30 Marzo 2026
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30 Marzo 2026

Sarafine continua la sua festa live: nuove date per il tour estivo 2026

Tutte le date di un concerto strepitoso.

Sarafine concerto tour estate 2026 nuovo singolo
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Sarafine oggi è in un punto preciso del suo percorso: sta definendo cosa vuole essere sul palco e fuori dal palco.

Il nuovo singolo in arrivo, il tour estivo e lo spettacolo costruito negli ultimi mesi raccontano tutti la stessa cosa: un progetto che non è più solo musicale, ma sempre più esperienza condivisa.

E forse la parola chiave è proprio quella che lei usa durante i live: nostro.

Sarafine lo dice subito: questo è il nostro show.

 Lo spettacolo è costruito come una festa condivisa, uno spazio in cui, per qualche ora, si prova a mettere in pausa il rumore del mondo.

All’inizio lo dice chiaramente: viviamo in un momento storico attraversato da tensioni e odio quotidiano. Per qualche ora però possiamo fare una cosa semplice insieme: svuotare la testa e lasciarci attraversare dalle emozioni.

E infatti è quello che succede.

Una scaletta che attraversa il mondo musicale di Sarafine

Il concerto è pensato come una ricognizione dentro il percorso musicale dell’artista. La scaletta contiene praticamente tutti i brani usciti finora, come se fosse una mappa del progetto Sarafine.

Si entra subito nel suo universo sonoro con pezzi come Non ce la farai mai e Control Freak, che definiscono bene la dimensione elettronica della sua musica. Da lì in avanti lo spettacolo alterna momenti più introspettivi a passaggi decisamente più fisici: Malati di gioia, Scrolla, Tipa da rave e altri brani costruiscono un flusso continuo che porta il pubblico a muoversi quasi senza accorgersene.

Il finale è pura energia: Ciauru accende la sala e Sarafine si concede anche il suo giustissimo bagno di folla, con il pubblico ormai completamente dentro la festa.

Il corpo e la danza: il contributo de Le Edera

Uno degli elementi che rendono questo spettacolo diverso dai live precedenti è la presenza de Le Edera, collettivo di danza che accompagna Sarafine sul palco.

Il loro intervento non è decorativo ma costruisce un vero linguaggio visivo parallelo alla musica. I movimenti amplificano le canzoni, le interpretano, a volte le contraddicono, creando una dimensione performativa che arricchisce molto lo spettacolo.

Il concerto smette così di essere soltanto esecuzione musicale e diventa un dispositivo scenico dove suono, corpo e spazio dialogano continuamente.

Tra i momenti visivamente più riusciti c’è senza dubbio Lu rusciu de lu mare, accompagnata dalla lingua dei segni. È uno dei passaggi più suggestivi della serata: i gesti costruiscono una seconda narrazione dentro la canzone, quasi una traduzione emotiva del brano che ne amplifica il significato.

In quel momento lo spettacolo smette davvero di essere solo musicale e diventa esperienza visiva e collettiva.

Ospiti e incontri musicali

Dentro questa festa trovano spazio anche alcuni ospiti che contribuiscono ad allargare il linguaggio musicale dello show.

Molto riuscito il momento con Alessandro Malerba, quando sul palco prende forma una versione di Belle figghiola in cui si mescolano diversi universi sonori. La voce di Sarafine riesce a inserirsi con naturalezza dentro questo intreccio, arricchendo il brano.

Curioso e riuscito anche il duetto con Il Solito Dandy su Discoteca futurista. Il pezzo conserva il gusto cantautorale tipico del musicista torinese, ma l’incontro con il timbro di Sarafine crea un equilibrio interessante, quasi da duetto pop di altri tempi.

Guardando questo tipo di operazioni viene spontaneo pensare a certi incontri tra mondi artistici molto diversi. Qualche giorno fa ho rivisto la performance di Rosalía ai Brit Awards insieme a Björk: due universi lontani che trovano un punto comune nella ricerca sul suono.

Se c’è una direzione che Sarafine potrebbe continuare a esplorare, forse è proprio questa.

