia quante vocalist fanno davvero pop? Tutte si spostano verso contaminazioni di qualsivoglia stile, fino a lasciare quasi sguarnito completamente il genere madre. E dopo la fugace apparizione sanremese, con l’album Il diavolo è gentile Rakele prende per mano proprio il pop rilanciando con vigore il concetto, come in L’equilibrio fragile, dove sembrano riecheggiare alcune sfumature delle sorelline Iezzi, Paola & Chiara, per chi non ne conoscesse il cognome, col giusto piglio dance.

Rakele non ha una voce eccezionale, o per lo meno non dotata di accenti particolari ed è costretta così ad inseguire e alla fine trovare forza proprio negli arrangiamenti, nei giochi di sovrapposizione vocale, che creano quella varietà di intenzione che forse la traccia vocale di per se non ha.
Molti incisi sono giocati sulla ricerca della frase ad effetto, da ripetere ad oltranza come nella title track che è intelligente per testo, col diavolo che effettivamente può apparir gentile, perché sa offrirti ciò che desideri, ma appare un po’ più fragilina dal punto di vista della resa in forma canzone; guadagna invece punti Sogni di vetro, un po’ più malinconica ed in cui l’amore sporca e se glielo concedi devi farti sporcare davvero. Elettronica dal sapore europeo in Star mentre inusuale è la scelta di Magic dei Coldplay come cover a cui spetta di chiudere il disco; inusuale perché si tratta di un brano forse troppo recente e per altro caratteristico proprio perché è la voce di Chris Martin a renderlo tale.
Rakele esegue, anche bene, ma il brano perde quella potenza evocativa che il leader della band inglese sa conferirgli.
Il diavolo di Rakele sarà pure gentile ma stranamente non promette cose impossibili per i comuni mortali; non c’è sorpresa da scoprire al suo interno. Il diavolo è gentile è semplicemente un disco nel suo insieme discreto, che merita la possibilità di un ascolto più approfondito, cosa spesso nemmeno concessa ai giovani esordienti.
Lavorando Rakele può invece far molto bene.

BRANO MIGLIORE: Sogni di vetro
VOTO: 6/10

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.