SIAE vs SKY: il punto di vista di ROBERTO RAZZINI, Amministratore Delegato di Warner Chappell Italia

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Nei giorni scorsi SIAE ha pubblicamente denunciato una situazione che si protrae da mesi: Sky non paga il diritto d’autore per le canzoni (ve ne abbiamo parlato QUI).
Per andare a fondo e capire meglio i risvolti della vicenda abbiamo chiesto un parere a Roberto Razzini, Amministratore Delegato di Warner Chappell Music Italia.

Sono un avente diritto iscritto a SIAE e la mia è una preoccupazione reale. Abbiamo una situazione con Sky che è bloccata dal mese di luglio, cioè quando di fatto è scaduto l’ultimo rinnovo di un contratto che prevede la regolarizzazione e l’attuazione di una serie di norme per disciplinare il rapporto tra Sky e gli utilizzatori che viene regolato con il tramite di SIAE per il corretto, giusto ed equo pagamento dei diritti d’autore per tutte le utilizzazioni.

Sky è una piattaforma molto articolata che comprende un’offerta variegata che va oltre i canali televisivi, ma che include anche tutti i mezzi per i quali è stato messo a disposizione il servizio SkyGo, cioè tablet, web e smartphone grazie ai quali i contenuti sono disponibili su diverse piattaforme.”

LE INADEMPIENZE DI SKY

La situazione va allineata al più presto, anche perchè di fatto l’inadempienza di Sky va oltre quello che è il mancato pagamento del diritto d’autore, ma disattende gli accordi sottoscritti con SIAE anche rispetto la copia privata dovuta per il possesso di decoder con hard disk che permettono quindi la registrazione remota dei programmi e di tutto quanto un utente vuole.

Questo è molto grave perchè Sky ha azzerato il rapporto con SIAE e di conseguenza con i proprietari dei contenuti che continuamente utilizza. Per certi versi l’atteggiamento è paradossale.

Recentemente Sky ha beneficiato di una sentenza molto particolare e a mio giudizio corretta, che ha decretato la colpevolezza, quindi la punibilità, di un utente che aveva illecitamente scaricato dei codici da internet con una sanzione amministrativa e quattro mesi di reclusione. Quindi Sky da una parte ha ottenuto una sentenza che correttamente la tutela per quanto riguarda l’utilizzo e le visualizzazioni criptate aggirate con codici scaricati da internet in maniera illecita e quindi senza abbonamento, ma dall’altra parte disconosce quella che è la titolartità dei diritti di tutti coloro che mettono a disposizione i propri contenuti.

Se vuoi il rispetto delle regole e se pretendi che la legge ti tuteli nel mantenere la corretta applicazione di un abbonamento che permette a chi lo sottoscrive di fruire di contenuti, allo stesso tempo devi essere nella condizione di corrispondere ai titolari dei diritti quanto dovuto.

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IL CASO X FACTOR

Volutamente e per evitare i soliti attacchi mediatici contro SIAE e gli aventi diritto dettati da disinformazione e da banale demagogia, nessuno si è mosso durante la programmazione e il percorso di X Factor, un programma di grande successo e dedicato ai giovani.

Se così fosse successo, SIAE sarebbe stata additata di un atteggiamento vessatorio e prevaricatore. Invece SIAE e gli aventi diritto sono rimasti nell’ombra attendendo che si compiesse la sacralità di X Factor per sollevare la questione.

X Factor poggia sulla musica la sua ragion d’essere. Una volta chiusa l’operazione X Factor era corretto ed etico portare all’attenzione del pubblico e a una rilevanza mediatica superiore la gravissima inadempienza che in Italia non ha nessun precedente.

C’è un precedente in Francia. Sappiamo che Vivendi da un anno non paga i diritti sulla musica. Se vogliamo c’è una certa analogia.

Il diritto d’autore non è una tassa, ma è l’unico compenso di cui autori ed editori possono beneficiare per l’utilizzo delle proprie opere. Chi utilizza un prodotto coperto da diritto d’autore senza pagarne il diritto aumenta la marginalità e la convenienza della propria attività. E’ evidente che questo diventa un elemento importante.

SOLUZIONI?

La soluzione secondo me più corretta e rispettosa anche del pubblico che usufruisce dei contenuti messi a disposizione da Sky, è che l’azienda si sieda un tavolo con SIAE e sani la situazione da luglio a oggi e se lo ritiene opportuno apra una trattativa per rivedere le condizioni già concordate con il precedente contratto.

L’altrenativa che non è una soluzione è una messa in mora formale che è già partita. Conseguentemente un provvedimento che si chiederà al giudice al quale seguiranno un decreto ingiuntivo e tutto quello che è necessario per tutelare gli aventi diritto.

Perchè qui non stiamo parlando di un’ipotesi. Gli utilizzi ci sono. L’utilizzo della musica su Sky è un fatto conclamato, evidente e verificabile in ogni singolo minuto di qualunque programma su qualsiasi canale di Sky. Si potrebbero silenziare tutti i programmi di Sky, ma che senso avrebbe?

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UNA SITUAZIONE PARADOSSALE

Francamente ritengo molto grave che un’azienda così importante come SKY e così attenta a una programmazione di qualità e che necessita di un apporto molto importante da parte dei creatori di contenuti sia così superficiale nel non comprendere il peso e il senso del diritto d’autore.

Perchè se non paghi e non corrispondi il diritto d’autore vai a inaridire la filiera crativa e vai a causare un problema a chi crea le opere di cui tu hai bisogno per andare in onda. E’ un controsenso. Vai a inaridre la tua fonte di approvvigionamento dei contenuti. Una follia. Con questo atteggiamento dimostri di voler interrompere un circolo virtuoso, ma ciò andrebbe a penalizzare solo Sky.

 

  Musicista, speaker e direttore artistico di Radio Due Laghi e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali