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Pagelle Nuovi Singoli 31 luglio: Rares (7½), Sethu (6½), G. Mineiro (3)

Nelle pagelle della New Music Friday sette bocciati su tredici brani.

Rares, Sethu, G. Mineiro, I Desideri e Lello Analfino nella copertina delle pagelle ai nuovi singoli del 31 luglio 2026
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NEW MUSIC FRIDAY 31 LUGLIO 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

CONSIGLIATO

RARES – BELLA GIORNATA

Indubbiamente il suo è uno dei migliori album italiani di questo 2026 e i singoli estratti lo confermano di volta in volta, ottimi sia nel suo contenuto totale sia estrapolati dal contesto più generale.

In questo caso, Bella Giornata riempie di gioia ascoltando questa canzone dalle melodie allegre, dai contorni positivi, dall’arrangiamento tutto sviluppato in maggiore.

Poi, però, leggi il testo e comprendi che siamo di fronte a una dolce malinconia, una di quelle che ti strugge nel pensare che questo dialogo stia avvenendo con il ricordo di qualcuno che era e che non è più, un fantasma della memoria che riaffiora, scortica la mente ma non la abbatte del tutto.

Rares ha raccontato quanto di più semplice esista ma nel modo più efficace possibile, con una scrittura non ricercata ma lineare e comprensibile da tutti. A completare il quadro c’è questo timbro che riesce a dare il giusto colore a ciò che si ascolta.

È il presente, speriamo possa essere il futuro del cantautorato in salsa itpop. Lo merita.

Voto: ★★★★★★★½


CONSIGLIATO

NIJI – CATTIVERIA

Non dormite, se amate il rap, su Niji perché ha una penna affilata e un modo di stare sulla base che è davvero di alto livello.

“Solo rap, solo hip hop” dice nel brano e si sente, si percepisce grazie a questa prod che profuma di old school e di talento, molto talento. A volte sembra Kid Yugi ma, comunque, ha qualcosa di attraente nel modo di rappare.

Come da titolo, si parla del male che alberga nella nostra società, nell’animo delle persone, nei dialoghi giornalieri, nelle azioni e in tutto ciò che possiamo immaginare. Una cattiveria che Niji riesce a estirpare dalla sua anima solo attraverso il rap, e lo dice anche, buttando fuori quel veleno che si porta dietro.

Un ragazzo del genere va salvaguardato, il rap ne può avere bisogno.

Voto: ★★★★★★★½


CONSIGLIATO

LELLO ANALFINO – CUNTAMI

La classica canzone siciliana che racconta la Sicilia (prendere appunti Delia Buglisi, grazie) e non vende sogni, come diceva il buon Roberto Carlino, ma solide realtà.

Realtà che profumano di mare, bruciano la pelle come fa il sole, vivono al ritmo degli strumenti tipici della musica folk popolare sicula. Lello Analfino, colonna della regione e volto dei Tinturia, canta ‘e cunta’ (racconta, trad.) della sua terra con, sullo sfondo, anche una flebile storia d’amore che serve da viatico per narrare ciò che la Sicilia ha da offrire.

La lingua è quella siciliana ma facilmente comprensibile da tutti, è quel giusto mix tra dialetto e italiano che rende il brano fruibile anche in altura, all’estremo nord, per chi ha voglia di ballare cinque minuti a ritmo di musica.

Voto: ★★★★★★★
7


CONSIGLIATO

SETHU – SETTIMANA

Il racconto di una storia sviluppata durante l’arco di una settimana, ogni settimana, dove c’è il solito tira e molla e il solito dramma del prendi e lascia che non ha soluzione di sorta.

Sethu è bravo, riesce a scrivere bene e, in questo caso, racconta anche qualcosa di estremamente semplice in una chiave quasi spensierata, sicuramente gioiosa se guardiamo alla produzione che è prettamente pop.

Il problema è che sono canzoni che non ricordi, sono blande e non hanno quel qualcosa che ti cattura più di tanto. Sethu ha un’immagine riconoscibile, è la sua musica a rimanere anonima nonostante il fatto che lui sia bravo.

Che sia un problema di produzioni? Con la sua voce e il suo timbro potrebbe spingere verso direzioni inesplorate, perché restare in questa comfort zone che non porta risultati di nessun tipo?

Il brano è carino, non si può dire il contrario. Manca solo di potenza, di carattere.

Voto: ★★★★★★½


CONSIGLIATO

MAIORANO – LESBIAN LOVE

La canzone raggiunge la sufficienza grazie solo ed esclusivamente all’arrangiamento, alla base, perché testo e cantato non sono adeguati alla bellezza di questa melodia ‘alla Nu Genea’, dunque funk fusion.

