Sanremo 2016, conferenza CARLO CONTI: “Tornerò nel 2017? Ci penserò alla fine di questo festival”

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In via eccezionale, Carlo Conti lascia il Teatro Ariston per raggiungere la Sala Stampa Lucio Dalla dedicata a radio e web: “Sono venuto a incontrare voi delle radio e del web perché sono partito da qui, mi sento più vicino a voi“.

Un presentatore ma anche ascoltatore, con una carriera partita dalla musica: “A me piacciono molto le canzoni, mi appassiono alla gara dal dietro le quinte. Spero che pian piano l’attenzione si sposti verso i Big 20 e le 8 Nuove Proposte. Chiaramente c’è un po’ di tutto e si parla di tutto però non dimentichiamoci che è il Festival della canzone italiana, per questo siamo partiti con un riassunto delle canzoni vincitrici dal ’51 a oggi“.

Con un contratto per la direzione artistica in tasca già firmato per il 2017, rivedremo Carlo anche sul palco come presentatore fra 12 mesi? O magari lascerà spazio ad altri, tipo Fiorello? “Ancora non penso all’anno prossimo, terminiamo questa edizione poi inizieremo a pensare alla prossima. Addirittura alcuni dettagli di questo Festival sono decisi in questi giorni, figuriamoci se penso al futuro“.

A chi lo definisce rock e avrebbe voluto un Festival più rock, dice: “Pensate che avevo invitato i Deep Purple ma purtroppo non hanno potuto incastrare gli impegni“.

Un po’ di critiche sulla ingente presenza di ospiti che oscurerebbero la gara: “C’è la tendenza a ingigantire il vero significato del Festival che alla fine rimane una gara di canzoni. Poi sì, è un evento importante seguito da tanti spettatori, che sono i veri galantuomini del nostro lavoro, quindi è giusto far arrivare ospiti che magari non hanno altri spazi, così come i super ospiti italiani e internazionale. Cerchiamo di accontentare tutti non solo col cast di cantanti“.

Instancabile lavoratore: “Faccio Sanremo con la voglia e l’energia che avevo già nell’85, quando ero tra di voi e venivo al Festival col registratorino e il microfono. L’entusiasmo è quello che mi porta avanti, la voglia di chiacchierare e divertire il pubblico”.

A chi gli fa notare che un paio di cover che ascolteremo stasera sono già su Spotify: “Su regolamento per le cover non c’è l’embargo che c’è per gli inediti“.

Cosa ne sarà del futuro delle radio locali? Spariranno? “Io credo che le radio locali non dovrebbero scimmiottare i grandi network ma trovare una propria identità. Bisogna inventarla la radio. La televisione e il web non ucciderà la radio, perché quest’ultima ha una sua via, che sarà sempre forte“.

Si chiude con un riferimento all’emozionante momento di ieri sera e c’è chi vorrebbe rivedere Ezio Bosso anche in finale: “Purtroppo non potrà tornare. Noi volevamo metterlo il sabato sera, come punta di diamante o ciliegina sulla torta se volete. Per una questione di spazi e tempi non è stato possibile, è già partito per Vilnius dove ha un concerto. A proposito, mi piace ricordare Anicetto Scanu uno dei fondatori di Radio Sardinia, fondata nel 75, anche lui colpito da una grave malattia. Ne approfitto per mandare un saluto e un abbraccio“.

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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