Intervista a IL PAGANTE: “Siamo uno show! Le uniche vie per emergere oggi sono il WEB e il TALENT”

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Hanno scalato la classifica di iTunes raggiungendo la prima posizione con il singolo Vamonos – lanciato a inizio giugno con un divertente videoclip che al momento conta su YouTube oltre un milione e 300mila views – e stasera li potrete ascoltare dal vivo sul palco del Coca-Cola Summer Festival #daiunbacio, nella seconda puntata dell’evento pop più importante della nostra estate: il loro nome è Il Pagante.

Il Pagante è uno dei giovani gruppi musicali più in voga ed è considerato il fenomeno del momento: una realtà in grado di coinvolgere o anche solo di incuriosire le nuove generazioni, riproducendo in musica le abitudini, i costumi, gli interessi e le utopie dei ragazzi. Il progetto, che nel 2010 nasceva come pagina Facebook dall’intento ironico/satirico su determinati atteggiamenti radicati tra i giovani milanesi, secondo l’idea dei fondatori Guglielmo Panzera e Alfredo Tomasi, è adesso conosciuto in tutto il Paese, soprattutto grazie ai videoclip dei brani pubblicati in cinque anni di attività: Si sboccia, PettineroFaccio After e altri ancora… Tutti campioni di views e rimbalzati tra i profili social dei teenager in modo a dir poco virale!

Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Alfredo ed Edoardo, alias Eddy Veerus, l’autore dei testi e frontman del gruppo, che come già saprete, è affiancato in studio di registrazione come nei live, dalle voci di Roberta BranchiniFederica Napoli, le due donne del Pagante!

Ma prima di iniziare l’intervista ecco Vamonos, il brano con cui stanno facendo ballare l’Italia.

Ciao ragazzi! Per voi questa sarà un’estate diversa dalle altre, siete il fenomeno del momento!
Come vi sentite? Siete pronti a farci divertire?

Ciao, certo che sì! Diciamo che è abbiamo anche una responsabilità importante, non possiamo permetterci né vogliamo deludere le aspettative di chi ci segue, però… Siamo un gruppo organizzato! Sappiamo cosa dobbiamo fare e cercheremo di dare il meglio, è un momento importante!

Certamente… Ma dite un po’ ai nostri lettori, chi è questo Johnny il Pagante?

Johnny il Pagante ha una storia molto lunga e anche divertente: è un personaggio fittizio, nato per gioco attraverso un profilo Facebook finto. Ciò accadeva agli albori del progetto: con questo profilo fake, abbiam fatto credere alla gente che Johnny, questo ragazzino milanese doc amante del divertimento e delle serate brave in discoteca, esistesse realmente! È stato automatico renderlo poi, il protagonista delle nostre prime canzoni, che abbiamo scritto per scherzo e prendendoci meno sul serio di ora.

Dopo il grande successo nel web, è iniziata la vostra attività live: attualmente siete impegnati in un lungo tour italiano.
Com’è l’impatto coi fan dal vivo?

L’impatto è diversissimo che quello in rete, ci piace molto incontrarli; così, cerchiamo di rendere i nostri live quanto più coinvolgenti possibile, di essere anche bravi intrattenitori oltre a far ascoltare i nostri pezzi. Non ci interessa fare la classica marchettata in discoteca, vogliamo creare interazione, in modo tale che alla gente resti qualcosa della serata passata insieme: facciamo le nostre canzoni, ma anche un po’ di show, un minimo di coreografia di fondo. È vero che ci esibiamo in giro già da tempo, ma non si finisce mai di imparare ed è bello studiare idee nuove per la serata successiva.

Lo dicevamo poc’anzi: il Pagante è nato come una pagina Facebook, con intento satirico nei riguardi di determinati atteggiamenti radicati tra i giovani milanesi; in un secondo momento, è diventato un progetto musicale con un grande seguito.
Cosa spinge le persone ad ascoltarvi e a vedere i vostri video?

Di certo un motivo risiede nel fatto che nei nostri testi la gente si ritrova: nelle situazioni tipiche che raccontiamo, dalla serata in discoteca alla vacanza estiva, come in Vamonos. Il ragazzo che ascolta il pezzo si immedesima, ha modo di sentirsene parte, di rispecchiarsi nelle vicende descritte. La nostra è musica senza fronzoli, fatta per divertire, non è musica impegnata.

