Paolo Belli rivisita i successi italiani in “La musica che ci gira intorno”
13 brani che si caratterizzano per lo "stile Belli", tra swing, jazz e latin.

Paolo Belli è tornato sul mercato discografico italiano con il suo nuovo album La musica che ci gira intorno.
L’album contiene alcune tra le più celebri hit italiane dalla fine degli anni Sessanta fino alla metà degli anni Novanta.
“Questa opera è un modo per ringraziare tutti coloro che in qualche modo hanno segnato la mia vita artistica e umana”
La musica che ci gira intorno (PB Produzioni / Artist First) esce a nove anni di distanza da Sangue Blues.
Il disco è prodotto da Paolo Belli e Fabrizio Brocchieri per PB Produzioni.
Paolo Belli per festeggiare i suoi 60 anni si è voluto fare un super regalo e dichiara:
“Questa opera è un modo per ringraziare tutti gli artisti che in qualche modo hanno segnato la mia vita artistica e umana”.
“Ho voluto rendere omaggio alla musica in stile ‘grande orchestra’ suonando questi pezzi come non ci si deve dimenticare di fare, nonostante io sia un amante delle nuove tendenze e del modo di eseguirle.
E sono contento di aver fatto esercitare la propria arte a dei super musicisti che collaborano con me da 30 anni e che, nonostante tutto, continuano e mi permettono di eseguire i brani esattamente come me li immaginavo”

Paolo Belli – La musica che ci gira intorno
Tutti i brani, eseguiti con la sua Big Band (composta da sedici elementi), hanno la caratteristica dello stile Belli, tra swing, jazz e latin.
Tra gli ospiti di Paolo Belli ci sono Arisa in Vorrei incontrarti tra cent’anni (Ron e Tosca), Stefano Fresi in Ma come fanno i marinai (Lucio Dalla e Francesco De Gregori) e il polistrumentista Juan Carlos Albelo Zamora in Che sarà (Josè Feliciano e Ricchi e Poveri) e La prima cosa bella (Nicola Di Bari e Ricchi e Poveri).
Nella tracklist anche L’italiano, successo di Toto Cutugno, Natale di Francesco De Gregori, La musica che gira intorno di Ivano Fossati e La voce del silenzio, di Tony Del Monaco e Dionne Warwick.
Per continuare con Futura di Lucio Dalla, Viaggi e miraggi sempre di De Gregori, Parlare con i limoni, perla di Enzo Iannacci, L’anno che verrà ancora di Dalla e Va bè (se proprio te lo devo dire) di Vasco Rossi.
LA MUSICA CHE CI GIRA INTORNO: TRACK BY TRACK
Paolo Belli presenta ogni brano scelto per comporre il suo nuovo album.
Il disco si apre con L’italiano:
“Per ricordare una famosa sera passata insieme, suonando e cantando, ma soprattutto imparando il jazz, assieme allo stesso Toto Cutugno, Enzo Jannacci, Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo”.
Si passa poi a Che sarà con Juan Carlos Albelo Zamora:
“Per anni la domanda che sarà della mia vita è stata, per me, un tormentone e ora, dopo aver raggiunto la soglia dei 60, questa canzone ha cominciato a darmi qualche risposta”.
La terza canzone è Ma come fanno i marinai con l’attore Stefano Fresi:
“Perché nella leggerezza di questa canzone è nascosta una grande verità del musicista”.
Ecco poi Natale:
“Quando l’ho interpretata per la prima volta a Telethon, qualche anno fa, ho sentito subito un qualcosa di forte e struggente, dolce e amaro, e l’ho sentita mia, in tutta la sua forza emotiva, e credo che la chiave swing le doni una leggerezza che rende le parole di De Gregori ancora più potenti”.
Quinta traccia, La musica che gira intorno:
“…saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro…, mai come oggi si deve ricordare a tutti, a me per primo, di abbattere quel muro”.
Sesto e ottavo pezzo, Vorrei incontrarti tra cent’anni con Arisa e Futura:
“Sono stati i primi brani (grazie a Telethon) in cui mi sono cimentato e piaciuto (perdonate l’immodestia) nel rivisitare dei brani storici e farli diventare Jazzy… (ricevendo anche i complimenti dallo stesso Lucio Dalla). Con questi arrangiamenti è cominciata la mia serenità nello smontare e rimontare brani meravigliosi e sentirmeli esattamente vestiti perfetti per il mio modo di esprimermi”.
Il settimo brano è La voce del silenzio:
“Questa canzone l’ho sempre amata, ma mai avrei immaginato di eseguirla in televisione e in un disco. È il giusto omaggio all’amicizia che mi lega a Carolyn Smith”.
La nona canzone è Viaggi e miraggi:
“Da sempre sono legato ai testi di De Gregori, questo è l’omaggio a colui che ha scritto un testo perfetto per chi fa la mia professione e allo stesso tempo perché sono legato a questa frase: ‘certi angoli del presente che fortunatamente diventeranno curve nella memoria…’”.
L’album prosegue con La prima cosa bella con Juan Carlos Albelo Zamora:
“Perché è una delle canzoni d’amore che canto spesso a mia moglie”.
Undicesimo pezzo, Parlare con i limoni:
“Perché per me Enzo Iannaci è, come Totò, John Belushi e James Brown, un maestro che mi accompagna e da cui apprendere. In questa canzone ci sono tanti pensieri che rappresentano il mio modo di pensare”.
Si passa poi a L’anno che verrà:
“La canzone che mi permette ogni volta di ricordare e sentire vicino Fabrizio Frizzi”.
L’album si chiude con Va bè (se proprio te lo devo dire):
“Perché devo tantissimo a Vasco, innanzitutto per avermi, allo stesso modo di Buscaglione e Carosone, insegnato a scrivere testi swing in italiano e per avermi ‘regalato’ il suo palco, per ben 2 tour”.
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