8 Febbraio 2026
Condividi su:
8 Febbraio 2026

Laura Pausini e i 13 anni di Paola: le parole di una madre, lontano dalla musica

La cantante celebra l’ingresso nell’adolescenza della figlia con un messaggio intimo e universale.

Laura Pausini con la figlia Paola nel giorno del suo 13° compleanno
Condividi su:

A volte la musica si ferma, o meglio: resta sullo sfondo. Succede quando a parlare è la vita, quella vera, quella che non ha bisogno di palchi né di canzoni. È quello che è accaduto in queste ore con il compleanno di Paola, la figlia di Laura Pausini, che ha compiuto 13 anni.

Un passaggio simbolico, raccontato dalla cantante con parole intime e sincere, lontane dal personaggio pubblico e vicinissime a chiunque abbia provato, almeno una volta, a crescere qualcuno in un mondo complicato.

paola, la figlia di laura pausini, entra nell’adolescenza

Laura Pausini è diventata mamma l’8 febbraio 2013, dopo aver annunciato a sorpresa la gravidanza l’anno precedente durante un incontro con il suo fan club. Paola è nata dall’amore con Paolo Carta, chitarrista e produttore, e il suo nome è un omaggio diretto ai genitori di entrambi.

All’epoca Laura aveva parlato apertamente di un desiderio realizzato, di un sogno atteso a lungo. L’annuncio della nascita arrivò con una foto semplice e potentissima: le mani della bambina, condivise con il mondo.

Un legame che negli anni è entrato anche nella musica

Nel 2023 quel rapporto madre-figlia ha trovato spazio anche nella musica.
Con l’album Anime parallele, Laura Pausini ha pubblicato Dimora naturale, un brano speciale perché cantato insieme a Paola, allora giovanissima.

Un momento raro e delicato, raccontato senza enfasi, come un gesto naturale: una madre che condivide il suo spazio più intimo con la figlia, senza trasformarlo in spettacolo.

Le parole di Laura pausini per i 13 anni di Paola

Per questo compleanno, però, la musica resta in silenzio. A parlare sono solo le parole.
Laura Pausini ha pubblicato un messaggio lungo, personale, che riportiamo integralmente, lasciando che sia il suo tono a guidare il racconto.

Buon Compleanno mia Piccola Grande Paola,
oggi sono 13 anni che ti tengo tra le braccia e provo ad insegnarti la vita… e la nostra, anche se molto particolare, movimentata e giudicata da tanti sconosciuti, è comunque una vita: il dono più grande che un essere umano ha.”

Qui Laura si ferma sul senso stesso dell’essere genitore, senza idealizzazioni.

A volte non mi sento all’altezza di insegnartela bene, perché ogni giorno è una carezza e uno schiaffo, un mazzo di fiori e un proiettile, un traguardo che superi e uno che non raggiungi mai.

Ma una cosa è sicura, nel mondo che stai conoscendo fatto da uomini che giocano a Risiko e decidono di fare la guerra, fatto da chi decide per te cosa devi fare per non essere sbagliato, fatto di tante parole che giudicano e spesso portano dolore, ci sono ancora esseri umani meravigliosi che conoscerai e ti insegneranno che l’amore esiste e sarà così travolgente che ti mancherà il respiro dal bene che sentirai, saprai di ricevere e di poter donare e capirai che siamo tutti diversi nei gusti e nelle opinioni ma non per questo dobbiamo odiarci, allontanarci e farci del male.

Il cuore del messaggio è tutto qui: la diversità come valore, non come ostacolo. Parole accompagnate da un consiglio e una promessa…

Da quando sei nata la mia priorità è farti capire che la diversità tra le persone è ciò che ci rende unici e quindi va protetta, anche quando può farti male.

Prendi un bel respiro e conta fino a 10 quando ti sentirai persa in mezzo a tanti perché.
Ti ho voluta per amore e vorrei che capissi che non c’è parola più forte, più ragionevole, più necessaria per vivere ogni tappa della tua vita.

Non avere paura, stai già costruendo le tue radici e sono già molto resistenti.. e se avrai paura, sai che sono qui con te, accanto a te, per te.
Mamma

In queste parole non c’è la popstar internazionale, non c’è la carriera, non c’è la musica.
C’è una madre che guarda una figlia crescere, con tutte le paure, le speranze e le contraddizioni che questo comporta.

Ed è forse proprio questo che rende il messaggio così potente: ricordarci che, anche nelle vite più esposte, le cose che contano davvero restano le stesse.