11 Aprile 2018
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11 Aprile 2018

L’ANALISI: Eurovision 2018, il taglio della canzone di ERMAL META & FABRIZIO MORO tra i più convincenti. Ecco quelli degli anni passati…

Manca sempre meno all'Eurovision 2018 ed il taglio della canzone di Ermal Meta & Fabrizio Moro è stato presentato. Andiamo ad analizzarlo...

Eurovision 2018
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Come avevamo già annunciato, il 30 marzo scorso è stata ufficialmente presentata la versione definitiva di Non mi avete fatto niente – il brano vincitore del 68° Festival di Sanremo con il quale Ermal Meta e Fabrizio Moro rappresenteranno l’Italia all’Eurovision 2018, in programma a Lisbona dall’8 al 12 maggio prossimi.

Per ottemperare alle regole della kermesse europea, il brano è stato ridotto dai 3:32 della versione presentata a Sanremo ai 3:00 di quella definitiva. Le modifiche sono tutt’altro che sostanziali: è stata accorciata l’intro strumentale così come il lead-up che introduce lo special e l’ultimo ritornello. Non ci sono invece cambiamenti per quanto riguarda il testo e soprattutto la lingua nella quale Ermal e Fabrizio si esibiranno sul palco dell’Altice Arena.

La vastissima platea degli eurofan sembra aver accolto favorevolmente questo taglio, dopo che negli anni scorsi più volte l’Italia si era trovata a perdere consensi una volta introdotta la “versione Eurovision”. Ma andiamo a vedere nel dettaglio la storia dei revamp per quanto riguarda la partecipazione italiana dal nostro rientro nel 2011 ad oggi.

2011 – Raphael Gualazzi, Madness Of Love

Per rappresentare l’Italia nel suo trionfale ritorno in gara sul palco di Düsseldorf viene scelta Follia d’amore, la canzone vincitrice della sezione Nuove Proposte nel primo Festival targato Morandi. La canzone, originariamente lunga 3:34, viene accorciata e tradotta quasi per metà in inglese in quella che diventerà apparentemente una consuetudine nei primi anni post-rientro. La versione 100% inglese di Madness Of Love, con testo scritto dallo stesso Gualazzi, verrà poi inserita nell’edizione speciale dell’album Reality and Fantasy come bonus track.

2012 – Nina Zilli, L’Amore è Femmina (Out Of Love)

Nel 2012, caso unico nella storia della nostra partecipazione nel nuovo millennio, la cantante prescelta (Nina Zilli) esce da una selezione interna successiva a Sanremo ma decide successivamente di sostituire la canzone inizialmente indicata (la sanremese Per Sempre) con un’altra, L’Amore è Femmina, composta per l’occasione – si scoprirà poi, in quanto il taglio praticato non aveva soddisfatto il team della cantante di Piacenza. L’Amore è Femmina era in realtà stata originariamente scritta e pensata in inglese da un team di autori americano/svedese composto da Christian Rabb, Kristoffer Sjökvist, Frida Molander e Charlie Mason (autore anche di Rise Like A Phoenix di Conchita Wurst, vincitrice dell’Eurovision 2014), presentata a Nina come tale e tradotta in italiano dalla cantante stessa: all’Eurovision di Baku fu poi presentata in versione bilingue con il doppio titolo di L’Amore è Femmina (Out Of Love), cogliendo un onorevolissimo nono posto.

2013 – Marco Mengoni, L’essenziale

La scelta interna della commissione preposta dalla RAI conduce nel 2013 alla scelta di Marco Mengoni, poi vincitore del Festival di Sanremo con L’essenziale. La canzone viene ridotta dai 3:39 originali ai 3:00 della versione definitiva (mai incisa ufficialmente dall’artista, tolta la versione presente nella compilation ufficiale che si ferma a 3:12) con il taglio dell’introduzione strumentale e di metà dell’ultimo ritornello.

2014 – Emma, La mia città

Nel 2014 la scelta interna di Emma Marrone porta alla selezione di una canzone, La mia città, scritta originariamente dalla cantante stessa come parte della ristampa del suo fortunatissimo album Schiena. Il brano originariamente è lungo 3:31, viene riportato alla lunghezza canone eliminando parte dell’intro, gli interludi strumentali e metà dell’ultimo ritornello.

2015 – Il Volo, Grande Amore

La vittoria del trio operatic pop generato da Ti lascio una canzone ci porta in dote uno dei tagli più controversi per quanto riguarda la nostra partecipazione: Grande Amore, una delle favorite alla vittoria nelle settimane precedenti l’Eurovision di Vienna, viene ridotta da 3:45 a 3:00 grazie all’eliminazione di parte dell’intro strumentale (quasi una tassa!), oltre all’eliminazione della seconda strofa (con la fine del primo ritornello che introduce immediatamente il lead-up del secondo) e di un accenno dell’ultimo ritornello. Malgrado la schiacciante vittoria al televoto, la reazione al taglio di Grande Amore fu poco entusiastica ed è finita per passare alla storia come una delle “cause” della nostra sconfitta (anche se non necessariamente lo fu).

2016 – Francesca Michielin, No Degree Of Separation

L’impegno di Francesca Michielin in chiave eurovisiva porta a uno stravolgimento di Nessun grado di separazione, il brano con cui si era piazzata seconda al Festival: la versione Eurovision recupera 39 secondi sull’originale grazie alla solita smussata dell’intro strumentale, oltre al taglio quasi intero dello special e di parte dell’ultimo ritornello. La versione definitiva presenta un arrangiamento diverso dall’originale, oltre a tornare al bilinguismo (anche se solo nell’ultimo ritornello, tradotto in inglese dalla cantautrice americana Norma Jean Martine): il pubblico europeo non apprezzerà, relegando No Degree Of Separation al sedicesimo posto finale complice anche una brutta posizione nella scaletta della finale.

2017 – Francesco Gabbani, Occidentali’s Karma

E giungiamo così al 2017 e al sesto posto di Francesco Gabbani e della sua Occidentali’s Karma con un taglio che anche qui fu criticato (soprattutto a posteriori) sia dagli eurofan sia soprattutto in patria, nella smania di trovare un “capro espiatorio” che permettesse di assolvere le colpe di una vittoria mancata. Subito dopo la vittoria sanremese, Gabbani e l’autore Luca Chiaravalli avevano annunciato che la canzone sarebbe stata eseguita in italiano ed inglese sul palco di Kiev – propositi andati a sbattere contro il desiderio della delegazione di evitare l’ennesimo “ibrido”, oltretutto di difficile realizzazione considerando la complessità del testo della canzone. A fare le spese del taglio definitivo sarà invece la seconda strofa, eliminata del tutto, con i due ritornelli quasi uno di seguito all’altro e separati solo dal lead-up (un po’ come nel 2015) – espediente forzato dal dovere eliminare per regolamento una frase contenente il marchio registrato “Chanel”.

 

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