Pagelle singoli dell’1 dicembre: Ultimo torna ad emozionare con un brano che esplode nel ritornello.
Le recensioni alle nuove uscite della settimana del nostro critico musicale

PAGELLE NUOVI SINGOLI dell’1 dicembre a cura del critico musicale di All Music Italia, Fabio Fiume.
Non sono tantissime le novità questa settimana. Forse il motivo è che tutto ciò che doveva uscire per il Natale è già fuori? Potrebbe. Così come potrebbe essere che ci si è voluti andare a scontrare con gli inediti di X Factor appena lanciati o, ancora, si stia aspettando la lista dei cantanti ammessi a Sanremo che Amadeus comunicherà domenica, perché così chi è in gara aspetta chiaramente Febbraio e chi non lo è si anticipa e fa uscire materiale? Tutto è possibile, certo. Sta di fatto comunque che alcune cose interessanti sono uscite ed io le ho come sempre ascoltate per voi. Ecco le pagelle di questa settimana.
NOTA
Vi ricordiamo che i voti delle pagelle di Fabio che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone.
Andando avanti nell’articolo si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordiamo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere positivo o negativo ma variabile e spiegato nella recensione stessa.
PAGELLE NUOVI SINGOLI 1 dicembre 2023
Subsonica – Adagio
Colonna sonora dell’omonimo film è un pezzo che in realtà è poco più di un’atmosfera, fra l’altro tipica dei lavori di Sollima, se si pensa alla serie Gomorra o Suburra ad esempio. Ci sono belle aperture anche se pervade il tutto questo senso d’ansia che, per capirlo e giustificarlo, forse bisognerebbe vedere il film.
Senza Voto
La Sad & Bnkr44 – Memoria
Quanto chiasso! Musica sparata, che pare qualcosa che gli Articolo 31 facevano 25 anni fa, condito di scariche elettriche e di effetti sulle voci che rendono tutto ancora più schizzato. Nel frattempo si sciorinano anni con fatti e casini che li hanno caratterizzati, ma quel che resta è solo il bordello messo in piedi. E quando termina il brano ti lascia come quelle feste che hai dato ma che una volta finite ti rendi conto che sei rimasto da solo a pulire.
Quattro=
⭐⭐⭐⭐=
Albe – Ultras
Tutto piuttosto sempliciotto, evidentemente nato chitarra e voce e poi deciso di arrangiarlo con effetti ritmici campionati e ripetuti. Perde tutto un po’ corpo così com’è enfatizzato fra echi “clap” ridondanti. Il testo è giusto per la sua giovane età, anche se cade in qualche prevedibilità di troppo. Dalla fine del suo percorso ad Amici, un paio d’anni fa, la voce non è maturata granché, restando piuttosto acerba e priva di un che di riconoscibile.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Dadà – Buon Natale a Ferragosto
Divertissement intelligente dal punto di vista del testo, che invita a prendere ogni momento della vita come qualcosa d’importante, comportarsi come se fosse Natale ogni giorno. Un po’ fricchettone invece l’arrangiamento e al quanto fuori contesto appare l’innesto della voce del fanciullo, non citato nemmeno nei crediti. Mi ha fatto pensare a Povia.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Tedua & Capo Plaza – Parole vuote
Con l’utilizzo della chiusura d’inciso del celeberrimo brano rivelatore di Laura Pausini, La Solitudine, questo pezzo ci regala un Tedua sereno e malinconico, anzi riflessivo direi, per un brano che musicalmente però è poco altro oltre un loop che si ripete ad oltranza. L’ingresso di Plaza poi riporta tutto sui soliti concetti “rapparoli”, triti e ritriti e di cui, sinceramente, non se ne sentiva proprio il bisogno. Piacerà sicuro ai seguaci del genere ma Tedua in particolare ha fatto molto meglio, molto di più.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Ermal Meta & Jake La Furia – Male più non fare
Mi ha fatto un po’ effetto Gemelli DiVersi, nel senso che su base danzereccia, qui con riferimenti precisi anni 80, si dividono le parti con Jake a rappare in modalità old school e Ermal invece che si prende le parti cantate che coincidono con l’inciso. Poi nella seconda parte però il pezzo va verso un’articolazione più particolare, con uno special ricco e funzionale in cui meta prende i giri su nuovi suoni synth ad arricchire l’arrangiamento votato alla ritmica. Non ce li avrei mai visti assieme, però, pur non gridando al miracolo, devo dire che la proposta è senz’altro accettabile… anche se Ermal mi ha abituato decisamente meglio, forse troppo.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Mina – Abban-dono
Dal nuovo “Dilettevoli Eccedenze Vol.2 “, cioè un disco di brani tenuti in panchina, o eliminati all’ultimo da tracklist degli album oppure non esaltati dalla promozione. Detto che la cantante ha sempre una pasta vocale eccezionale, una riconoscibilità che si girerebbero persino le statue sapendo di giustezza che quella voce è Mina, il pezzo è piuttosto fragilino.
