I THE KOLORS in conferenza stampa dopo il concerto evento di Milano

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Mercoledì 16 luglio, nel caldo afoso padano, nella splendida cortice dell’Estathé Market Sound presso l’Ortomercato di Milano, c’è stata poche ore fa la terza tappa del tour dei The Kolors, la band rivelazione di Amici di Maria De Filippi e, senza dubbio, fenomeno musicale del momento. Qui potete trovare alcuni nostri scatti fotografici del concerto.
Subito dopo l’energico concerto, stampa e web, sono stati invitati alla conferenza stampa con la band che si è, di fatto, trasformata in una chiacchierata in cui Stash e soci si sono mostrati emozionati per il concerto appena concluso (un vero trionfo come potete vedere nella foto più in basso), per nulla stanche e molto disponibili.

Ecco quello che si è detto durante questa chiacchierata.

La premessa di Ferdinando Salzano di Friends and partners, l’agenzia che cura il tour del gruppo,  è stata che questo tour è stato organizzato in pochissime settimane e che hanno dovuto rifiutare circa 50 date in Italia, per concentrarsi solo su alcune località per il momento.
Un disco, quello dei The Kolors, che ha già dato importanti soddisfazioni: almeno 120mila copie certificate (150mila scontrinate, commenta qualche ben informato), oltre a qualche migliaio non ancora certificato su un totale di trecentomila copie state messe sul mercato. Ottimi risultati in questo particolare momento della discografia italiana.

Stash prende subito la parola…

“Io non mi sto rendendo conto di quello che succede nella mia vita. Quasi tre dischi di platino! Dal punto di vista umano non è cambiato molto: prima ci svegliavamo alle 11, preparavamo gli strumenti e andavamo a suonare nei localini e si tornava alle 3 o 4 del mattino. Anche adesso, ma le cose sono organizzate diversamente.
Con Amici ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto! Due anni fa chi l’avrebbe mai detto! Non ce l’aspettavamo, ma avere Lorenzo (Suraci) e F&P ci fa sentire in una botte di ferro. Questo è un momento… surreale!

A questo punto tutti i giornalisti presenti in sala iniziano a fare le loro domande al cantante che fa da portavoce al gruppo.

Momento surreale che arriva dopo anni di lavoro e gavetta…

Pensa che i Modà ci vedevano suonare 5 anni fa a Le Scimmie e una volta, addirittura, in un locale di Melzo erano gli unici spettatori… Stasera ci sentivamo a casa, qua compravamo la mozzarella da rivendere (legalmente, mio padre aveva un negozio in zona San Babila) e dopo due anni tornare per un concerto è straordinario.

Stasera c’erano i tuoi genitori?

No, preferisco non farli venire, mi sembrerebbe di essere al saggio di fine anno. Che poi se una volta vengono, mi fa un gran piacere.
A volte ci si rende conto a distanza di quello che succede. Here and now. Il qui ed ora della meditazione. Stasera mi sono subito reso conto che stavo vivendo qualcosa di importante, di INEBRIANTE.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Per me la musica è come i colori. I nostri riferimenti sono quelli classici, come i Beatles. Michael Jackson invece è un altro pianeta, è un alieno.
Rispetto ai DJ, noi, con l’acustico non potremmo mai tenere testa, così dobbiamo contaminarci con qualcosa di più contemporaneo. I nostri riferimenti sono i Depeche Mode e la scena elettronica francese.

E Andy dei Bluvertigo?

Andy è un riferimento, anche umano. Lui ci ha visto a Le Scimmie nel 2010 e ha subito capito che volevamo rappresentare un mix tra Gang of four, Sol Nox e il pop anni ’80 di Michael Jackson.

Le cover che fate, però, sono grandi successi…

Abbiamo scelto le più forti e divertenti tra quelle fatte ad Amici, perché la gente ci conosce per quello. Quindi perché non regalare quello che si aspettano? Dare a queste persone qualcosa con cui capiscano da dove arrivano i loro miti mi fa stare bene.
Siamo sicuri di non essere una boy band tipo Backstreet Boys, Take That o One Direction. Se poi mi chiedete se ci saremo ancora tra tanti anni… non lo so. È successo tutto così in fretta e non mi rendo conto di niente, non riesco a pensare.

Cosa pensate delle canzoni nelle pubblicità visto che ora con Everytime ci siete finiti anche voi…

La pubblicità di Vodafone è il sogno di chi fa musica (ride .Nda). A me è capitato una volta di stare 40 minuti in attesa ed è così che ho scoperto Malika Ayane… stando in attesa con l’assistenza clienti.
A volte chiamiamo Vodafone per ripassare la canzone… e a questo punto vorremmo chiedere agli operatori di aumentare il tempo di attesa nel servizio clienti, così le persone ci ascoltano di più… (ride di gusto .Nda)

Non avete paura che la gente si stanchi? Che abbia il rigetto?

Rigetto? NO, per il momento no.

Nella scaletta l’unica canzone in italiano che fate è “Il mondo”

È stata la prova del nove sulla mia voce ad Amici, ma lì non avevo la percezione del mio pubblico. Ragazzi, anche piccolissimi, che la cantano a memoria: è fantastico!
Il talent non deve essere visto in maniera negativa, è la gavetta del futuro. Sfatiamo questo mito: non è vero che ti fanno fare le cose alla Marco Carta, con tutto il rispetto per lui. Ad Amici ci hanno fatto fare quello che volevamo, quando anche i discografici ci dicevano che degli italiani che cantano in inglese non funzionano… Lì invece ci hanno fatto cantare in inglese e ci hanno spronato a continuare a farlo.

Andate a caccia di nuove tendenze?

Sì, usiamo Londra come aggiornamento per la musica, per la musica delle band. Il martedì sera, nei locali, quando non c’è la serata cool. Perché nelle serate cool c’è roba vecchia, di due anni fa, pop per loro.

Qual è il vostro approccio alla musica?

Sono cresciuto con chitarre in casa e mio padre che faceva concerti, ma mi ha subito detto che dovevo trovare la mia strada. Non mi ha influenzato.
A 12/13 anni ho iniziato a fare concerti con la mia band. Nei localini io ero il figlio di e questa cosa mi stava sulle palle, così sono venuto a Milano perché qui ci sono le persone giuste, le case discografiche.
Lui ora è felicissimo per me perché attraverso di me vede anche la sua realizzazione.

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Photo di copertina e nell’articolo di Massimiliano Longo

Foto di Oriana Meo

  Blogger per caso. Così mi si potrebbe definire. Nonostante la mia formazione economica, la musica è sempre stato il sottofondo della mia vita e non solo: nel mio curriculum trovate la gestione di un fan club e una tesi di laurea intitolata “Il marketing degli eventi musicali live“. Vivo a Milano e di lavoro faccio la cattiva: sono quella che, quando andate a chiedere un finanziamento, dice di NO! Blogger per caso su All Music Italia.
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