Intervista SOGNANDO SANREMO: SARAH DIETRICH

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Prosegue la serie di interviste lampo con alcuni dei cantanti che si giocano un posto nella sezione giovani del Festival di Sanremo scelti tra i 40 finalisti di Area Sanremo e i 60 finalisti del regolamento Rai. Vi ricordiamo che sei degli otto posti saranno assegnati dalla Commissione Rai entro il 3 dicembre (le selezioni si svolgeranno il 1° dicembre), i restanti due verranno selezioni il 4 dicembre tra gli otto vincitori di Area Sanremo. Sei domande dirette, le stesse per tutti i candidati per scoprire qualcosa di più sul loro mondo e sui loro sogni.

Signore e signori, ecco a voi Sarah Dietrich.

Sarah nasce a Roma nel 1984, dal 1998 intraprende lo studio del canto (lirico e leggero), con approfondimenti nel corso degli anni sulla ricerca e la sperimentazione vocale. Nel giugno 2011 consegue il diploma inferiore di canto lirico presso il Conservatorio di musica classica “Alfredo Casella”. In questi anni è autrice e compositrice di alcune colonne sonore per il cinema (tra le altre “L’Apetta Giulia e la Signora Vita”, che la vede duettare con Raf e Irene Grandi) e dal 2009 collabora come cantante negli “Ardecore”, gruppo pop folk in cui reinterpreta brani antichi della tradizione romanesca. Tra i vari riconoscimenti gli Ardecore vincono anche la targa “Tenco” nel 2007 come migliore opera prima. Nel 2011 incontra David Tibet, leader di uno storico gruppo folk inglese, i Current 93, e farà insieme a loro , in qualità di cantante ospite, diversi concerti in Inghilterra e in Italia.

 

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INTERVISTA A SARAH DIETRICH

Con quale spirito affronti quest’ultima selezione che ti separa dal palco di Sanremo? Cosa potrebbe darti quel palco?

Onestamente già essere arrivata tra i 60 finalisti è una cosa grande. Le mie giornate sono scandite dalla musica e dai mille pensieri e domande che la mia mente si fa. Sono emozionata dal profondo del cuore. Questo è il punto di nascita del mio primo disco da solista. Arrivare poi eventualmente su quel palco mi darebbe la possibilità di “abbracciare” con il mio brano tante persone che per anni e da anni aspettano e seguono il più importante Festival della Canzone Italiana. [Me compresa, infatti coronerei un piccolo grande sogno]

Come si chiama e di cosa parla il tuo brano di Sanremo? Chi lo ha scritto?

Il brano che porto a Sanremo Giovani si chiama “Ma tu”. L’ho composto io insieme a Davide Combusti (in arte The Niro) e Michele Braga. Sono partita da un testo che aveva già una melodia nel mio cervello, poi tutto il resto si è sviluppato insieme e a Davide e Michele. Un’esperienza di scrittura e condivisione, meravigliosa. Non vorrei svelare subito di cosa parla. O almeno di cosa parla per me. Credo che ognuno possa immaginare di rivolgersi a chiunque voglia, cantando la canzone. Parla d’Amore. Un amore alto.

Se anche per i Giovani ci fosse la possibilità di duettare con qualcuno come avviene il venerdì per i big, chi porteresti con te su quel palco?

E’ una cosa a cui non ho mai pensato, onestamente. Ci sono tantissimi artisti italiani con cui sarebbe un onore duettare. Diciamo che volo di fantasia e immagino Domenico Modugno.

Conosci qualcuno degli altri candidati? se sì, chi ritroveresti con piacere sul palco dell’Ariston?

Personalmente non conosco nessuno dei candidati, ma di qualcuno avevo già sentito alcune cose.. Mi piace il brano dei Santa Margaret, sarebbe un piacere ritrovarci insieme sul palco dell’Ariston.

Tra i giovani che sono passati negli ultimi 10 anni al Festival chi ti è rimasto nel cuore?

All’edizione dello scorso anno, 2014, arrivò sul podio dell’Ariston il mio amico e coautore di “Ma Tu”, The Niro. Ovviamente a lui sono maggiormente affezionata. Mi è rimasta nel cuore Malika Ayane, artista che adoro, come anche Nina Zilli.

Come passerai la sera prima dell’audizione del 1° Dicembre?

Forse canterò, forse no. In ogni caso rimarrò concentrata e col cuore aperto, perché da qui parte comunque il mio percorso solista.

ASCOLTA MA TU il brano presentato da SARAH DIETRICH a Sanremo.

 

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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