La parte più critica è il cantato che non è un cantato, sembra più un karaoke purtroppo e sicuramente un mix non adeguato su questo elemento ha influito, ma anche il testo è piuttosto scarno e senza appigli di un certo peso.

Il ritornello, soprattutto, quando si cita questo lesbian love, è totalmente anticlimatico perché sottintende una condizione sessuale mai totalmente esplicitata con chiarezza, sembra quasi un coming out forzato rispetto al concetto del “prima stavi con me e poi hai capito che ti piacciono le donne”.

Certe canzoni che nascondono dei sottotesti vanno raccontate con un costrutto diverso, efficace e non aleatorio come in questo caso perché il rischio è che ci si ritrovi di fronte a parole vacue e concetti inconsistenti.

Complimenti per la produzione, salva tutto il lavoro ed è da ascoltare per apprezzarla, il resto no.

Voto: ★★★★★★
6


CONSIGLIATO

r£d – TRAMA

Io non posso ritrovarmi, da ascoltatore, a dovere ringraziare chi ha caricato il brano per avere messo anche il testo. Non è possibile, da fruitore di musica, dovere avere obbligatoriamente il testo davanti gli occhi per capire ciò che viene raccontato.

Ma perché certi artisti scelgono di mangiarsi le parole quando rappano o cantano? Che utilità si prova nel sapere che chi ascolta non capisce cosa viene detto? “Eh ma è la moda” non è una giustificazione perché un artista o un’artista che insegue la moda e non il proprio cuore o la propria mente non è un artista, è uno fra tanti.

Detto ciò, DOPO avere letto il testo è necessario fare i complimenti per la scrittura a questa rapper, il brano ha uno storytelling molto profondo e intenso. La storia è la sua, parrebbe, e si incunea attraverso le pieghe di un rapporto tossico dove ci sono delle evidenti mancanze sotto il profilo psicologico e umano.

Chi viene raccontato dalla protagonista è una persona che non fa altro che alimentare la tossicità, non rendendosi conto che un passo indietro a volte è più salutare di una pressione costante con consigli non richiesti.

Quello che non va in questo brano è, per l’appunto, il cantato/rappato e l’eccessivo, quanto inutile, uso dell’autotune. Se ne poteva fare serenamente a meno per capire meglio le sfumature del timbro.

Voto: ★★★★★★
6


PAGELLE NUOVI SINGOLI 31 LUGLIO 2026 – I BOCCIATI DA AMI

BOCCIATO

ARIANNA – FUORISTRADA

Abbiamo già questo tipo di musica, di artiste, di canzoni e, anzi, ne abbiamo anche abbastanza sul mercato. Arianna è una wannabe popstar (non nel senso offensivo bensì legato al volerlo diventare ma ancora non ha raggiunto quel traguardo) e prova a proporre questo brano con produzione hyperpop sul quale canta come una cantautrice.

Potrebbe anche essere interessante come progetto alla lunga ma, al momento, il mercato è saturo di queste cose e riuscire a emergere è praticamente impossibile se non si ha alle spalle una struttura forte che ti spinge.

Le auguriamo il meglio ma questa canzone è una tra tante, non ci sono elementi per dire che abbia delle unicità da sottolineare.

Voto: ★★★★★
5


BOCCIATO

SAMAR – VOGLIA DI TE

Diversi problemi tecnici da sottolineare per questo brano, a partire dal mix. La voce ha un mix sproporzionato rispetto alla base che, invece, è stata mixata bene. Troppo reverbero, troppo eco, bisognava asciugare di più per rendere l’ascolto migliore al pubblico.

Il cantante è bravo ma rende molto di più quando viene coperto dalla chitarra elettrica nel ritornello, sulla strofa sembra quasi perda il controllo della situazione ma non stonando, semplicemente non riuscendo a tenere le note nel modo migliore. Sembra che le butti un po’ lì.

Il brano, poi, non è malaccio ma non è nulla di clamoroso, è un pop rock estivo che ricorda qualcosa di già sentito e risentito una ventina di anni fa, non suona nuovo.

Il suggerimento è di migliorare nella fase di mix, perché con un buon mix uscirebbe bene persino una canzone di Bello Figo, figuriamoci i Samar.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

FORMa – MORTAI

Questo brano non è brutto, è insipido. Ha una buona produzione, realizzata con cognizione di causa per esaltare quei suoni elettronici che si affiancano, quasi, a una vecchia trip hop anni 90 ma manca di mordente.

