RIKI: “Avete rotto i co***oni”. Auguri per i tuoi firmacopie di fan urlanti. Non hai la stoffa del leader

riki non rompete i coglioni

Ciao Riki.

No, no, no. Non sto scrivendo una lettera a Riki. Dovevo solo iniziare in qualche modo a raccontare di questo giovane cantante che, da qualche mese, è arrivato sulle nostre bacheche social. In qualche caso anche nelle nostre orecchie. Non nelle mie, perché chi mi segue sa che io sono ferma agli artisti emersi negli anni ’90…

Ma cosa ha combinato Riki per destare la mia attenzione?

No, non si tratta della foto con Tiziano Ferro accompagnata all’annuncio del nuovo singolo che ha fatto pensare a qualcuno che il Marcuzzo avesse in programma un duetto con Iron Singer.

No, no, no. Non si tratta di questo. La questione è un’altra.

Riki - Instagram

Lo so che questa storia è vecchia, ma lo sono anch’io e ho i miei tempi di decantazione e, dopo averne scritto sul mio facebook, ho deciso di andare avanti.

Ci può stare un’esibizione storta come quella ad amici soprattutto se in cuffia hai solo un pianoforte bassissimo coperto dalle urla. MA AVETE ROTTO I COGLIONI. VOI PARLATE, NOI DOMANI FESTEGGIAMO IL NOSTRO QUINTO PLATINO.

A parte la mancanza praticamente totale di punteggiatura fino a quando non si sono scaldati i toni, ma Riki, non te l’hanno mai detto che si smette di dare la colpa agli altri per i propri errori una volta ottenuta la licenza elementare (momento in cui dovrebbe essere già noto l’uso delle virgole, tra l’altro)? Non te l’hanno mai detto che “avete rotto i coglioni” non è una frase carina? Non te l’hanno mai detto che si fa squadra e tu sei, di quella squadra, la faccia. Nel bene e nel male. Sei quello che si prende le urla della folla quando ti acclama ai firmacopie (grazie ai quali hai potuto festeggiare il quinto platino), e sei quello che subisce quelle stesse urla quando preferirebbe il silenzio per potersi concentrare sull’esibizione.

Il pianoforte era bassissimo? Bene. Interrompevi la tua performance, te lo facevi alzare, davi le dovute indicazioni prima di ricominciare a cantare e dopo esserti scusato col pubblico. Così fa un professionista.
Per qualsiasi motivo non si poteva fare ciò? Veniva fuori un’esibizione di merda criticata sui social? Un leader si scusa, si prende la responsabilità di quello che è successo e poi, a telecamere spente (e non sui social), fa il culo a chi ha sbagliato. I panni sporchi si lavano in casa, non è solo un modo di dire.

No, caro Riki, tu non hai la stoffa per essere un leader. Nonostante i tuoi 25 anni sei ancora un ragazzino che dà le colpe agli altri per giustificare un fallimento.

Auguri per i tuoi firmacopie di fan urlanti. Finché ce ne saranno.

Vostra
Mosca Tze Tze

Foto dai social di Riki
  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
segui su: