“L’indie è morto, l’avemo ucciso noi”: THEGIORNALISTI vs THE GIORNALAI

thegiornalisti

Qualche giorno fa mi ha chiamato #IlMioAmicoDirettoreDiAllMusicItaliaMassimilianoLongoQuelloDellHashtag#IoBoh e mi ha detto:

D: Mosca, sei ancora viva?

M: Beh, sì, tecnicamente il mio cuore batte, i miei polmoni respirano, sudo, mangio, bevo e faccio pipì. Le mie funzioni vitali sono ok. Ma sai com’è, lavoro fino al 4 agosto e mi sembra che le agognate (e meritate, forse) ferie siano irraggiungibili.

D: Bene, parliamo di cose serie. Hai in mente Riccione dei TheGiornalisti?

M: Sì, quella col video molto 90’s con culi e tette a gogo…

thegiornalisti fermo immagine culo

D: Fai la seria! Sì, comunque quello… hai visto quello dei The Giornalai?

Logicamente no, visto che ultimamente non faccio altro che contare le ore che mancano alle mie vacanze!

THE GIORNALAI – RICCIONE

I Thegiornalisti sono un gruppo musicale indie pop italiano formatosi a Roma nel 2009 e composto da Tommaso Paradiso, Marco Primavera e Marco Antonio Musella.

Così recita Wikipedia se cerchi TheGiornalisti e The Giornalai (alias Le Coliche) lo sanno bene…

Ma che cos’è la musica indie e i TheGiornalisti sono pop o indie? Perché definirli indie pop sembra proprio una contraddizione…

Sempre da Wikipedia, il primo significato di indie è quello più semplice e basato su dati oggettivi;

Tale espressione viene utilizzata per ricomprendere tutti quegli artisti musicali che non firmano contratti con le cosiddette etichette major, (di solito le “quattro grandi” compagnie discografiche: la Warner, la Universal, la Sony e la EMI, che coprono il 90% del mercato discografico planetario).

Tommaso Paradiso e soci hanno pubblicato Completamente Sold Out su etichetta Carosello Records. No, non fa parte delle 4 major citate, ma non si può certo dire che operi fregandosene delle regole del mercato lasciando totale libertà artistica e creativa ai nomi del loro portafoglio. Alla fine anche le non major sono aziende e il 31/12 (data di chiusura dei bilanci) arriva anche per loro… quindi scartiamo questa definizione come quella “giusta” e sicuramente non adatta a chi, con la musica, ci vuole campare. Va bene se di giorno lavori in fabbrica, nei campi o in ufficio e la sera, armato di chitarra, sali su un palco e dai sfogo alla tua vena artistica.

Andiamo avanti.

Il termine Indie […] è spesso associato a un artista o a un gruppo che non fa parte della cultura mainstream o che fa musica al di fuori dell’influenza della stessa.

Ora bisognerebbe capire anche cosa sia la cultura mainstream… seguita dalla massa. Dal momento in cui inizi a vendere, a piacere e ad essere seguito dalle masse, non puoi essere più indie quindi?
Le 9.756.616 visualizzazioni di Riccione sono un sacco di visualizzazioni, sono un sacco, quindi sono mainstream e se sono mainstream, non sono indie.
Quindi essere indie e non indie lo deciderebbe il pubblico. Se ti seguono in tanti, non sei indie. Se ti seguono solo familiari e amici che non ti possono dire di no, sei indie (o sfigato, ma questa è una sottocategoria).

Non mi piace nemmeno questa.

La preoccupazione per la purezza della missione creativa dell’etichetta è predominante (anche se non totalmente scindibile) rispetto alla sfera commerciale; molte etichette chiudono o si separano quando i proprietari perdono interesse o, come spesso accade, finiscono i soldi.

E poi facciamo il featuring con Fabri Fibra? E poi facciamo una canzone che si chiama Riccione? E poi facciamo un video acchiappaclick che strizza l’occhio al cult anni ’90 Baywatch con ragazze sculettanti in bikini?

No TheGioralisti, hanno ragione i The Giornalai: avete ammazzato l’indie.

Ora, per rimediare, chiamate il sig.r Wikipedia e fate correggere la vostra pagina!

I Thegiornalisti sono un gruppo musicale pop italiano.

Perché la musica, pop o indie che sia, è bella. Ma se proprio la dobbiamo definire, facciamolo nel modo giusto!

Vostra
Mosca Tze Tze

…e buone vacanze!

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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