In un’ intervista su Vanity Fair, avete detto: “Vogliamo essere presi sul serio!”
Questa frase mi ha molto colpito, quali critiche vi vengono mosse nello specifico?

Ultimamente veniamo molto criticati circa le tematiche trattate, però chi giudica non è gente troppo informata sul nostro format, altrimenti ne capirebbe al volo il senso. La critica arriva nel momento in cui il nostro interlocutore travisa le intenzioni del progetto, reputando quello del Pagante come un messaggio “serio”, o magari di ostentazione, dal momento che parliamo di bottiglie, di sciabolate, di tavoloni, etc. Invece, dovrebbe essere chiaro che ne scriviamo con molta ironia. Riguardo alla frase uscita su Vanity Fair, con quelle parole abbiamo inteso dire che, dopo anni di lavoro, il Pagante è diventato un qualcosa di collaudato: non è più solo un progetto web, ma anche discografico… Quindi, non si tratta della serietà per i concetti che esprimiamo e che sono ironici, per far divertir la gente, ecco.

Vamonos è stato accolto come uno dei tormentoni di quest’estate 2015.
Se doveste raccontarlo a un amico che non l’ha ancora ascoltato, come lo presentereste? Quando lo avete scritto?

Lo abbiamo scritto in primavera, nel mese di marzo, anche se sul testo ci siamo soffermati per parecchio tempo, continuando a lavorarci e a migliorarlo fino a maggio inoltrato; questo perché siamo in tanti e, come puoi immaginare, ognuno ha la sua da dire.

A un amico… Beh, lo faremmo anzitutto ascoltare! Il contenuto si riassume in un: “Guarda, Vamonos parla di un ragazzo che va in vacanza da solo per la prima volta!” …E questo ragazzo si ritrova con gli amici su un’isola e si sente libero, senza genitori. Molti riferimenti sono al viaggio post maturità, che i ragazzi aspettano come un evento fatidico, perché dev’essere un viaggio spensierato, senza preoccupazioni, dove il divertimento è davvero l’unico scopo.

A dispetto dello pseudonimo al singolare, Il Pagante è un collettivo di ben cinque ragazzi: “tre cantanti e due fondatori”, come avete chiarito in più occasioni.
Come vi dividete i ruoli nella realizzazione di musiche e testi?

Allora, i testi li scrive Eddy (è il frontman Edoardo Cremona, in arte Eddy Veerusndr) che è molto preparato e capace in questo, dal momento che fa musica da anni; per quanto riguarda il buttare giù le idee o anche l’appuntare dei neologismi e delle espressioni d’effetto da utilizzare nelle canzoni, lo facciamo io (sta parlando Alfredo Tomasi, ndr) e l’altro fondatore Guglielmo Panzera. Le ragazze, Federica Napoli e Roberta Branchini, si occupano più dell’immagine e del curare le performance ai live.

Va detto che, al di là dei ruoli di ciascuno, quando c’è un brano in preparazione, ci giriamo il testo tra di noi, in modo tale che ognuno lo possa valutare e che, da un lavoro d’insieme, venga fuori un prodotto che alla fine convinca tutt’e cinque. È questa la fase in cui si dibatte e si “perde tempo”, fino a che si trova un accordo e si arriva a chiudere il pezzo.

E chi è il più “ingegnere” tra voi? Prendo in prestito un vostro termine… 

Ahahah! Beh, dipende. Sai, avendo ruoli diversi… Diciamo così, ognuno è il più bacchettone nel proprio campo: chi nella produzione della canzone, chi nella gestione delle interviste, chi nella resa dei live, se qualcosa nel locale dove bisogna esibirsi non va bene… Ci siamo spartiti i compiti e cerchiamo di non trascurare nulla, del resto è giusto così.

I vostri pezzi, come dicevamo, suonano intenzionalmente demenziali e kitsch; tuttavia, dietro alla loro spensieratezza, si cela uno sguardo molto analitico e attento alla realtà dei giovani. A vostro modo fate sociologia!

