Venticinque anni fa, nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, la polizia fece irruzione nella scuola Diaz-Pertini di Genova, dove dormivano i manifestanti del G8. Quella notte è oggi l’unico episodio della storia repubblicana per cui l’Italia è stata condannata due volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per tortura. Nel giorno dell’anniversario esce il videoclip di Balliamo, il nuovo brano dei Neartica, duo che quella notte non poteva ricordarla: nel 2001 nessuno dei due era nato.
Cosa successe alla Diaz e cosa hanno stabilito i giudici
La scuola era stata messa a disposizione dal Comune come dormitorio e centro stampa per chi partecipava alle manifestazioni contro il vertice. L’irruzione si concluse con decine di feriti e 93 fermi, poi annullati. Le armi che avrebbero giustificato il blitz, due bottiglie molotov, risultarono portate dall’esterno.
Nel 2012 la Corte di cassazione ha definito quelle violenze «non giustificate» e di finalità «punitiva, vendicativa», esercitate contro persone disarmate, addormentate o con le mani alzate. La stessa sentenza rilevava che i fatti sarebbero stati qualificabili come tortura, ma che il reato non esisteva nel codice penale italiano: furono perseguiti come lesioni, e si prescrissero.
Su questo è intervenuta due volte Strasburgo. Nel 2015, con la sentenza sul ricorso di Arnaldo Cestaro, che alla Diaz aveva 62 anni e riportò diverse fratture, la Corte europea ha condannato l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione, il divieto di tortura, definendo il problema «strutturale». Nel 2017 la condanna è stata ripetuta per altri 29 ricorrenti. Il reato di tortura è entrato nell’ordinamento italiano solo nel luglio 2017, sedici anni dopo Genova.
Balliamo, il brano dei Neartica
Su questa materia si muove Balliamo, quarto singolo dei Neartica, progetto nato dall’incontro tra Giordana Sanfilippo (voce e piano) e Francesco Pio De Filippis (voce e produzione), che firmano insieme il testo. Il videoclip esce oggi su YouTube, il brano arriva sulle piattaforme digitali il 31 luglio.
La costruzione ritmica è la parte più riuscita: le percussioni ricalcano il suono degli scudi dell’antisommossa, e il ballo del titolo funziona al contrario, come figura di una violenza chiusa in uno spazio senza uscita. Il duo lo dice esplicitamente, il brano parla del blitz in un luogo dove le persone si erano ritirate per dormire.
Il passaggio più interessante è però nella dichiarazione con cui i due accompagnano l’uscita, perché mette a fuoco la posizione da cui guardano a un fatto che non hanno vissuto:
“La nostra generazione, crescendo, ha appreso l’irrilevanza della propria voce. Manifestare pubblicamente e fisicamente il nostro disagio ci ha sempre ripagati con violenza. Per quanto anagraficamente distante da noi, il G8 di Genova condensa una trama che abbiamo imparato a conoscere e riconoscere, l’abuso dello stato e delle forze dell’ordine come risposta allo scendere in piazza. I manifestanti riuniti a Genova erano persone che non chiedevano nulla per se stessi. Credevano che un mondo migliore, dove la globalizzazione non dovesse coincidere con sfruttamento di persone e risorse naturali, fosse possibile. Quello che si è consumato alla Diaz e Bolzaneto è stata la sola risposta delle istituzioni. A distanza di 25 anni, continuano a riprodursi gli stessi meccanismi, in una società a cui viene imposto di negoziare la propria libertà con la sicurezza. Crediamo che Genova 2001 sia un reperto storico di cui si parla troppo poco, le sue dinamiche sono una lente importante per il nostro presente.”
Vale la pena notare cosa comporta questa scelta per un progetto emergente: i Neartica hanno tre singoli alle spalle e un pubblico ancora piccolo, e usano la quarta uscita per un brano su Genova 2001 invece che per qualcosa di più immediato.
Genova 2001 e la musica italiana
Il G8 ha lasciato una traccia lunga. I Modena City Ramblers ci sono arrivati con La legge giusta, in Radio Rebelde del 2002, che si apre con la voce reale di un ispettore registrata negli scontri. I 99 Posse hanno scritto Mai più io sarò saggio, Francesco Guccini Piazza Alimonda, i Subsonica Sole silenzioso. Nel 2002 il Comitato Piazza Carlo Giuliani raccolse decine di brani nel disco Piazza Carlo Giuliani ragazzo. Più avanti sono arrivati Willie Peyote con 1312 e Moder con Carlo Giuliani, insieme a Tormento e Dutch Nazari.
Per anni la memoria di quei giorni è passata soprattutto dalle canzoni e dal cinema più che dal discorso pubblico. Quello che cambia adesso è chi la racconta: non più chi c’era, ma chi la eredita.
Balliamo arriva da lì, ed è il motivo per cui merita un ascolto oltre i numeri del progetto che lo firma.