La caratteristica principale di questo tipo di suoni è quello di aprire le proprie ali a un certo punto, volare su tappeti di suoni che poco per volta diventano sempre di più e portano il suono quasi ad esasperarsi facendo viaggiare con la mente l’ascoltatore.

In questo caso, invece, il brano non si apre mai, non ha una forma adatta al genere che vuole proporre e resta un po’ lì con il dubbio di qualcosa che poteva essere e che non sarà.

Peccato, il potenziale del brano c’è ma manca l’idea finale, quel passo verso la gloria necessario.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

EVAN – KO

Non ci siamo, questo ragazzo con questa canzone lascia pensare che non ci sia ancora un’identità vocale chiara e un progetto interessante da proporre sul mercato.

Il cantato in mezzo corsivo è qualcosa fuori moda già da un annetto, è disturbante all’orecchio e, tra l’altro, se devo sentire qualcuno cantare in questo modo esistono già altri punti di riferimento nella musica italiana.

Per quanto riguarda il testo, è debole. Molto debole. Ci sono anche delle parti poco chiare in termini di location: prima si parla di andare a casa della ragazza, poi lui si perde nel soffitto di casa sua così, due secondi dopo che ha detto “spero di non perdermi nel tuo soggiorno”. Poi si parla di distanza proprio fisica e, nella seconda parte, si parla di lui che è praticamente sottone e che si lascia ‘usare’ sessualmente da lei.

Ma come, prima non la cercavi in altri letti? Com’è possibile che due secondi dopo lei sia nel tuo letto, non si sa come ci sia arrivata perché nello storytelling questa parte manca, e ti lasci usare?

È una canzone costruita bene melodicamente ma raccontata proprio male, non c’è un filo logico nel testo che ti faccia unire i puntini. Spiace.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

I DESIDERI – IL MIO REGALO

Un enorme abbraccio per la paternità a uno dei due Desideri, non sappiamo chi, e tanti auguri per una vita radiosa al nuovo arrivato.

Detto questo, il brano non è dei Desideri bensì dell’autotune. Se l’autotune avesse una forma fisica sarebbe quella di chi “canta” questa canzone. Domanda innocente: ma su un sentimento così bello e profondo, non era meglio cantare in modo asciutto per far trasparire tutto il cuore che gronda d’amore?

Così sembra che a grondare sia solo l’olio usato per gli ingranaggi di una qualche parte meccanica che dice cose ed è davvero un peccato perché il testo meriterebbe ben altra sorte.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

G. MINEIRO – E ALLORA

Non è una canzone, è un interlude annacquato per arrivare a poco meno di 2 minuti, ma viene spacciato come brano. Già questo la dice lunga su quanto sia cambiata la fruizione della musica al giorno d’oggi.

Non esiste un testo, sono solo due ritornelli ripetuti (non è uno scherzo) senza uno straccio di costruzione della forma canzone. Non c’è una strofa, non c’è un racconto, non c’è nulla. C’è un immaginario, quello sì, che è un aspetto del Brasile che arriva in Italia facendo scalo a Lisbona. Non c’è altro, davvero, è tutto qui.

Una canzone che non è una canzone e un testo che non è presente portano inevitabilmente a pensare che questa pagella equivalga a dieci minuti che si potevano impiegare per parlare di artisti con del costrutto, con uno studio accademico alle spalle o magari con del semplice talento tangibile e tradotto in musica e parole, capaci di proporre qualcosa. Cosa? Qualsiasi cosa, tutto sarebbe stato più utile di questo interlude spacciato per singolo.

Voto: ★★★
3


BOCCIATO

FRAN CESCO – UN GIORNO LONTANO

Questo brano è inudibile, ha un mix e un master che non si comprende come sia possibile che siano stati realizzati. Non è proprio possibile che un brano del genere venga pubblicato senza un controllo preventivo, senza che nessuno dica qualcosa a questo ragazzo per evitare che faccia non una brutta, bensì una pessima figura.

Ma com’è possibile che la base non esista, che ci sia solo la voce e, tra l’altro, neanche mixata bene con reverbero, eco, doppie voci messe totalmente a caso. Questo brano è inudibile, non va bene neanche per una pagella. Sembra una demo buttata lì senza attenzione, senza cura, senza un minimo di verifica sul lavoro svolto. Ma perché occupare gli spazi nei server con certe brutture tecniche, non era meglio verificare quanto fatto prima di premere OK sul tasto di caricamento della traccia online?

Certe cose, nel 2026, non sono giustificabili. La poca cura e attenzione verso il proprio lavoro non è giustificabile.

Voto: ★★
2


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