La SIAE ha rinnovato il proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il triennio 2027-2029, e lo ha fatto introducendo una novità che riguarda da vicino il tema del momento: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. L’accordo, firmato il 25 giugno 2026 con i sindacati SLC CGIL, FISTel CISL, UIL FP e FNC UGL Comunicazioni, contiene quello che le parti definiscono il primo impegno formale, nella contrattazione collettiva italiana, a tutela dell’occupazione giovanile di fronte all’automazione.
SAIE – Il Patto per il Futuro: cosa prevede sull’intelligenza artificiale
Il punto più innovativo del contratto è il cosiddetto Patto per il Futuro. In pratica, con questo accordo la SIAE si impegna per iscritto a continuare ad assumere figure professionali junior anche in un contesto in cui molte mansioni vengono progressivamente trasformate o automatizzate dai sistemi di AI.
La logica dichiarata è semplice: se oggi le aziende smettessero di assumere e formare giovani professionisti perché “tanto ci pensa l’automazione”, domani mancherebbero le persone in grado di governare quegli stessi sistemi. L’impegno, quindi, non è solo difensivo, ma punta a costruire le competenze che serviranno per gestire l’AI. Secondo la SIAE è la prima volta che un accordo aziendale italiano traduce questo principio in un obbligo scritto, e non in una semplice dichiarazione di intenti.
Il tema viene poi affrontato anche in modo permanente. Il rinnovo apre infatti quattro tavoli di confronto continuativo tra azienda e sindacati, chiamati Cantieri di Innovazione, dedicati a: la riforma dell’architettura contrattuale, lo smart working orientato ai risultati, le nuove competenze e profili professionali, e proprio gli impatti dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione del lavoro. Sono tavoli pensati per aggiornare le regole man mano che la tecnologia cambia, invece di fermarsi al testo firmato oggi.
Gli aumenti: +300 euro al mese uguali per tutti
Sul fronte economico, il contratto prevede un aumento di 300 euro lordi mensili sui minimi, più un’una tantum di 900 euro lordi erogata a luglio 2026. L’incremento medio corrisponde a circa il 10,5% del minimo tabellare.
La scelta particolare riguarda il modo in cui l’aumento viene distribuito: lo stesso importo fisso per tutti i livelli, dalle figure di base ai funzionari. In un sistema tradizionale gli aumenti sono di norma proporzionali allo stipendio, quindi più alti per chi guadagna di più. Qui invece la cifra è uguale per tutti, una decisione che l’azienda presenta come un segnale di equità. Cambia anche il meccanismo degli scatti: gli incrementi automatici diventano scatti di anzianità legati agli anni di servizio, per dare più valore all’esperienza maturata.
Congedi e welfare: cosa cambia per i dipendenti
Il rinnovo interviene in modo netto sulla genitorialità. Il congedo di paternità raddoppia, passando da 10 a 20 giorni lavorativi (30 in caso di parto plurimo). Cresce anche il congedo parentale retribuito al 100%: ai 30 giorni già previsti dal precedente contratto se ne aggiungono altri 60, per un totale di 90 giorni a stipendio pieno di cui un genitore SIAE potrà usufruire.
Vengono confermate tutte le misure di welfare già in vigore dal contratto del 2023: il contributo annuo di 1.000 euro, l’assistenza sanitaria integrativa, la previdenza complementare e i buoni pasto. Il contratto riconosce inoltre, per la prima volta, il carattere stagionale dell’attività ispettiva della SIAE, concentrata nella stagione dei concerti e degli eventi dal vivo: da qui la possibilità di attivare contratti stagionali e percorsi di stabilizzazione per questi lavoratori.
Perché questo contratto è un caso a sé
Come ha spiegato il Chief Human Resources Officer della SIAE Giacomo Strazza, il risultato è frutto di relazioni industriali mature, in cui, per usare le sue parole, la controparte non è un ostacolo ma una risorsa. Il rinnovo si inserisce nel solco del contratto sperimentale del 2023, che aveva già introdotto smart working, smart week e welfare, e si muove nella direzione tracciata dalla legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori.
La valutazione è condivisa dai firmatari dell’accordo Fabio Scurpa (SLC CGIL), Nicola Pellicano (FISTel CISL), Federico Trastulli (UIL FP) e Pier Francesco Ciucci Giuliani (FNC UGL Comunicazioni). Al di là dei numeri, il dato che rende questo contratto un caso di studio è l’aver messo per iscritto un impegno sull’occupazione legato all’intelligenza artificiale: un terreno su cui, finora, la contrattazione italiana si era mossa soprattutto regolando l’uso degli strumenti, più che tutelando i posti di lavoro.











