18 Dicembre 2014
di Direttore Editoriale
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18 Dicembre 2014

ESCLUSIVA: vi raccontiamo “Un filo d’odio” il lato oscuro dell’amore secondo ROMINA FALCONI

AllMusicItalia vi racconta in ESCLUSIVA "Un filo d'odio",l'Ep che chiude la trilogia di Romina Falconi,svelandovi aneddoti inediti, la tracklist e curiosità

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Domani uscirà in tutti gli store di musica digitale Un filo d’odio, l’Ep che chiude la trilogia musicale di Romina Falconi cominciata ad inizio 2014 con Certi sogni si fanno e continuata a maggio con il secondo Ep, Attraverso.

All Music Italia ha il piacere di potervi svelare in anteprima quali sono le canzoni che compongono la nuova fatica musicale di Romina e non solo, avendo vissuto la nascita di questo nuovo Ep da vicino, possiamo raccontarvi tutto quello che c’è dietro alla creazione di un progetto così articolato che ha richiesto più di un anno di lavoro nella sua completezza..
Continuate a leggere per scoprire quanta fatica “non visibile” si nasconda dietro a quelle cinque “semplici” canzoni che da domani potrete ascoltare e scaricare negli store digitali.

Scopriamo subito le carte. Il sottoscritto ha conosciuto Romina casualmente qualche mese fa nel momento in cui uscì il suo primo Ep. Quelle canzoni conquistarono unanimamente la redazione di All Music Italia per la loro freschezza e per dei testi molto diversi da quelli che siamo abituati a sentir cantare alle “donzelle” della musica italiana. Per questo la cercai per un intervista. Lei si dimostrò molto disponibile… entusiasta. Da lì nacque col tempo anche una vera amicizia.
Per farvi capire quanto la Falconi sia un’artista grata a se stessa, alla vita, alle persone che lavorano con lei e a quelle che la seguono vi basta sapere qual è la parola che ripete più spesso al punto che il sottoscritto spesso le urla “ma bastaaaaaaa!!!!”…. Grazie. Questa è la parola che Romina ripete in continuazione alle persone, qualcuno potrà pensare che è la parola più semplice e scontata del mondo, io rispondo “magari…“, vi assicuro che non lo è, soprattutto nel mondo degli artisti e della musica. Grazie è una parola che troppi si dimenticano spesso di pronunciare. Non Romina.

Questa introduzione è per mettere subito in chiaro il taglio del mio articolo, scritto da qualcuno che stima quest’artista ma non per questo è pronto a affermare che qualsiasi cosa lei faccia gli piace, anzi sono sempre “generoso” di critiche nei nostri confronti diretti.
In queste righe vi racconterò le storie delle nuove canzoni che, in alcuni casi, ho visto nascere ma non solo… voglio portarvi con me dietro le apparenze, i sorrisi promozionali e i comunicati stampa che seguono la nascita di un disco, voglio andare a fondo e farvi capire quanto sangue e sudore c’è dietro alla nascita di un album, e che la Falconi più di altri sanguina parecchio (suda non mi sembra carino dirlo… parliamo pur sempre di una signora!).

Un Filo d’odio chiude la trilogia Certi sogni si fanno Attraverso Un filo d’odio e lo fa cantando il lato oscuro dell’amore, quello che raramente viene messo in musica… si perché dalla confessione maniacale dei pensieri proibiti e segreti di una donna che s’invaghisce di un uomo perdutamente cantati nel primo singolo Maniaca passando per l’elenco delle persone di cui è meglio fare a meno nella vita de La Lista nera nei testi, sempre molto ricercati, di Romina non ci sono filtri, censure o paure… la musica di Romina Falconi è ragionata ma istintiva al tempo stesso, ma mai plastificata.

