Compilation AREA SANREMO: intervista ai TURKISH CAFE’

Turkish-cafè

Continua il viaggio di All Music Italia alla scoperta dei migliori talenti emergenti che hanno portato la propria musica nella compilation ufficiale di Area Sanremo. un viaggio che oggi ci fa conoscere i Turkish Cafè, una band dall’anima marchigiana ma nata nella lontana Bruxelles, da dove è partito un viaggio musicale partito da una predizione letta nei fondi di caffè e arrivato a convincere con l’evoluzione di uno stile che ha portato il gruppo tra i finalisti di Area Sanremo, oltre che nella prestigiosa kermesse Musicultura e in numerosi live in tutta Italia dove presentare il loro progetto discografico realizzato grazie al supporto diretto del pubblico. Scopriamo questa promettente realtà attraverso il brano Sai una stella cos’è?, racconto dell’amore diretto e trasparente, e grazie all’incontro con  Veronica, voce del gruppo, che  con Juliàn e Simone forma i Turkish Cafè.

Buongiorno Veronica, ti incontriamo in occasione dell’uscita della compilation ufficiale di Area Sanremo, nella quale i Turkish Cafè sono presenti con il brano Sai una stella cos’è. Ci vorreste presentare questa canzone?

Sai una Stella, cos’è? è una canzone che racconta una delle tante sfaccettature che si celano in una storia d’amore: l’incredibile coraggio di gettare la maschera di fronte all’altro, la voglia di affidarsi a chi ci ama, e che ricambiamo, lo stupore di fronte alla spettacolo di meraviglia che ci regala l’amore…ed il desiderio di comprendere fino in fondo ciò che nasconde il suo bagliore, come indagare oltre la luce di una Stella. Come sempre ci accade, l’ispirazione che ci conduce alla scrittura dei brani prende vita dalle esperienze e dalle storie che ciascuno di noi tre incontra per la strada; a volte è la musica a prendere forma per prima, si anima dalle prime note di una melodia ricorrente nei pensieri…altre volte sono le parole ad affacciarsi impertinenti, come intimi sentimenti che si svelano ad alta voce. Ecco, per il brano Sai una Stella, cos’è? sono state forse le parole a nascere per prime e a seguire la musica, ispirata proprio da quei versi e dall’atmosfera che hanno creato. Poi è venuto il resto; il lungo ed elaborato arrangiamento strumentale rispecchia, innanzitutto, la nostra essenza “acustica”, ma nel brano c’è molto che racconta anche dei “nuovi” Turkish Café, una ritmica serrata, archi e tastiere, e soprattutto un continuo tappeto corale, espressione della grande passione che coltiviamo per l’armonizzazione vocale. Abbiamo fatto tutto a sei mani, unicamente le nostre; un efficace lavoro di squadra!

Questa è la canzone che avete presentato ad Area Sanremo, arrivando tra i finalisti, un ricordo dell’esibizione con la quale l’avete presentata davanti alla commissione?

Il ricordo più forte delle tre trasferte Sanremesi in occasione delle selezioni è forse legato alla prima audizione. È stata la prima volta che abbiamo conosciuto personalmente la giuria che ci avrebbe ascoltati e gli illustri nomi che vi sedevano, inoltre, cosa più importante, è stata la prima volta che abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con un contesto professionale così facoltoso. Ovviamente le gambe tremavano, la voce minacciava di rompersi, era forte la preoccupazione di far tutto nel modo giusto…eppure, quando la canzone ha preso il volo, così l’ha seguita il cuore. Ricordo di aver guardato dritto nella luce intensa dei riflettori di palco e di essermi dimenticata fossi ad Area Sanremo, aver dimenticato che fosse un’audizione.

Durante quest’avventura avete stretto rapporti con altri artisti e magari avviato collaborazioni con qualcuno?

Ogni volta che abbiamo partecipato ad un Festival sono nate amicizie importanti. E’ davvero elettrizzante l’atmosfera che si respira tra noi artisti in occasione di questi avvenimenti; c’è tanta voglia di conoscere il lavoro degli altri e di scoprirsi a propria volta. Noi siamo un gruppo ma non commettiamo mai l’errore di chiuderci tra noi, anzi, con l’aria un po’ scanzonata che abbiamo spesso finiamo col catturare le simpatie altrui…non chiediamo di meglio! Abbiamo stretto un bellissimo rapporto d’intesa personale ed artistica con alcuni degli artisti in gara, durante tutte le fasi della selezione. Naturalmente ci sono in ballo progetti per il futuro, tutto è in divenire!

