Paola Iezzi, Stessa Direzione: testo e significato del nuovo singolo in radio e in digitale da venerdì 10 aprile. Il brano è scritto dall’artista insieme a Riccardo Zanotti, frontman dei Pinguini Tattici Nucleari, a Raige e a Marco Paganelli. Arriva dopo i cinque sold out milanesi del live show iezz we can!!! e racconta una nostalgia luminosa, esplorando il legame invisibile che unisce due persone anche quando i loro percorsi si sono separati.
Il singolo (Columbia Records/Sony Music Italy) unisce la ricerca interiore a una produzione curata da Marco Paganelli (PAGA). L’arrangiamento gioca su un equilibrio preciso tra contemporaneità e richiami agli anni ’80, affidando al suono di un Juno-6 originale e al sassofono di Michele Monestiroli il compito di costruire un’atmosfera evocativa e cinematografica.
Il significato di “Stessa Direzione”
Il brano attraversa il tema della distanza senza mai cedere alla malinconia passiva. Paola Iezzi canta l’urgenza di riconnettersi con una parte della propria storia, trasformando l’attesa in consapevolezza. La connessione tra due persone diventa così un filo invisibile che resiste al tempo e alle scelte individuali, orientando i percorsi verso lo stesso orizzonte.
“L’idea centrale nella produzione è l’unione tra sonorità moderne, l’utilizzo dei sample della batteria e l’effettistica della voce, e sonorità dichiaratamente 80’s”, spiega il produttore Marco Paganelli. Un tappeto sonoro che sostiene un nuovo senso di libertà: la capacità di andare avanti portando con sé ciò che è stato, con uno sguardo aperto verso il futuro.
Questa dimensione emotiva prende forma anche nel videoclip ufficiale diretto da Paolo Santambrogio. Un vero e proprio on the road introspettivo girato in California, tra le strade di Los Angeles, le spiagge di Malibù e gli spazi aperti del deserto del Mojave, alla ricerca di qualcuno o, più probabilmente, di sé stessi.

Paola Iezzi, “Stessa Direzione”: il testo
Come stai?
che domanda stupida
non farla mai
come sto, non lo so
giorni sì, giorni no
capirai
si fa troppo presto a dire don’t cry
come i Guns, come I cure
me lo hai detto anche tu
ci sono storie vere solo di notte
stanotte
due destini che si prendono a botte
te lo giuro ti ho chiamato
ma il telefono è staccato
Ricordi quell’estate, le bombe, i raggi laser
noi due
che partivamo da zero
canzoni sulle scale
un pianto poi risate
poi su
quasi non sembrava vero
siamo solo anime perse
non si dirti neanche dove
come due strade diverse
ma nella stessa direzione
nella stessa direzione
Dove vai?
la domanda giusta da non fare mai
se si spengono i flash
rimaniamo io e te
in stand by
senza più memoria, senza gigabyte
ma che luna che c’è
è più chiara di te
ci sono storie nere come la notte
stanotte
sembra fatta per cercare
risposte
te lo giuro c’ho provato
per l’amore disperato
Ricordi quell’estate, le bombe, i raggi laser
noi due, che partivamo da zero
canzoni sulle scale
un pianto poi risate
poi su
quasi non sembrava vero
siamo solo anime perse
non so dirti neanche dove
come due strade diverse
ma nella stessa direzione
È stato bello imparare
a buttarsi nel vuoto
litigare, fare pace
litigare di nuovo
è stato bello sorridere
in questo mondo di vipere
ci sembrava impossibile
impossibile
Ricordi quell’estate, le bombe, i raggi laser
noi due, che partivamo da zero
canzoni sulle scale
un pianto poi risate
poi su
quasi non sembrava vero
siamo solo anime perse
non so dirti neanche dove
come due strade diverse
ma nella stessa direzione
nella stessa direzione











