SANREMO 2017: Conferenza stampa FIORELLA MANNOIA “È la canzone che mi ha portato al festival, non il viceversa”

fiorella mannoia

Arriva, accolta da un lungo applauso, Fiorella Mannoia.

Oggi è stato anche annunciato, per il 7 settembre all’Arena di Verona!

Ieri il cuore era in gola e il fiato era corto, come di solito succede a tutte le prime. Sanremo è la madre di tutte le prime e non ci si abitua, nonostante io abbia tanti anni di esperienza. Lì c’è qualcosa che ti sega le gambe ed è così ancora oggi.

40 anni di carriera e la tua presenza arricchisce questo festival e ti danno già per vincente.

Questo pronostico mi pesa. Mi infastidiva che lo facessero già prima di ascoltare la canzone. Lo dicevo sempre a tutti di ascoltare le canzoni, ci potrebbero essere anche canzoni più belle della mia.
Se lo fanno adesso che hanno ascoltato la canzone, mi gratifica.
Non sono mai venuta al festival pensando di vincere, neanche quelle 4 volte degli anni ’80. Non sono mai entrata neanche tra i primi 5, però le mie canzoni sono rimaste nel tempo.
Spero che succeda anche a questa canzone, indipendentemente dalla posizione.

Come è cambiato il festival negli anni?

Sei sempre in un grande frullatore. Non c’erano i social, ma oggi è ancora tutto amplificato.

Cosa ti ha spinta a scegliere il testo di una giovanissima autrice tu che hai cantato canzoni di grandi?

È lal canzone che mi ha portato qui. Il disco era già chiuso, già fatti i video di due singoli ed è arrivata alla fine del percorso. Avremmo potuto rimandare l’uscita, ma anche se l’avessimo fatto, sarebbe entrata in un disco già deciso e mi sembrava di sprecarla.
Quando l’ho sentita, mi ha talmente emozionato e ho pensato che questa canzone di Amara meritasse una platea più vasta dedicata solo a lei. Abbiamo deciso di fare questa follia e portarla al festival.

Ci sono delle persone che vorrebbero vedere noi “anziani” lì come una casta che non si dovrebbe sporcare a cantare con chi viene dai talent, a venire a Sanremo. Ne ho piene le scatole di questi recinti.
Cosa pensano che io vengo a Sanremo? Me ne frego!

Io sono sempre stata attenta alla realtà che mi circonda e mi sembra una cosa logica.

Come si fa ad interpretare un messaggio così difficile?

Sto molto attenta alle parole. La canzone è di Amara, ma in quel momento è mia perché la racconto io. Sono una sorta di attore che interpreta il ruolo, sei dentro il ruolo e quella cosa lì sei tu.
Le vedo dentro di me e mi viene istintivo interpretarla anche con il corpo e la faccia. Mi viene naturale.

Ieri sera l’hai presa troppo bassa?

No. La canzone parte molto bassa e poi sale di ottava. Sicuramente ieri ero un po’ corta di fiato per l’emozione e, se non fosse stato così, probabilmente te ne saresti accorto meno. Dopodomani la canterò meglio.

Hai dichiarato:”La vecchiaia non esiste”. Cosa intendi?

È vero. Col corpo ci devi fare i conti, ma se rimani al passo con la testa, rimani giovane. La vecchiaia è un’invenzione. Io lo sostengo e mi sento come quando avevo 20 anni. Gioco alla Playstation, a Ruzzle. Sono curiosa della gioventù, del cinema. Nella mia testa non ho 63 anni e non me ne frega niente di quello che c’è scritto sulla carta d’identità.

Qualcuno ha trovato un’assonanza con una canzone di Fiordaliso.

Non la conosco neanche. Ricorda più Come si cambia che partiva con un’ottava basata. Almeno Come si cambia me la ricordo!

Ricordi la tua prima esperienza cinematrografica con Michele Placido?

Ho ricevuto una mail tramite il mio sito. Mi sembrava uno scherzo e nemmeno ho risposto a quella mail. Dopo una decina di giorni è arrivata attraverso i canali ufficiali e sono andata a parlarci e mi ha dato la sceneggiatura. Io sarei stata una delle protagoniste. Gli ho detto che non sapevo se sarei stata all’altezza. Gli ho chiesto di farmi un provino, magari non sono capace, chissà che scrivono.
Ci eravamo accordati per il provino e la sera prima c’era il mio concerto a Roma. La sera gli ho detto: “Allora ci vediamo domani?” e lui mi ha detto che non ce n’era bisogno. Mi sono trovata a mio agio e mi è piaciuto. Lo rifarei, se ci fosse un ruolo adatto a me. Non è poi così diverso dall’interpretare una canzone.

Quanto senti tua questa canzone?

Canto le canzoni che sento e sono attenta alle parole che dico. Tutte le canzoni che ho cantato mi rappresentano come essere umano. Sposo ogni concetto che canto e ci metto la faccia.
Quando ho sentito questa canzone, mi ha commosso e creso fosse necessaria in questo momento di crisi globale. Una riflessione sulla vita, in una canzone spirituale come questa, non ci fa male.

Cosa ne pensi della situazione internazionale a proposito delle elezioni americane?

Secondo me l’elezione di Trump è stata un’elezione di protesta. Dall’altra parte c’era la Clinton e non la può vedere nessuno e questo è stato il risultato. Mi preoccupo. Mi preoccupano più i modi in cui vengono raccontati i fatti. Questo modo di parlare incita all’intolleranza. Non si rendono conto della responsabilità che hanno a parlare in questo modo di immigrazione. Stanno camminando su un campo minato.
Le parole di Trump mettono in agitazione.

  Blogger per caso. Così mi si potrebbe definire. Nonostante la mia formazione economica, la musica è sempre stato il sottofondo della mia vita e non solo: nel mio curriculum trovate la gestione di un fan club e una tesi di laurea intitolata “Il marketing degli eventi musicali live“. Vivo a Milano e di lavoro faccio la cattiva: sono quella che, quando andate a chiedere un finanziamento, dice di NO! Blogger per caso su All Music Italia.
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