Un plauso va anche a chi musicalmente l’accompagna da tempo nei live Matteo D’Ignazi e Daykoda che riescono a vestire benissimo le canzoni dal vivo.

Il nuovo singolo: una Sarafine più nuda

Il concerto diventa anche il luogo in cui Sarafine presenta il nuovo singolo Potevamo fare schifo insieme, in uscita il 27 marzo.

L’introduzione è quasi cinematografica. Sullo schermo appare Sara bambina che danza. Un video semplice e tenero che però contiene già la chiave del brano. A un certo punto qualcuno le chiede cosa pensa dell’amore e la risposta è immediata, quasi scandalizzata:

Innamorarsi mi fa schifo. Schifo, schifo.

Ed è proprio da quella frase che parte la canzone.

Potevamo fare schifo insieme,
schifo insieme, schifo insieme.

Il brano è una ballata malinconica che non nasconde il senso di possibilità negata che attraversa tutto il testo. L’elettronica non sparisce, ma si fa più discreta. La struttura sonora lascia spazio alla voce e alla scrittura.

Il centro emotivo della canzone è tutto dentro quella frase: potevamo fare schifo insieme.
Un modo ironico e lucidissimo per raccontare l’amore non come perfezione, ma come alleanza imperfetta. La possibilità di stare dalla stessa parte, nonostante tutto.

Ed è proprio qui che si intravede forse un nuovo spiraglio nel percorso artistico di Sarafine.

La cantautrice continua a muoversi dentro il suo universo elettronico, ma in questo brano sembra voler esplorare con più decisione le possibilità melodiche della sua voce, che ha un timbro molto particolare e riconoscibile.

È come se stesse cercando una nuova postura musicale: non abbandona la dimensione elettronica che definisce il suo progetto, ma la usa con maggiore libertà per aprire spazi più intimi.

Performance e trasformazione visiva

Anche dal punto di vista visivo lo spettacolo è molto costruito. Durante la serata Sarafine cambia quattro abiti, passando da una tuta nera fluida con stivali a look progressivamente più femminili e scenici.

Tra i momenti più surreali c’è anche il finto matrimonio con il suo Trauma, una scena che aggiunge allo spettacolo una dimensione quasi teatrale.

È evidente che dietro questo concerto c’è stato un lavoro di preparazione molto accurato.

Una festa che continua – tour 2026

Non uno spettacolo da guardare, ma una festa da attraversare.

E se questo show è l’anticipazione di quello che succederà nei prossimi mesi, il tour estivo promette di essere esattamente questo: un luogo dove ballare, ridere e sentirsi parte di qualcosa.

 

Il nuovo singolo: una Sarafine più nuda

Il concerto diventa anche il luogo in cui Sarafine presenta il nuovo singolo Potevamo fare schifo insieme, uscito il 27 marzo.

L’introduzione è quasi cinematografica. Sullo schermo appare Sara bambina che danza. Un video semplice e tenero che però contiene già la chiave del brano. A un certo punto qualcuno le chiede cosa pensa dell’amore e la risposta è immediata, quasi scandalizzata:

“Innamorarsi mi fa schifo. Schifo, schifo.”

Ed è proprio da quella frase che parte la canzone.

Il brano è una ballata malinconica che non nasconde il senso di possibilità negata che attraversa tutto il testo. L’elettronica non sparisce, ma si fa più discreta. La struttura sonora lascia spazio alla voce e alla scrittura.

Il centro emotivo della canzone è tutto dentro quella frase: potevamo fare schifo insieme. Un modo ironico e lucidissimo per raccontare l’amore non come perfezione, ma come alleanza imperfetta. La possibilità di stare dalla stessa parte, nonostante tutto.

Ed è proprio qui che si intravede forse un nuovo spiraglio nel percorso artistico di Sarafine.

La cantautrice continua a muoversi dentro il suo universo elettronico, ma in questo brano sembra voler esplorare con più decisione le possibilità melodiche della sua voce, che ha un timbro molto particolare e riconoscibile.

