Sanremo 2016, conferenza ROCCO HUNT: “Nel mio disco Stella cadente, un duetto con ANNALISA”

roccohunt

Al grido di “Wake Up Uagliù Rocco Hunt fa il suo ingresso in Sala Lucio Dalla. Parla subito a raffica, senza fermarsi, con grande entusiasmo e il perenne sorriso sulle labbra. Un ragazzo con i piedi per terra, che parla di cose concrete, che sa come va il mondo e cerca di cambiarlo, nel suo piccolo.

Ho ricevuto le stesse emozioni di due anni fa quando arrivai a Sanremo con Nu juorno buono” – esordisce Rocco – “Un sogno che si è avverato ieri sera, io dopo Elton John, nemmeno nei film fantasy!”.

All’Ariston con quale obiettivo? “Secondo me una canzone non può cambiare le cose, sono onesto, però può risvegliare l’animo da combattente, illuminare una persona. Non cambierò l’Italia con le mie canzoni ma i miei fan, che vanno dai bambini piccolissimi fino ad arrivare alla signora della porta accanto, avranno un certo tipo di educazione da me, dalle mie canzoni. Non voglio essere presuntuoso, ma il mio genere parte dal disagio, è inutile cantare aria fritta“.

Un brano che parla del Sud, della lontananza da casa, della mancanza di lavoro e di speranze: “Sulla mia pelle ho provato cosa significa andare via da casa per lavoro. Da qualche tempo sono costretto a vivere lontano dalla mia casa, sebbene per passione. Ieri leggevo la notizia di un chimico napoletano che ha trovato la fortuna negli Stati Uniti. Com’è possibile avere i talenti ma non le strutture? Ci parlate di futuro ma mancano le autostrade, le strade, come canto. Se i giovani devono andare via per lavoro, la soluzione deve partire dagli enti che gestiscono il paese”.

IMG_9848

Wake up non deve svegliare i giovani, noi siamo belli svegli, non è diretto a noi. Io sono qui e sono l’emblema che noi giovani facciamo qualcosa“. Forse la soluzione la abbiamo ma non riusciamo a sfruttarla: “Noi del Sud, noi italiani in generale, abbiamo il più grande patrimonio culturale del mondo. Il più grande investimento potrebbe essere sviluppare la nostra cultura, invece di scimmiottare le scelte degli altri, dell’estero. Io canterò Tu vuò fa l’americano proprio per questo, perché fare gli americani quando gli americani vogliono fare noi?“.

La canzone con cui partecipa al Festival nasce dalle parole di incoraggiamento di una grande icona scomparsa: “Tutto è partito da una frase che mi ha detto Zio Pino Daniele durante la sua ultima data a Napoli, quando salii sul palco con Clementino. Nel camerino Pino mi disse che dovevo andare avanti per la mia strada, cantando le cose che canto tutt’oggi“.

Fa un riferimento all’ospite internazionale di ieri sera e svela una chicca “Mi ritengo un Maitre Gims dei poveri . Non vorrei calcare il sociale ma lo faccio perché è vita, è essenziale, canto della vita vissuta. Non vorrei calcare troppo su questo, per non passare da populista, per questo alterno le cose, passo da rap a pop. Ad esempio nel disco che uscirà a breve ci sarà Stella cadente, un duetto con Annalisa, arrivata in studio per registrare il brano una settimana prima di Sanremo “.

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
segui su: