24 Dicembre 2023
di Direttore Editoriale
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24 Dicembre 2023

AUDIOCOOP lancia l’allarme sulla nuova politica di Spotify e sull’azione di Believe di cancellazione brani. Ecco cosa succede…

Fabrizio Galassi, tra le tante attività nella musica, esperto di piattaforme digitali spiega le possibili criticità di questa azioni

Spotify 2024
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Come scritto in questo articolo sono diverse le novità in arrivo per le piattaforme streaming, per a precisione per Apple Music, Deezer e Spotify nel 2024. Sono però proprio quella di quest’ultima, la più utilizzata in Italia, a destare preoccupazione da parte di Audiocoop.

La novità che sta generando polemiche è questa: dal 2024 sarà l’introduzione di una soglia minima di stream annuali necessari perché di un brano vengano pagate le royalty. La cifra necessaria sarà di 1.000 stream in un anno.

Tutti gli stream dei brani che non raggiungeranno le 1.000 unità annuali andranno in un fondo suddiviso tra i detentori dei diritti ovvero agli artisti che i 1.000 stream annuali li raggiungono.

Cerchiamo di essere chiari. Non è che non saranno pagati i 1.000 stream di ogni brano o di qualsiasi artista, ma non saranno pagati quelli di un singolo brano che non supera nel corso di un anno quota 1.000.

Perché viene fatta questa specifica azione? Fa parte di un piano per l’eliminazione degli stream fraudolenti e va a penalizzare società che spesso creano canzoni ad hoc, centinaia, migliaia, di canzoni che collezionano pochi ascolti ma che poi generano a queste aziende, spesso sconosciute ma organizzare, anche milioni di euro. Spesso anche a spese degli artisti emergenti che in alcuni casi vengono distribuiti con zero costi, zero promozione, zero guadagni.

Quali sono le critiche di Audiocoop a questa novità? Andiamo a scoprirle.

Spotify 2024, le preoccupazioni di AudiOcoop

Partiamo dal comunicato stampa inviato da Audiocoop, comunicato che lancia un vero e proprio grido di allarme e che invoca che il Governo convochi Spotify (ma anche Believe, più avanti capirete perché) al Ministero della Cultura.

Dopo un’assemblea straordinaria di AudioCoop che, ricordiamo, ha 272 associati come collecting piccole realta’ musicali costituite da editori e produttori musicali, spiega cosa trova gravissimo della nuova politica di Spotify:

Tra i diversi interventi di Spotify ce ne è uno gravissimo: quello di non pagare nulla sotto i mille stream che resteranno nelle casse di Spotify con grave danno per i ¾ dei 100 milioni di brani presenti sulla piattaforma e per un valore si stima di circa di 40 milioni di dollari l’anno che resterebbero in pancia alla piattaforma e/o andrebbero ad altre destinazioni .

Un sorta di “furto” verso gli aventi diritto a tutto tondo che colpisce mortalmente tutte le piccole realtà musicali che invece attingono a tale fondo, pur se ognuna con poche, ma vitali, risorse.”

A questo allarme si aggiunge quello di Believe. E qui serve aprire una nuova parentesi. Cerchiamo di andare a dividere le due situazioni per essere più chiari possibili. Cliccate in basso su continua.

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