Sì, è giusta questa osservazione, perché raccontando il mondo dei ragazzi, dalla nostra analisi vengono fuori tante sfaccettatura. Non ti diciamo che tra vent’anni Il Pagante apparirà nei libri, tra i grandi sociologi tipo Alberoni Veblen, però… Sì, di base c’è un’indagine, c’è una grande attenzione verso la realtà dei giovani. Anche quando la notte andiamo a divertirci, siamo molto attenti a quello che ci succede intorno per poi raccontarlo in musica e, perché no, lanciare dei messaggi.

In Faccio After, una rima fa riferimento al problema del lavoro nero; un’altra, del verso “cazzo mene della crisi!” in Pettinero, suona come una battuta, ma c’è qualcos’altro dietro: in realtà, è messa lì per rappresentare gli sprechi che vengon fatti nelle discoteche, dove spesso si spende il denaro in maniera così superficiale.

L’intento satirico dei singoli usciti finora è chiaro ai più, ma non a tutto il bacino di utenza che vi segue.
Pertanto, chiedo: non temete di sortire l’effetto opposto, lanciando ai ragazzi messaggi sbagliati sul divertirsi e sullo stare insieme? 

Mah, crediamo di no. Ovviamente essendo un gruppo che comunica cose un po’ sopra le righe, nel nostro esagerare cerchiamo di essere attenti e ci consultiamo molto fra di noi prima di registrare i pezzi. I pochi riferimenti che si possono trovare all’alcol o alla cannabis sono sempre molto velati, non diciamo mica: “Fatti la canna!” o “Drogati!”. Però è una peculiarità dei giovani farsi le canne o alcolizzarsi, non è che noi li invitiamo a farlo…

Il fatto che il messaggio non venga recepito per quello che è, o che la gente non capisca se facciamo sul serio e incoraggiamo certi atteggiamenti oppure scherziamo, secondo noi è in realtà uno dei motori che fa funzionare la cosa, un mistero che la alimenta ancora di più. Inoltre, dopo cinque anni di attività, crediamo che il pubblico abbia capito che più di tutto, è l’ironia che prevale.

Si sboccia è tra i vostri videoclip più visualizzati, il titolo rimanda all’immagine dello stappare una bottiglia per festeggiare.
Come è nata l’idea?

Partendo dalla discoteca col primo singolo Entro in pass, abbiamo deciso di continuare a raccontare il mondo dei locali e per far questo, abbiamo scelto l’immagine dello “sbocciare”, e cioé l’atto di aprire la bottiglia stappandola, catturando un po’ l’attenzione di chi è intorno. E il “fare tavolo”, il “fare bottiglie” qui a Milano è sempre stato uno status symbol, anche se il personaggio che sboccia lo trovi un po’ in tutta Italia. Così, abbiamo chiamato la proprietaria del Tocqueville, un locale nel cuore della movida milanese, e abbiamo avuto il permesso di girare il videoclip del singolo al suo interno. La produzione è venuta molto bene, il ritornello è orecchiabile, nonostante il prodotto sia del tutto amatoriale: le riprese son state fatte con un iPhone 4 e con comparse rimediate in loco la sera stessa.

I ragazzi del Pagante nella vita sbocciano spesso o è solo finzione teatrale? Come siete nel quotidiano?

Noi cinque? Beh… Chiaramente, facendo parte del mondo della notte e dell’intrattenimento, anche noi amiamo divertirci, sbocciamo, ma non per ostentare qualcosa o fare i fighi. È un po’ diverso da ciò che scriviamo nei pezzi, perché lì tutto è posto all’estremo. Poi in quest’ultimo periodo, con l’estate e il tour, dobbiamo dire che stiamo sbocciando di più del solito! (ridono, ndr)

Parliamo un po’ della vostra storia. Come vi siete incontrati? Siete tutti di Milano città?

Sì sì, siam tutti di Milano. Dunque, Roberta era ed è tuttora la fidanzata di Federico “Merk” Mercuri, del duo Merk & Kremont, i nostri produttori; mentre Federica era una sua grande amica e quando ci siamo incontrati nel 2011, faceva la PR ed era molto conosciuta in città. Ci siam trovati un po’ casualmente a scrivere insieme, poi è arrivato Eddy a sostituire il precedente cantante: lui faceva già musica da tempo ed è il cugino dell’altro produttore del duo, ovvero Giordano “Kremont” Cremona.