Ecco quindi le canzoni che compongono questo terzo Ep; Ve le racconto per come sono nate, dal punto di vista privilegiato di chi più volte si è seduto ad un tavolo con lei di fronte ad un buon bicchiere di vino rosso, e si è ritrovato ad ascoltare le emozioni e le sensazioni che passano attaverso ognuna di loro:


UN FILO D’ODIO

Il testo con la carica erotica più alta tra tutti brani che la Falconi ha scritto nella sua carriera.
Un brano talmente intimo che ho visto Romina imbarazzata fino all’ultimo, quasi incerta della sua capacità di riuscire ad inciderlo.
Parla dell’attrazione tra due persone e di una piccola verità che spesso ci sfugge: perché ci sia la passione tra due persone è sempre importante che ci sia anche una punta di disprezzo. Quando si dice che due persone diventano come fratello e sorella è proprio perché quel filo d’odio viene a mancare sostituito dalla tenerezza. È un istantanea di una persona che non riesci a comprendere fino in fondo e proprio per questo si fa odiare ma appena ti spoglia fa scomparire ogni tua difesa. Il brano è prodotto da Filippo Fornaciari e Nicola Di Già.


HAI VINTO TU

È la dichiarazione di una resa alla fine di una storia. Quando una storia finisce le due persone non si rialzano tutte e due nello stesso momento, c’è sempre uno dei due che il dolore se lo trascina dentro per più tempo, forse perché in quell’amore ci aveva riposto più speranza, è la persona che costruiva un futuro e se lo vede mandare in frantumi improvvisamente mentre l’altro si è imposto di sopravvivere comunque. Prodotta da Filippo Fornaciari e Keen.


LA LISTA NERA

Un elenco di persone da evitare come la peste. E’ una canzone che non ha un’identità sessuale. Tutti donne o uomini abbiamo avuto a che fare con almeno un paio di questi luoghi comuni in carne ed ossa… le persone che quando tu dici loro “Ti amo” ti rispondono “Grazie”, quelli che ti lasciano perché “Ti amano troppo” e poi ripuliscono il pugnale con un “restiamo amici…”. E’ una canzone schietta, politicamente scorrette, senza mezzi termini. Nella vita di tutti noi ci sono persone che vanno mandate nella lista nera. In fretta e senza nemmeno passare dal via. La produzione è di Keen con l’apporto di The Long tomorrow.


MISTER NO 

L’occasione persa, il fiore che non è stato colto e che ci rimane sul groppone al punto che ogni volta che lo/la rivediamo ci fa andare in corto circuito testa e cuore facendoci tornare adolescenti. È la dichiarazione d’amore silenziosa, quella che tieni dentro perché vive in un mondo solo tuo e pronunciarla ad alta voce non solo non cambierebbe niente, ma spezzerebbe l’incantesimo.
Mister No (prodotto da Filippo Fornaciari e Keen) è uno dei brani preferiti di Romina ed è quello su cui ci siamo ritrovati al telefono a confrontarci per ore. Romina si era spinta molto in là con questo testo. Era una canzone che teneva nel cassetto da anni, e sentiva fosse giunto il momento giusto per farlo venire alla luce, era un’urgenza. Ora o mai più.
Al telefono mi aveva cantato l’inizio del brano che faceva esattamente così: “Questa festa mi sembra un grande giardino, coi fiori, le rose e poi ecco il banano…
La mia reazione è stata più o meno questa: “Il Banano? Il Bananooooo??? cos’è il banano????? Te l’ha suggerito per caso Leone Di Lernia?”. Romina stessa aveva dei dubbi sul fatto che la frase fosse un po’ “forte”, io glielo ho confermato… “scrivimi pure che la vita mi fa il culo grande come il Duomo, ma “il Banano” no! E’ trash… mettilo nella traccia fantasma, inseriscilo in un testo che scrivi per la XXXXXXXXXXXXXX, ma in Mister no proprio no!”. Alla fine del confronto l’ho avuta vinta io e ci siamo trovati d’accordo che Adamo era molto più desiderabile (almeno spero…) del banano.


MANIACA

Pezzo di punta del disco. Romina voleva andare oltre lo stereotipo della musica italiana al femminile che rappresenta la donna sempre come un essere cosparso di romanticismo e cuoricini scarabocchiati su di un foglio. Voleva rappresentare le fantasie vere di una donna quando è davvero presa da qualcuno,”infragolata” come dice lei, fantasie che non sono poi molto diverse da quelle di un uomo. Prodotta da Max shrek, è la canzone che ha fatto passare a tutto il team di produzione il maggior numero di notti insonni, chiudendo e riaprendo il pezzo più di una volta fino a che non suonasse perfetto a tutti.