Mi raccontati la nascita del vostro gruppo?

I Turkish Cafè nascono nelle chiassose stradine del quartiere turco di Bruxelles. È il 2008 quando Io e Julián, studenti Erasmus, ci incontriamo nella residenza universitaria in cui entrambi alloggiavamo; si incontrano la mia voce e la sua chitarra. Debuttiamo come artisti di strada in una domenica di maggio nella grandiosa Grand Place; 68 € in monete, 5 sigarette, un paio di birre, un peluche e un preservativo nuovo…questo il bottino racimolato! Al ritorno in Italia conosciamo il contrabbasso di Simone e così il quadro si completa: d’altronde, era scritto nei fondi di un vero caffè turco interrogati da una ragazza di Istanbul al lume di una candela, che la musica sarebbe stata la nostra strada.

SPECCHIO – VIDEO LIVE – TURKISH CAFE’

Avete realizzato il vostro progetto grazie ad un crowdfunding di successo, quale testimonianza di affetto/complimento/supporto vi ha colpito di più?

Sicuramente aver fatto una campagna su Musicraiser ha dato un valore aggiunto alla nostra carriera; ci siamo, infatti, messi in discussione e questo, già di per sè, rappresenta una crescita. In secondo luogo, ci siamo fatti conoscere, o almeno ci abbiamo provato, e, senza superbia, abbiamo raggiunto persone che altrimenti non ci avrebbero conosciuto. Invece, pensando ai fans che già ci seguivano, il nostro legame si è sicuramente rinsaldato; molte persone hanno monitorato l’andamento della campagna, trepidanti come noi e sempre con noi “sudavano” in studio durante la fase di registrazione. Tutto questo ha reso l’esperienza del disco molto più sociale e condivisa. Le testimonianza di affetto e di supporto sono state moltissime, tutte speciali; tra queste spicca sicuramente il gesto di estrema solidarietà di un ragazzo, prima nostro fan ed ora nostro amico speciale, che è intervenuto con un contributo davvero sorprendente, sol per farci raggiungere il traguardo. Esperienze di questo genere ti segnano nel profondo, rinsaldano la speranza che tutti dovremmo riporre nel potere dirompente che è alla base della condivisione!

Siete reduci da una nuova avventura, quella legata al concorso Musicultura, come è andata?

Sia io che Juliàn abbiamo studiato a Macerata, la città che da oltre vent’anni ospita Musicultura, e da quando sono nati i Turkish Cafè, tra i tanti sogni grandiosi, naturalmente abbiamo incluso quello di calcare il palco di questa importante kermesse marchigiana. Sapere di essere stati ammessi alle selezioni ci ha riempito di orgoglio e, soprattutto, di stimoli; dopo Area Sanremo ecco una nuova occasione per potersi mettere in gioco, per vivere di musica. L’esibizione è stata intensa, l’emozione anche.

Dove potremo ascoltarvi nei prossimi mesi?

Continuiamo a suonare nei locali, sia della nostra zona di provenienza che in tutta Italia, perché amiamo far musica nei luoghi in cui si ha un contatto forte e diretto con il pubblico. A questo abbiamo unito il desiderio di portare in giro per i teatri delle Marche un nostro concerto-spettacolo e in occasione di alcune di queste date gireremo anche un dvd dell’evento; stiamo organizzando questo breve tour con le nostre sole forze che speriamo raccolga l’apprezzamento di chi verrà ad ascoltarci.

Ringraziamo Veronica e i Turkish Cafè (la loro pagina ufficiale Facebook QUI e il loro canale YouTube QUI) per questa bella chiacchierata e  vi ricordiamo che potete ascoltare la loro Sai una stella cos’è? e supportare la buona musica italiana acquistando la Compilation Area Sanremo 2014, disponibile dal 12 febbraio su Itunes e in tutti gli store digitali, oltre che in rotazione in 800 punti vendita tra centri commerciali e supermercati di tutta Italia, una produzione ApM Progetto Musica che All Music Italia supporta come web partner.

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  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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