ERMAL META – NON ABBIAMO ARMI – RECENSIONE

Non abbiamo armi

Ermal Meta pubblica il suo terzo disco in tre anni eppure nessun cenno di stanchezza artistica.

Non Abbiamo Armi contro il cambiamento, ma adesso tu mi puoi proteggere dentro ad un abbraccio! Queste sono liriche che Ermal Meta canta all’interno del brano Non Abbiamo Armi, che è anche title track del suo nuovo album, fresco di pubblicazione dopo la baraonda sanremese con tanto di vittoria, rimpinzata anche dalla paura del pericolo squalifica poi giustamente rientrato, e non da meno del primo posto appena agganciato in classifica.

Ed è una frase emblematica per capire il nodo stilistico a cui continua a girare attorno l’artista di natali albanesi, ma di residenza e parti di cuore assolutamente italiane; perché Meta si è distinto in questi anni come un artigiano del pop funzionale, quello fatto con i crismi della giusta scrittura metrica, che vuole la strofa crescere e prepararsi ad un inciso che deve restare, essere ricordato, cantato. Il tutto condito da un grande piglio sentimentale, una capacità di concepire testi che abbiano frasi che sappiano toccare l’anima e che lui non dà sensazione di far fatica a trovare perché evidentemente ne è portatore sano.

Anche il modo trovato al Festival, assieme all’amico Fabrizio Moro, di affrontare un tema così complicato come il pericolo attentati costante e la vita che deve scorrere lo stesso nel nome della libertà di sentirci vivi, per l’appunto, è stato quantomeno delicato, riuscendo a parlare di fatti realmente accaduti ma riuscendo a metterli in fila con poesia, emozionando come una canzone deve saper fare, facendo riflettere al contempo. E Non Mi Avete Fatto Niente è stata recepita nel giusto modo, primeggiando sin dal primo ascolto e finendo col bissare nel rush voto finale gli avversari candidati alla vittoria.

I sogni di Ermal volano attraverso le ali di un aereo di carta lanciato in Le Luci Di Roma, ballata appoggiata su un ipnotico piano che apre ad una melodia senza tempo che cammina fin quando chiude anche l’ultimo bar, perché l’amore può anche far male, al pari di alcune dipendenze, eppur nessuno lo dice! Ci pensa però Ermal in Amore Alcolico dalla ritmica serrata.

Se Il Vento Della Vita richiama sensazioni ( solo sensazioni ) un po’ troppo vicine a Per Dirsi Ciao! di Tiziano Ferro, è in un paio di ballate che Meta infligge all’ascoltatore un graffio che non può non lasciar sanguinare. Ne sono esempio la bellissima Quello Che Ci Resta in cui l’amore che spacca le ossa non lascia nessuna ferita e 9 Primavere racconto intimo che è ricordo e al contempo speranza perché Domani tornerà il sereno.

Sanno di contaminazioni estere i suoni scelti per Caro Antonello, ballata elettronica ispirata dalle canzoni di Antonello Venditti e nata dopo una telefonata con il cantautore, così come un sapore molto british ce l’ha pure Molto Bene, Molto Male, piacevole up tempo quasi tutto in doppia linea vocale.
E mi sembra di rubare quando guardo gli occhi della gente” è frase simbolo della particolare chiosa di Mi Salvi Chi Può che è due canzoni fuse in una, due approcci diversi, due vite che camminano in simbiosi ed in maniera riuscita. Ed è questa forse la malattia da cui dovrebbero essere affetti tutti gli artisti, quelli veri per lo meno; Ermal appartiene indubbiamente a questa categoria, perché sa far camminare tra i suoi pensieri ciò che in quegli occhi vede, traducendo per tutti, andando dietro angoli bui accendendo una candela.

E le armi diventano scudi, i morsi da dare alla vita un abbraccio con cui accogliere e confortare. E il conforto vero è avere tre album consecutivi che registrano un crescendo artistico ed è solo lì che Ermal le armi non le depone, ma le affila e colpisce.

BRANI MIGLIORI: Mi Salvi Chi Può/ 9 Primavere/ Quello Che Ci Resta
VOTO: 9

TRACKLIST

1. Non mi avete fatto niente feat Fabrizio Moro
2. Dall’alba al tramonto
3. 9 Primavere
4. Non abbiamo armi
5. Io mi innamoro ancora
6. Le Luci di Roma
7. Caro Antonello
8. Il Vento della vita
9. Amore Alcolico
10. Quello che ci resta
11. Molto bene, molto male
12. Mi salvi chi può


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  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.