INTERVISTA a LORENZO LICITRA dopo l’esibizione a New York davanti a Bill Clinton

Lorenzo Licitra

Lorenzo Licitra ha vinto la sua sfida e per la settima volta ha avuto l’onore e il piacere di cantare negli Stati Uniti. E in questa occasione il pubblico è stato realmente eccezionale. L’artista vincitore dell’edizione 2017 di X Factor, è stato uno degli ospiti del Change the World United Nation New York 2018, evento che si è tenuto al Palazzo di Vetro dell’Onu e di cui abbiamo parlato QUI.

Emozione incredibile, poter cantare in un luogo così importante #inthenameoflove. L’amore può cambiare il mondo.
So let’s change the world” questo il messaggio postato sui Social.

INTERVISTA A LORENZO LICITRA

Abbiamo raggiunto telefonicamente Lorenzo Licitra a New York, a poche ore dal termine della sua esibizione americana.

Lorenzo, com’è andato il concerto di ieri sera?

Alla grande, è stato emozionante! Trovarsi insieme a tutti quei personaggi importanti, all’Onu, ha contribuito ad accrescere le sensazioni positive. È stato molto bello. I ragazzi per cui mi sono esibito esprimevano tanta fiducia e voglia di fare per cambiare il mondo e mi piace aver contribuito alla spinta di questo progetto. Lo porterò per sempre nel cuore.

Lorenzo Licitra

Cos’hai provato nei 5 minuti precedenti l’esibizione? Hai qualche rito scaramantico?

No, di solito scaldo la voce per poter dare il meglio, dopotutto anche ieri sera l’adrenalina era forte per un evento di questa portata e non volevo deludere la fiducia riposta in me. Molti ragazzi erano italiani e hanno potuto accompagnarmi nei brani.

Tra gli altri era presente l’ex presidente americano Bill Clinton che è anche un apprezzato musicista. Avete avuto la possibilità di parlare di musica?

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Purtroppo non c’è stato il tempo, ma presentandomi gli ho detto di essere il vincitore della più recente edizione italiana di X Factor e lui si è congratulato.

La musica può essere importante per cambiare il mondo. Tu che sei anche insegnante di canto ora trovi rafforzato questo concetto?

Decisamente sì. La musica è un ottimo strumento per veicolare messaggi importanti e questo è uno dei miei obiettivi. Io vorrei fare musica per gli altri. Una musica sincera che può portare speranza. Ora ho più consapevolezza anche dei miei mezzi ed essendo cresciuto devo impegnarmi ancora di più per portare avanti il messaggio.

Il bel canto italiano è sempre molto apprezzato all’estero. Credi che questa serata sarà un ulteriore trampolino di lancio? Hai già in programma qualcosa di nuovo negli Stati Uniti?

Sai, è la settima volta che mi esibisco negli Stati Uniti e continuo a trarne riscontri positivi. Qui apprezzano molto quella che è la nostra cultura e il nostro canto. Forse in maniera diversa rispetto a noi, ma proprio per questo c’è urgenza di fare questo tipo di musica. Io musicalmente sono versatile e mi piace sperimentare. Sarebbe bello pubblicare un disco in italiano da dedicare a tutti gli stranieri che amano la nostra musica.

Ora rientrerai in Italia, ma cosa ti rimarrà di questa esperienza?

Prima di partire ho lasciato la lavorazione dell’album, quindi riprenderò il mio progetto, ma con una consapevolezza più forte, con la voglia di trasportare ciò che ho imparato qui. Questi ragazzi hanno una grinta e una determinazione invidiabili che li porterà a fare grandi cose. Ne farò tesoro e mi impegnerò in maniera ancora più grintosa per rendere tutto più concreto.

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  Musicista, speaker e direttore artistico di Radio Due Laghi e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali