C’è una nuova generazione di producer italiani che non arriva per hype o scorciatoie digitali. Arriva dopo anni di studio, disciplina e scelte precise. Noya è uno dei casi più interessanti: classe 2003, formazione accademica solida e una serie di crediti che, in pochissimo tempo, lo hanno portato al centro dell’industria musicale italiana.
Mattia Villano, in arte Noya, è un producer campano originario di Roccapiemonte, in provincia di Salerno. Cresciuto tra musica classica e produzione contemporanea, rappresenta una delle figure più strutturate e credibili della nuova scena italiana.
noya – Dalla provincia al Conservatorio, senza scorciatoie
Figlio di Ciro Villano, attore, regista, produttore e sceneggiatore, si avvicina alla musica in modo precoce e naturale. A soli tre anni inizia a suonare il pianoforte, mostrando fin da subito un raro orecchio assoluto. Parallelamente studia violino, mantenendo la musica come filo conduttore costante del proprio percorso.
Una crescita che passa anche da una scelta netta: il Conservatorio. Noya si laurea a 21 anni in Composizione di Musica Elettroacustica, costruendo un’identità che tiene insieme scrittura, ricerca sonora e visione produttiva. Un equilibrio che oggi si riflette chiaramente nel suo modo di lavorare.
Le prime collaborazioni e l’ingresso nella scena dei producer italiani
I primi passi arrivano dalla scena napoletana, collaborando con Francesco Da Vinci, Cecchy e Hal Quartier. Un passaggio fondamentale, che trasforma lo studio in un laboratorio reale e apre la strada a lavori sempre più rilevanti.
Il salto arriva rapidamente: il suo nome compare nei crediti di LDA e Aka 7even, fino alla firma di un contratto di publishing con Thaurus e di co-publishing con Junior K. Una scelta che lo inserisce stabilmente in uno dei network creativi più influenti della scena italiana.
da Sanremo a kid yugi
Il percorso lo porterà anche sul palco più esposto della musica italiana. Noya parteciperà al prossimo Festival di Sanremo come producer, risultando il più giovane della storia della kermesse dopo Michelangelo.
Firma infatti il brano Poesie Clandestine, realizzato insieme a LDA e Aka 7even. Un dato che va oltre la curiosità anagrafica: Sanremo resta uno dei banchi di prova più complessi anche per chi lavora dietro le quinte.
Un passaggio decisivo arriva con l’album Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi. Noya cura quattro tracce chiave – Eroina, Amelie, Chuck Norris e Per te che lotto – che debuttano immediatamente ai vertici delle classifiche.
L’album conquista il primo posto in classifica FIMI, certificando un risultato che racconta bene la sua traiettoria: crescita rapida, ma mai improvvisata.
Noya è inoltre coinvolto in alcune tracce del joint album di LDA e Aka 7even, Poesie Clandestine, in uscita il 6 marzo. Un progetto che consolida un asse creativo già rodato e conferma una presenza sempre più centrale nei crediti che contano.











