Dopo il trionfo ad AREA SANREMO ecco l’Ep di DIEGO ESPOSITO con un direttore artistico d’eccezione: ZIBBA

diego esposito

Dopo aver partecipato con successo ad Area Sanremo ed essere arrivato fino allo step degli Home visit di X Factor 9, il cantautore Diego Esposito ha pubblicato il suo EP d’esordio, E´ più comodo se dormi da me, lo scorso 5 gennaio per Rusty Records con un supervisore e direttore artistico d’eccezione: Zibba.

..è più comodo se dormi da me”, è un traguardo, ma allo stesso tempo un punto di partenza, ho scelto le canzoni in maniera molto spontanea, in realtà non c’ho pensato molto, erano quelle, si sono scelte da sole. Può sembrare un semplice disco, ma in realtà è il lavoro di molte menti folli che si sono adoperate in una direzione unica per ottenere un unico risultato” ha dichiarato Diego.

Il cantautore ha raccolto 10 anni di chilometri in un disco maturo ma al tempo stesso fresco e genuino. Un disco che sogna, racconta, scherza, piange, viaggia. Durante la realizzazione dell’album, ha conosciuto il cantautore Zibba, che colpito dal suo lavoro, decide di collaborare alla realizzazione dell’album offrendo la sua collaborazione/direzione artistica e facendogli aprire gli ultimi concerti del suo tour.

Qui di seguito potete vedere il backstage recording del disco.

Cantautore classe 1986, toscano per caso, visto che i genitori campani partirono da Napoli in cerca di un futuro e si fermarono per casualità a Castelfiorentino, dal quale non se ne sono più andati.
Nel 2006 Diego Esposito si trasferisce da Milano e si diploma al MAS (music – arts & show), dopodiché inizia a comporre le sue prime canzoni mentre studia chitarra, pianoforte e tecnica vocale e così traduce in musica le sue esperienze e le sue influenze che vanno da Lucio Dalla a Damien Rice.

Nel corso degli anni è stato finalista agli Home visit di X factor 9 nella squadra di Elio, finalista al Premio De André 2015 e vincitore di Area Sanremo 2016.
Il primo singolo estratto da E´ più comodo se dormi da me è il brano Come se fosse primavera, di cui potete vedere il video a seguire.

 

Infine ecco le canzoni dell’Ep…

In una stanza
La stanza descritta è quella dove Diego si raccoglie a contare le parole, parole che dice non riuscire a dire, ma che invece sceglierà con molta maestria, poesia e immaginazione per tutto il resto del tragitto che accompagnerà l’album. Una stanza che è forse l’inventario prima del “via”.

Toscana
E’ la terra madre da cui la rotta si sposta in Irlanda. Si va, con un piede nella propria origine e uno nella nuova esperienza straniera, disegnando un parallelismo di immagini fatte di prati verdi e giovani amicizie che provano a cercare altrove…

Vecchio eliporto
Una storia a sé. Un vecchio eliporto che fa da scenario a riflessioni e avventure, e da dove l’autore osserva una società colma di farneticazioni. Un luogo dove ballare, in cui forse scappare, da recuperare. L’eliporto è una metafora di quello spazio interiore che fa da punto di osservazione di un’epoca inquadrata fra cliché e “bla bla bla”.

Le parole quando vanno da sé
Il cammino riparte da una stanza, una stanza da cui si scorgono “infiniti “: gli occhi di chi si ama, i treni in partenza, la promessa di perdersi in mezzo al mare…Il pensiero trova porto nella consapevolezza che infondo, “non cercare una meta, ma fermarsi a dormire da me” …a volte è più importante. Un invito a imparare a godersi il viaggio.

Come fosse primavera
Singolo grazie al quale Diego è fra gli 8 vincitori di area Sanremo. Primo brano estratto dall’album. Uno sguardo al passato lasciato in terra madre prima di ripartire.

Fisica quantistica
Il primo vero salto nel futuro di questo filo rosso che inizia a ballare. Diego, in chiave più up, nei suoi racconti e proiezioni si dipinge in chiave ironica.

Mare
E’ uno dei brani più intimi e suggestivi dell’album, sia musicalmente che poeticamente. Luogo ideale, fonte d’ispirazione, custode di guai e speranze: “I miei sogni son come i gabbiani si adattano al cielo”.

Una canzone
Il brano che accompagna verso la fine del viaggio, fotografia autobiografica di un’esperienza personale, dove Diego si chiama per nome e si prende un po’ in giro.

Chi festeggia
Un saluto, una riflessione… infondo alla fine di ogni esperienza c’è sempre “chi festeggia, chi festeggia meno, chi festeggerà” ma non è forse questo il senso delle cose, ma piuttosto il custodire nel proprio cuore chi e ciò che vale.

 

 

 

  
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