Macello ai Magazzini Generali: la scaletta e l’omaggio a Jordan Jeffrey Baby
18K sul palco, banconote lanciate e il tributo a Jordan Jeffrey Baby nel concerto milanese del 20 ottobre.


I Magazzini Generali di Milano si sono trasformati in una bolgia nella serata del 20 ottobre, con Macello protagonista di un concerto che ha alternato energia, provocazioni e momenti di forte intensità emotiva. Il secondo appuntamento ai Magazzini Generali nell’arco di una settimana ha trovato un pubblico caldissimo, pronto a cantare ogni pezzo e a seguire l’artista dall’inizio alla fine.
Al centro dello spettacolo c’è stato anche il ricordo di Jordan Jeffrey Baby, rapper scomparso circa due anni fa, a cui Macello ha dedicato una parte importante della serata. La sua presenza ha accompagnato l’intero live, anche attraverso una bandiera con il suo volto, diventata uno dei simboli del concerto. Tra brani di repertorio, ospiti, momenti costruiti per sorprendere e passaggi più intimi, lo show ha raccontato le diverse anime del progetto di Macello.
Macello apre con Annalisa e accende subito i Magazzini Generali
L’inizio è già una dichiarazione d’intenti. Il concerto si apre con una canzone di Annalisa, interrotta a metà per lasciare spazio a Uccidermi/Drogarmi. È una scelta che Macello ripropone all’inizio dei suoi concerti e che anche questa volta ha dato il via a una serata senza riscaldamento, con il pubblico subito dentro lo spettacolo.
La prima parte attraversa diversi brani, da Mahatma ad Anna Oxa, passando per Pensieri cattivi, associata a Scaccia, Tilt e Streetcred. La scaletta alterna momenti più diretti ad altri in cui trovano spazio le collaborazioni e i riferimenti alla rete di artisti che ruota intorno a Macello.
Tra questi ci sono Da solo, con Kuremino, Botta di K., legata a Wayne, e Circeo, con Fiore. Il pubblico accompagna il rapper mentre il ritmo non perde intensità e la scaletta continua a muoversi tra brani riconoscibili e momenti pensati per mantenere alta la tensione.
18K, il Players Club 2026 e gli ospiti sul palco
Il secondo ingresso segna un cambio di outfit e apre una nuova fase dello spettacolo. Dopo l’Intro+Soldi fake, arrivano Pressing con Enny P e Openspace, con UNK. Con Crack al rocket il concerto torna a puntare sull’impatto visivo: durante il brano vengono lanciate banconote con il volto di Macello, trasformando la platea in parte integrante della scena.
Uno dei passaggi più attesi è quello con 18K, accolto con grande entusiasmo dal pubblico. I due portano sul palco Benito e Clara e Players Club 2026, proponendo anche una parte del pezzo legato al progetto. Per chi segue la scena rap e urban, è uno dei momenti che danno alla serata un valore ulteriore rispetto alla semplice esecuzione dei brani in scaletta.
La presenza di 18K prosegue con Bosco Orizzontale, insieme a Rayan e Intifaya, K.West e Kiriku. Le collaborazioni contribuiscono a rendere il live un punto d’incontro tra nomi e percorsi diversi, mantenendo al centro l’identità di Macello e il legame con il pubblico presente ai Magazzini Generali.
La risposta a Dikele durante How2basic
Tra i momenti più provocatori c’è quello introdotto da un video con l’audio di Dikele di Esse Magazine, accompagnato dalla frase: «Solo in Italia i rapper bestemmiano». Subito dopo parte How2basic, durante la quale Macello risponde con una bestemmia, inserendo l’episodio all’interno della propria esibizione.
Non si tratta soltanto di una parentesi provocatoria: il passaggio è costruito come una risposta diretta alle parole riprodotte sul palco e diventa uno dei momenti che più caratterizzano il linguaggio dello show. Il concerto alterna così musica, riferimenti alla scena e gesti volutamente sopra le righe, senza abbandonare il contatto con la platea.
Il live prosegue poi con un momento legato a Ordinary, la canzone di Alex Warren. Macello la canta insieme al pubblico, prima di passare a DDW. È uno dei cambi di atmosfera della serata: il brano diventa un’occasione di partecipazione collettiva e prepara il terreno per la parte finale dello spettacolo.