Se non lo è dal punto di vista musicale, con queste atmosfere che si palleggiano accenti blues e jazz, lo è dal punto di vista proprio del motivo, nel senso che non è certamente una di quelle melodie che ti conquistano in maniera ancestrale, scavandoti nella coscienza. E’ un compito ben svolto e basta.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Sally Cruz – Tempesta
Contrastante la forza d’impatto che ha la voce di Sally che si spacca nell’inciso del brano con l’artificioso che invece comunica la scelta di mettere l’autotune su quella rabbia mista a sofferenza che si sarebbe raccontata meglio senza. Il pezzo è comunque potente. Bisogna solo prestare un po’ di attenzione al fatto che la velocità di parola non mangi la comprensibilità delle stesse. C’ è idea però, c’è verità, per questo ripeto: via la plastica!
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Mameli – Clandestino
Melodicamente Mameli ha trovato una buona linea da seguire, una strada che fa nostalgia ed evocazione per raccontare la scoperta dell’amore e del sesso e l’effetto che fa, a volte bellissimo, altre invece problematico. Qualche vocale da chiudere necessariamente perché condiziona addirittura la comprensibilità del testo. Eliminerei anche definitivamente gli effetti sulla voce, dato che adesso il nostro canta e non sembra nemmeno così malvagio. Forza pulcino, è arrivato il momento di prendere il volo.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Alexia – Sleigh ride
Perfettamente a suo agio fra campanacci e atmosfere festose, Alexia ricorda ancora una volta a tutti quale grande vocalist sia. Questa canzone estrapolata dalla riedizione del suo disco natalizio, che esce anche in vinile, è una chicca, qualcosa che è decisamente insolito trovare in altri album di genere. Si tratta di una versione che profuma esattamente di quegli anni, fine 50, inizio 60, in cui fu lanciata. Ottimo l’impasto corale. Certo si tratta di un brano con la data di scadenza incorporata, ma per il momento è senz’altro buono.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Canova & Giorgia – Se fosse vero
Il noto producer ed autore, arruola Giorgia per fornire le voci a questo suo progetto dance, breve ma convincente, piacevolmente carico da animare i dancefloor ma altrettanto leggero da andar bene anche per club più esclusivi dove ballare è solo una delle possibilità di socializzare. Fra l’altro Giorgia che col producer ha già lavorato in passato, qui non primeggia certo a grandi polmoni, essendo la sua voce lavorata e piazzata quasi in retrovia rispetto alla base, proprio come a dare una sensazione di qualcosa che è nell’aria ma che non è tangibile, forse non è nemmeno vera. Rende l’idea.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Emma & Lazza – Amore cane
Affascinante duetto che parte come sensuale ballata e poi acquista battuta ritmica. Lazza porta all’interno se stesso ma Emma non si trova spiazzata con uno stile che non le è certamente proprio. Ne esce con una consapevolezza vocale diversa, molto più morbida, con un colore forse mai fornito così prima. Funziona sotto ogni punto di vista.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Irene Effe – Mi libero dal male
Nuova vita artistica per Irene Fornaciari, compreso un nuovo nome d’arte. E ha cambiato proprio tutto, partendo proprio dall’approccio musicale che ha perso quel fare blues che le era proprio ma anche meno originale di quel che propone adesso. E’ un insieme di suoni che cavalcano l’elettronica e sensazioni tribali che lei ben cavalca con un arrangiamento vocale che è votato al ribasso, nel senso che non spinge quanto potrebbe, rifugiandosi in una lavorazione in doppia linea vocale, con cui mantiene forza ma comunicando anche morbidezza. Bel ritorno. Brava Irene
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Angelina Mango – Fila indiana
Dopo qualche pezzo consecutivo più scanzonato, Angelina si cimenta in una ballata scritta tutta di suo solo pugno. Lei rinnova questa capacità quasi da rapper di usare tantissime parole e farcele stare in spazi molto stretti. Un po’ di attenzione va raccomandata comunque verso la chiarezza di ciò che si dice: a volte troppe parole corrono il rischi di mangiarsi fra loro e fra i fiati e le inflessioni e cadenze dialettali che comunque sono abbastanza cifra stilistica di Angelina.
Il brano è comunque bello, sentito, viscerale. Rivela ancora, semmai ce ne fosse bisogno, la forza di questa giovane artista che sa raccontarsi in tanti modi, oltre quello emerso da Amici in poi. Chi, come me, aveva già ascoltato tanto prima, lo sa.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Ultimo – Occhi lucidi
Da quanto non mi piaceva così Ultimo? Da quanto avevo difficoltà a riconoscere una canzone dall’altra? Finalmente Niccolò, senza snaturarsi, senza rinunciare alla sua irruenza, riesce a trovare una nuova chiave stilistica. L’inciso esplode aperto ma controllato, senza dare quella sensazione ansiolitica che ultimamente era ingrediente base dei suoi crescendo. Qui non cresce, qui esplode d’improvviso. Buona la variazione e l’apertura melodica che porta poi all’ultimo inciso. Il risultato è la combinazione perfetta fra potenza ed intimità.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Appuntamento a settimana prossima con le nuove pagelle nuovi singolo.