Se il progetto non fosse decollato, avreste considerato di tentare la via del talent show come gruppo? Qualcuno di voi ha mai fatto provini per la TV, anche individualmente?

Non è un caso che il nostro successo sia nato sul web. Nel mercato musicale attuale, le due vie maestre per arrivare alla superficie sono il web e il talent. Col talent, una volta che riesci ad entrare, forse è un po’ più facile, dato il potente mezzo che la TV ancora rappresenta; ma per Il Pagante lo strumento di diffusione più congeniale non poteva che essere il web! Siamo stati bravi anche noi a trovare un’identità musicale efficace e a costruirci da soli una nostra vera e propria nicchia di fan, che ci seguono e che amano ciò che facciamo. E soprattutto, abbiam fatto questo senza essere compromessi da una grande etichetta oppure da un talent… Non perché chi esca da un talent sia meno meritevole! Ad esempio, gli ultimi artisti arrivati da AmiciBriga The Kolors sono bravissimi, ma capisci che hanno avuto anche una visibilità fuori dal mondo. Noi siamo riusciti a raccogliere sostenitori in tutta Italia da soli, dobbiamo dire grazie a noi stessi e non abbiamo avuto bisogno della televisione… Questo è un punto a nostro favore molto importante, ecco.

Diciamo che ad oggi chi esce dal web, più che fare musica, fa show attraverso i video: è lo youtuber, è un bravo intrattenitore, e con la concorrenza che c’è, non è facile venire fuori.

Quindi, voi vi reputate più artisti d’intrattenimento che veri musicisti?

No, stiamo dicendo altro: chi esce dal web è uno che intrattiene, che sa fare più cose, come le imitazioni; che si inventa anche delle stupidate, che poi mette online e che funzionano, dal momento che ricevono un sacco di visualizzazioni. Noi siamo riusciti a far questo con la musica, ma come si diceva in precedenza, il nostro progetto è qualcosa di più ampio, nato da un’idea e da una pagina Facebook. Siamo uno show, prima di tutto!

Una pagina molto bella e gratificante nel vostro percorso è stata la partecipazione al Coca Cola Summer Festival #daiunbacio, da tre anni l’evento musicale pop dell’estate italiana. Che avventura è stata?

Ad oggi, è stata l’esperienza più bella cui abbiamo mai partecipato. Grazie a Warner, ci siamo esibiti sullo stesso palco dei più grandi artisti italiani, ciò ci fa molto onore. Oltretutto siamo arrivati secondi tra le sei proposte del contest dei giovani e questo risultato ci ha fatto davvero contenti. Abbiamo incontrato anche uno dei nostri miti, J Ax, che ci ha dato un feedback molto positivo; come lui, anche Emis Killa e altri artisti al di fuori della scena hip hop, oltreché gli stessi giovani nella nostra categoria, dato che potrebbero essere il futuro della nostra musica italiana. Peccato non aver incontrato Max Pezzali, su Twitter ha fatto il tifo per noi!

Siete già al lavoro sul prossimo singolo? Quando arriverà il primo album del Pagante?

Ecco, su questo avremo maggiore chiarezza nel prossimo periodo. Sicuramente uscirà qualcosa, probabilmente un singolo, nell’arco di pochi mesi. L’album si farà, dobbiamo capire come strutturarlo e quando rilasciarlo nel mercato.

Perfetto! Ragazzi, siete stati molto simpatici e disponibili, grazie per questa chiacchierata insieme.
Ci salutiamo così, con il consiglio giusto per una vacanza perfetta! Cosa portare con sé sotto l’ombrellone, oltre alla crema solare e al lettore mp3…

Ma… Vuoi un consiglio da Pagante o da persona normale? (ridiamo, ndr)

Da Pagante, ovvio!

Beh, allora… Cari lettori di All Music Italia, in vacanza non potete rinunciare a… iPhone, fighe, erba e alcol! (ridono, ndr) Dove? Il Pagante consiglia MykonosIbiza e le altre isole europee, mete così apprezzate da noi ragazzi!

Buona estate a tutti e… Non scordate di scaricare Vamonos da iTunes, sarà la colonna perfetta!

Buona estate anche a voi e in bocca al lupo per il tour e per tutti i prossimi impegni! A presto!


Si ringraziano, per quest’intervista, Elena Bosi e Warner Music Italy.

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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