È come se stesse cercando una nuova postura musicale: non abbandona la dimensione elettronica che definisce il suo progetto, ma la usa con maggiore libertà per aprire spazi più intimi.

Performance e trasformazione visiva

Anche dal punto di vista visivo lo spettacolo è molto costruito. Durante la serata Sarafine cambia quattro abiti, passando da una tuta nera fluida con stivali a look progressivamente più femminili e scenici.

Tra i momenti più surreali c’è anche il finto matrimonio con il suo Trauma, una scena che aggiunge allo spettacolo una dimensione quasi teatrale.

È evidente che dietro questo concerto c’è stato un lavoro di preparazione molto accurato.

Sarafine concerti 2026: date del tour estivo

I concerti 2026 di Sarafine proseguono con nuove date del tour estivo tra giugno e settembre. Dopo i primi appuntamenti già annunciati, il calendario si aggiorna con quattro nuove tappe: Rende, Roma, Palagianello e Milano.

Le nuove date confermano la direzione live intrapresa con Questo è il nostro show: un concerto costruito come esperienza fisica e collettiva, tra elettronica, corpo, danza e momenti più intimi.

  • 01/06 – Rock Planet – Cervia (RA)
  • 10/06 – Sherwood Festival – Padova
  • 19/06 – Mood Summer – Rende (CS) – nuova data
  • 20/06 – Arci Roma Incontra Il Mondo – Roma – nuova data
  • 03/07 – Sherocco Festival – Ostuni (BR)
  • 16/07 – Flowers Festival – Collegno (TO)
  • 24/07 – Riverock Festival – Assisi (PG)
  • 25/07 – Musicastrada Festival – Montopoli (PI)
  • 01/08 – Lilith Festival – Genova
  • 07/08 – Festa di Radio Onda D’Urto – Brescia
  • 09/08 – Confini Fest – Corsano (LE)
  • 12/08 – Terraróss Fest – Palagianello (TA) – nuova data
  • 27/08 – Ama Music Festival – Bassano del Grappa (VI)
  • 11/09 – Magnolia Estate – Milano – nuova data

Il nuovo tour di Sarafine

Il tour estivo arriva dopo il lavoro costruito nei mesi scorsi intorno a Questo è il nostro show, spettacolo in cui Sarafine ha portato sul palco una forma live più ampia rispetto al semplice concerto.

La dimensione elettronica resta centrale, ma viene affiancata da danza, cambi visivi, ospiti e momenti performativi. È una fase in cui l’artista sembra voler consolidare il proprio immaginario dal vivo, lavorando non solo sui brani ma anche sul modo in cui vengono attraversati dal pubblico.

Il percorso di Sarafine

Sarafine, progetto artistico di Sara Sorrenti, ha vinto X Factor 2023 con Malati di gioia, portando in televisione una scrittura elettronica personale, prodotta e cantata in italiano.

Dopo il talent, il lavoro dal vivo è diventato uno dei punti centrali del suo percorso. Tra club, festival e nuove uscite, Sarafine sta costruendo una dimensione scenica riconoscibile, in cui la parte musicale dialoga sempre di più con corpo, immagini e relazione con il pubblico.

La scaletta del tour Questo è il nostro show

La scaletta del tour non è stata comunicata ufficialmente per tutte le date estive, ma il concerto visto nei mesi scorsi ha attraversato gran parte del repertorio di Sarafine, con brani come Non ce la farai mai, Control Freak, Malati di gioia, Scrolla, Tipa da rave e Potevamo fare schifo insieme.

Questa la scaletta eseguita nel live raccontato nell’articolo:

  • Intro – Non ce la farai mai
  • Intro #2 – Lacrime mie o lacrime tue
  • Carmina Burana
  • Control Freak
  • Caua
  • Potevamo fare schifo insieme
  • Malati di gioia
  • Scrolla
  • Belle figghiole con Alessandro Malerba
  • Intro + Un trauma è per sempre
  • Easy Easy
  • Brunori
  • Riturnella
  • Tipa da rave
  • Discoteca futurista con Il Solito Dandy
  • LRDM
  • Lu rusciu de lu mare
  • Rave con Ciauru