Jordan Jeffrey Baby, il ricordo condiviso con il padre Roberto
Il filo emotivo più forte del concerto è il ricordo di Jordan Jeffrey Baby. La bandiera con il suo volto accompagna l’esibizione e resta un riferimento costante durante il live. Il tributo trova un momento particolarmente significativo nella presenza del padre, Roberto, con cui Macello condivide uno spazio dedicato alla memoria del rapper scomparso.
Il legame con Jordan emerge anche attraverso Cocaine RMX, eseguita nel corso dello spettacolo e associata al loro percorso. In una serata caratterizzata da ritmi serrati, ospiti e momenti spettacolari, il ricordo assume un peso diverso: non è un semplice intermezzo, ma una parte centrale del racconto portato sul palco.
Il pubblico, già molto coinvolto, accompagna questi passaggi con un’attenzione diversa rispetto ai momenti più esplosivi. È qui che il concerto mostra il suo lato più personale, lasciando emergere il rapporto tra Macello, le persone che hanno condiviso un percorso con Jordan e chi continua a ricordarlo attraverso la sua musica.
La band, Forse un giorno e il momento più intimo del live
Accanto alle sequenze più cariche, la presenza della band offre una dimensione differente allo spettacolo. Alcuni brani vengono accompagnati dagli strumenti dal vivo e tra questi c’è Forse un giorno, uno dei pezzi più profondi della discografia di Macello. L’arrangiamento rende l’esecuzione più intima e mette in risalto una parte del repertorio che rischierebbe di restare in secondo piano in uno show concentrato soltanto sull’energia.
La band torna protagonista anche in altri momenti della scaletta, contribuendo a creare passaggi più raccolti tra una sequenza e l’altra. Il risultato è un concerto che non si limita a tenere alta la pressione: trova spazio anche per rallentare, cambiare registro e lasciare respirare le canzoni.
Prima della chiusura c’è inoltre un pensiero rivolto al tour manager di Macello, che sta affrontando una perdita familiare. L’artista gli dedica Alla Fine, il suo ultimo brano pubblicato, portando sul palco un momento personale che si intreccia con quello dedicato a Jordan Jeffrey Baby. La canzone viene eseguita in mezzo al pubblico, riducendo ulteriormente la distanza tra palco e platea.
La scaletta completa di Macello ai Magazzini Generali del 20 ottobre
La serata si è sviluppata attraverso più ingressi, cambi d’abito, collaborazioni e momenti con la band. Ecco la scaletta del concerto, con gli ospiti indicati nei brani in cui erano coinvolti.
Primo ingresso
- Uccidermi/Drogarmi
- Mahatma
- Anna Oxa
- Pensieri cattivi (Scaccia)
- Tilt
- Streetcred
- Da solo (Kuremino)
- Essemagazine (strumentale)
- Bimbo Alcolizzato
- Botta di K. (Wayne)
- Ceo 2
- Circeo (Fiore)
- Tinky Winky (Fiore, Pitta)
- Ragazzini etero 2 (Pitta)
- Ragazzini etero 1 (Pitta)
- Investimenti a lungo termine
- Stupefatto (VillaBanks)
- Non cambieremo mai
Secondo ingresso
- Intro + Soldi fake
- Pressing (Enny P)
- Openspace (UNK)
- Crack al rocket (lancio di banconote)
- Benito e Clara (18K)
- Players Club 2026 (18K)
- Bosco Orizzontale (18K, Rayan e Intifaya)
- K.West (18K)
- Kiriku (18K)
Il momento How2basic e la parte finale
- How2basic (18K, con introduzione video e strumenti)
- DDW
- Nn sn te (18K, Pitta)
- Carne (18K, Pitta)
- Cocaine RMX (momento dedicato a Jordan Jeffrey Baby e lancio di magliette)
- Forse un giorno (strumentale, finta chiusura)
- Alla Fine (in mezzo al pubblico)
- Davvero (18K, chiusura)
Ai Magazzini Generali, Macello ha messo insieme la dimensione più rumorosa del suo live e quella più personale, senza rinunciare né alla provocazione né ai momenti di raccoglimento. L’entusiasmo per 18K, la partecipazione del pubblico e soprattutto il tributo a Jordan Jeffrey Baby hanno dato alla serata un’identità precisa, oltre la semplice successione dei brani.
Foto: sala stampa
Porta i concerti sul telefono: scopri AMI Live, l’app di All Music Italia