Ecco le canzoni che compongono la parte conclusiva del primo progetto musicale di Romina Falconi. E dietro questo lavoro credetemi ci stanno un sacco di persone che si sono letteralmente fatte il culo grande quanto il duomo.
Ed il motore di questo team di lavoro è Romina. Una macchina da guerra tenace e sicura, ma sempre disposta al confronto con gli altri.

Dietro ad ogni canzone ci sono provini, incisioni, nottate in studio di registrazione, tracce audio buttate nel cestino e rifatte fino a raggiungere quello che senti dentro, il risultato che vuoi ed è ben chiaro nei tuoi pensieri, ma che non sempre è facile trasformare in realtà.

La rivelazione sconvolgente di questo articolo, roba che Vanity Fair ci farebbe copertina e titolo immediatamente è che ROMINA FALCONI è realmente una MANIACA. Una maniaca del suo lavoro… è un’operaia della musica. Sì perché, se in molte persone persiste l’idea che gli artisti siano dei privilegiati (e in parte lo sono più che altro per il fatto che il loro lavoro è fare quello amano realmente) ma i veri privilegi in realtà. economici e sociali, li hanno solo gli artisti che dominano le classifiche di vendita. La Falconi è un’operaia della musica perché la fatica fisica e mentale che c’è dietro ad i suoi progetti è molto più vicina a quella di un lavoratore in fabbrica che a quella di una diva.

Romina passa notti insonni a pensare a come fare le cose, quando farle e qual è il modo migliore per farlo. Nei suoi lavori c’è una cura dei testi che è particolare, maniacale per l’appunto…  appunta frasi ovunque, di colpo la vedi partire con quella che probabilmente era la stessa faccia di Einstein di fronte alla teoria della relatività, e cercare una penna e un foglio, un fazzoletto, una pietra… qualsiasi cosa su cui appuntare l’idea prima che le sfugga.
Romina ha un suo team di lavoro che la segue perfettamente eppure non riesce a fermarsi, non si gode mai il momento… organizza il suo video, cerca i particolari che vanno accentuati, non dorme la notte finché non è sicura che ci sia la location giusta, che tutto sia pronto, che nessun dettaglio possa sfuggirle all’ultimo minuto e quando il video è finito e potrebbe rilassarsi un attimo… niente, sta già pensando a come, quando e dove far uscire il video.

Ecco è il lavoro che si nasconde dietro a quelle cinque canzoni che da domani potrete ascoltare, canzoni che durano al massimo quattro minuti l’una e che, forse per questo, forse per un(anti) cultura tipicamente italiana penserete siano solo canzonette che non meritano i pochi euro che dovreste spendere per possederle e poterle ascoltare.
E qui vi sbagliate credetemi… qui non ci sono santi in paradiso, non ci sono talent show che producono e svolgono loro tutto il lavoro… non ci sono nemmeno grandi radio che ti trasmettono, a prescindere da quello che tu canti, almeno 7/8 volte al giorno.

NO, qui c’è fatica, sudore e la determinazione di un’artista che ha avuto la fortuna (e l’intelligenza) di circondarsi di persone che credono in lei fermamente, e sii, è vero io sono un po’ di parte, ma non al punto da affermare pubblicamente cose che non penso e in cui non credo… posso anche dirvi che la mia canzone NON preferita di questo Ep è proprio quella in cui Romina crede di più, Un filo d’odio, quindi no, non sono Wanna Marchi che vi starebbe qui a parlare per ore di qualcosa che non funziona e in cui non crede. Qui parliamo del mondo della musica sudata, quella in cui purtroppo la meritocrazia viene quasi sempre a mancare, la stessa che ha costretto Andrea Faustini ad andare X-factor Uk, dove si è qualificato terzo, dopo che in Italia è stato giudicato non idoneo ai canoni televisivi dallo stesso programma.

Quindi se vi può fregare qualcosa della mia opinione credo che quella manciata di euro che domani potrete scegliere se spendere o no su iTunes, Google Play, Amazon etc…varranno la pena di essere spesi… e qui sotto trovate direttamente i link per l’acquisto.

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