5 Aprile 2026
Condividi su:
5 Aprile 2026

Canzonissima 2026, terza puntata: le pagelle da Elio e le Storie Tese a Fabrizio Moro

I voti al connubio canzone + interprete nella serata dedicata ai brani simbolo delle carriere in gara.

Gli artisti in gara nella terza puntata di Canzonissima 2026 su Rai 1
Condividi su:

La terza puntata di Canzonissima 2026 porta sul palco di Rai 1 una sfida diversa dalle precedenti. Niente cover, niente omaggi ad altri artisti: questa sera ognuno dei dodici concorrenti si misura con se stesso, riportando in scena il brano che ha segnato una svolta nella propria carriera.

Il tema scelto da Milly Carlucci è “La canzone simbolo – La svolta”, e già solo guardando la lista degli abbinamenti si capisce che il livello è alto. Quattro brani vincitori del Festival di Sanremo, un pezzo che ha fatto la storia del pop italiano, una canzone che ha cambiato le regole del gioco. Ecco le nostre pagelle in tempo reale.

Nota: i voti esprimono una valutazione sul connubio canzone + interprete, non sull’artista in senso assoluto.

ARISA – Sincerità

Appare strano pensare di dover assegnare una canzone di Arisa alla storia della musica italiana e che questa non sia quel gioiello de La notte. Sincerità è una canzone deliziosa ma che gioca molto sulla leggerezza e sull’effetto retrò, musicalmente e vocalmente. Rosalba ha fatto una brutta esibizione? No. È apparsa limitata e affaticata dalla coreografia nel cantare il suo primo successo? Sì.

Voto: 6,5

FAUSTO LEALI – A chi

Fausto Leali è un 81enne che se la canta ancora, eccome, ma A chi non è una canzone che racchiudeva nel suo graffio e nel suo salire in alto come un urlo disperato al cielo gran parte della sua magia. Questa sera non è arrivata. E forse la scelta del brano ha pesato più della voce.

Voto: 7

FABRIZIO MORO – Pensa

Probabilmente è già sulla carta la canzone che si merita di essere portata avanti nel tempo e tramandata alle nuove generazioni. Lo meriterebbe per l’argomento che tratta, per la scrittura e per la lucidità del racconto. Peccato che questa sera sul palco ci sia anche una Caruso con cui fare i conti ma questa canzone è una lezione per i ragazzi di oggi: canzoni con qualcosa da raccontare su storie che ci appartengono pur non avendole vissute sulla nostra pelle.

Voto: 8,5

JALISSE – Gloria

Il duo sceglie di non cantare il proprio brano simbolo, nonché ahimé unica canzone loro conosciuta al grande pubblico, Fiumi di parole, ma il celebre brano di Umberto Tozzi che ha dato il via al loro connubio. La voce di Alessandra è cristallina e bellissima, il suo problema è sempre stato trovare canzoni che non sembrassero ancorate al passato o che almeno non la buttassero in un mondo musicale oggi difficile da ricreare. Fabio fa il suo ma è chiaro che è lei la fuoriclasse del duo. Su questo brano però non bucano particolarmente.

Voto: 5,5

VITTORIO GRIGOLO – Caruso

Gioca di interpretazione su uno dei capisaldi della musica italiana, uno di quei brani capaci di essere internazionali nonostante sia radicato nel cantautorato di Lucio Dalla. Vittorio ovviamente gioca molto sulla parte lirica del brano e ne esce vincitore.

Voto: 8

ELETTRA LAMBORGHINI – Musica (e il resto scompare)

Elettra è migliorata rispetto al 2020? No. È anche fissa con lo sguardo sul gobbo per il testo. È di una simpatia unica e travolgente ma canta perché le piace, non per necessità. Interiore o economica.

Voto: 5

LEO GASSMANN – Vai bene così

La canzone con cui Leo ha vinto Sanremo Giovani e, probabilmente, la più riuscita del suo repertorio o meglio la più a fuoco sulla sua voce. Qualche errore negli attacchi e qualche problema di intonazione che non passa inosservato. Nota a margine: la giuria lo fa tornare sul discorso figlio d’arte, sbagli meno tollerati, ma sarebbe ora di staccarsi da questo storytelling e semplicemente scegliere canzoni adatte alla sua voce.

Voto: 6,5

MALIKA AYANE – Feeling better

Malika torna all’inglese con il suo primo successo. Interprete e autrice spesso sottovalutata, con diverse perle nel repertorio (tra queste Stracciabudella). Leggera e spensierata in questo brano, con ballerini e fischio finale che tanto fece impazzire le radio. Malika però, per noi almeno, fa la differenza su altri brani.

Voto: 6,5

MICHELE BRAVI – Il diario degli errori

Michele dice il vero. Questa canzone, intatta nella sua bellezza, è cambiata con lui nell’interpretazione: è rimasta bella ma ha una maturità diversa. E pensare che c’era chi, prima che fosse presentata al Festival, diceva che forse non apriva abbastanza. Apre eccome, le orecchie di chi ascolta e ne cattura l’attenzione. Qualche imprecisione e sbavatura, ma non cambia il senso.

Voto: 8,5

ELIO E LE STORIE TESE – La terra dei cachi

Qui il voto rappresenta questa pagella: canzone più interpreti. Ogni volta che si ascolta La terra dei cachi sembra sia stata scritta oggi. Ogni volta che la si ascolta è un’interpretazione diversa, unica. Che musicisti.

Voto: 9

IRENE GRANDI – Bum bum

Irene non sceglie La tua ragazza sempre ma il suo primo vero successo, quella Bum bum che la fece conoscere come la ragazzaccia del pop rock italiano. La grinta rimane inalterata per la cantautrice, ma questa nuova veste della canzone la penalizza.

Voto: 6,5

ENRICO RUGGERI – Mistero

Il repertorio di Ruggeri abbonda di belle canzoni: da Peter Pan a Contessa con i Decibel, da I dubbi dell’amore a Polvere. Enrico sceglie però quella della sua vittoria da solista a Sanremo, Mistero: rock quasi trent’anni prima della vittoria dei Maneskin, con una costruzione non semplice, innovativa e unica per diverse caratteristiche. Un’esibizione che non richiede perfezione – come il rock stesso – ma energia e timbrica unica. Cose che ad Enrico non mancano.

Voto: 7,5

PAGELLA AL PROGRAMMA

Rispetto alle puntate scorse il programma, anche grazie alle assegnazioni di brani che fanno parte della storia degli artisti in gara, punta più delle precedenti sul fattore storytelling, con i concorrenti a raccontare gioie, paure e cadute. Un segnale che il grande show del sabato sera ha fallito in un certo senso. La giuria non è sicuramente peggio del programma concorrente, all’insegna delle polemiche, ma nemmeno adatta allo show: troppi luoghi comuni (“Potresti cantare anche l’elenco telefonico”) ed eccessivi buonismi, ad eccezione di Mister No che ha le idee chiare su cosa vuole dalla sua partecipazione al programma.

Voto: 5