Laura pausini – Yo Canto 2: la tracklist completa
Oye mi canto (Gloria Estefan, 1989) con Michael Bublé
Il disco si apre con un duetto che guarda alla dimensione internazionale del progetto. Michael Bublé è uno degli artisti più riconoscibili del pop adulto contemporaneo, capace di riportare il linguaggio dei grandi crooner in una chiave moderna e trasversale. La sua carriera, costellata di Grammy Awards e di successi globali, lo ha reso un ponte naturale tra tradizione e mainstream.
La scelta di Oye mi canto, brano simbolo del repertorio di Gloria Estefan, assume così un valore preciso: aprire Yo Canto 2 con una dichiarazione d’intenti, mettendo in dialogo due mondi che da anni si incrociano nella musica di Laura Pausini.
Gracias a la vida (Violeta Parra, 1966) con Nahuel Pennisi
Per affrontare uno dei brani più importanti della storia della musica latinoamericana, Laura Pausini sceglie Nahuel Pennisi, cantautore argentino noto per la sua sensibilità acustica e per un approccio alla scrittura profondamente legato alla tradizione popolare.
La sua presenza dà ulteriore peso a Gracias a la vida, canzone-manifesto firmata da Violeta Parra, che nel tempo è diventata molto più di un brano: un patrimonio culturale condiviso. Il duetto si muove quindi su un terreno delicato, dove rispetto e intensità contano più di qualsiasi reinterpretazione spettacolare.
Pausa (Izal, 2018) con Mikel Izal
Con Mikel Izal, voce storica degli Izal, Yo Canto 2 si sposta verso una sensibilità più recente. La band spagnola è stata una delle realtà più rilevanti dell’indie pop iberico degli ultimi anni, capace di intercettare un pubblico ampio senza rinunciare a un’identità riconoscibile.
Pausa porta nel disco una dimensione più intima e contemporanea, mostrando come il progetto non sia solo un omaggio al passato, ma anche un dialogo con la scrittura latina più vicina al presente.
Eso y más (Joan Sebastian, 2006) con Yami Safdie
La presenza di Yami Safdie introduce nel disco una voce che rappresenta la nuova generazione del pop latino. Cantautrice argentina, negli ultimi anni si è distinta per un linguaggio diretto e per una scrittura emotiva, spesso costruita su fragilità dichiarate e su un rapporto molto personale con il pubblico.
Il duetto su Eso y más mette a confronto due mondi distanti per età e percorso, ma uniti da un’idea comune di canzone sentimentale, dimostrando come certi temi restino trasversali al tempo.
Cuando nacen amores (Ricardo Montaner, 1992) con Ricardo Montaner
Qui il progetto assume una dimensione quasi filologica. Ricardo Montaner è una delle voci più riconoscibili della canzone romantica latina, con una carriera che attraversa decenni e generazioni, e che ha influenzato profondamente il pop in lingua spagnola.
Tornare a Cuando nacen amores, cover a sua volta della nota Quando nasce un amore di Anna Oxa, insieme al suo interprete originale significa riportare il brano alla sua origine emotiva, trasformando il duetto in un passaggio di testimone più che in una semplice collaborazione.
Yo Canto 2 – Tracklist completa
- Oye mi canto (Gloria Estefan, 1989) con Michael Bublé
- Hijo de la luna (Mecano, 1986)
- Mi historia entre tus dedos (Gianluca Grignani, 1995)
- Hasta la raíz (Natalia Lafourcade, 2015)
- Bachata rosa (Juan Luis Guerra, 1990)
- Gracias a la vida (Violeta Parra, 1966) con Nahuel Pennisi
- Mariposa tecknicolor (Fito Páez, 1994)
- Pausa (Izal, 2018) con Mikel Izal
- Antología (Shakira, 1995)
- ¿Por qué te vas? (Jeanette, 1974)
- Cuando nadie me ve (Alejandro Sanz, 2000)
- Eso y más (Joan Sebastian, 2006) con Yami Safdie
- Hoy (Gian Marco, 2003)
- El talismán (Rosana, 1996)
- Turista (Bad Bunny, 2025)
- Livin’ la vida loca (Spanglish version) (Ricky Martin, 1999)
- Cuando nacen amores (Ricardo Montaner, 1992) con Ricardo Montaner
- El patio (Pablo López, 2017)
Yo Canto 2 – Deluxe
- No soy una señora (María José, 2009)
- Entre sobras y sobras me faltas (Antonio Orozco, 2020)
- Cuando nacen amores (solo version) (Ricardo Montaner, 1992)</l
Insomma, accanto ai duetti, Yo Canto 2 include brani firmati da artisti che hanno segnato la musica di Paesi diversi, da Juan Luis Guerra a Shakira, da Alejandro Sanz a Bad Bunny. Una scelta che racconta l’ampiezza dello sguardo di Laura Pausini, capace di muoversi tra tradizione e presente senza forzature.











