Classifiche di vendita FIMI di fine anno, 2025: il dominio è di Sony Music in album e fisico. Record per Olly
Major, etichette indipendenti e gap di genere: tutti i numeri dei 12 mesi appena trascorsi.

Il 2025 delle classifiche di vendita FIMI si chiude nel segno di una polarizzazione sempre più netta: da un lato il dominio schiacciante di Sony Music negli album, dall’altro la leadership di Universal Music nelle presenze complessive, con Warner Music a presidiare il podio. Ma è soprattutto l’anno dei record per Olly e della conferma di un mercato italiano quasi totalmente impermeabile all’estero, se non per i grandi classici natalizi di Mariah Carey e Wham!.
Primi posti Album: il podio delle Major è guidato da Sony music
A trionfare è Sony Music, che conquista ben 23 primi posti in classifica, dominando l’anno con una quota del 44,23%. All’interno del gruppo, la label Epic si conferma il motore trainante con 15 primati, seguita da Columbia (2), dal distributore The Orchard (1) e da altre sigle del gruppo che portano il totale a coprire quasi la metà dell’annata discografica.
Segue, a debita distanza, Universal Music con 12 primi posti complessivi (23,08%). In questo caso, il peso del successo ricade quasi interamente su Island Records (10 settimane in vetta), mentre EMI contribuisce con 2 primati. Chiude il cerchio delle major Warner Music, che ha occupato la prima posizione per 9 settimane (17,31%).
Tra le etichette indipendenti, spiccano i 4 primi posti di Believe (7,69%), di cui ben 3 arrivano grazie alla Ultimo Records di Ultimo. Seguono Sugar Music (distribuita da Universal) con 2 settimane in vetta (3,85%), e una settimana a testa (1,92%) per BMG e Artist First.
Analisi Album: Italia vs Estero e il Gender Gap
Il mercato si conferma quasi totalmente autarchico: su 52 settimane, abbiamo avuto album italiani al primo posto per ben 46 volte (88,46%). Le incursioni internazionali sono state solo sei: due volte con i Pink Floyd, seguiti da una settimana a testa per Lady Gaga, Taylor Swift, Bad Bunny e Michael Bublé.
Sul fronte del genere, i dati confermano purtroppo lo standard di un mercato a forte connotazione maschile e rap. Le donne hanno faticato enormemente a raggiungere la vetta: solo 6 artiste sono arrivate al primo posto con un album (pari all’11,54% del totale annuo). Di queste, due sono internazionali.
Ci sono riuscite, restando in vetta per una settimana ciascuna: Lady Gaga, Rose Villain, Alessandra Amoroso, Taylor Swift, Annalisa e Giorgia.
Il recordman del 2025 in quanto ai primi posti nella classifica album è comunque solo uno: Olly. Il cantautore vincitore dell’ultima edizione di Sanremo con il suo album Tutta vita, poi ristampato nella versione Tutta vita sempre, ha occupato la vetta per ben 13 volte (pari al 25% dell’anno).
LE PRESENZE DISCOGRAFICHE IN TOP 10 ALBUM
Andiamo a vedere, considerando tutte le Top 10 delle 52 settimane del 2025, quale casa discografica ha occupato per il maggior numero di volte le prime dieci posizioni della classifica FIMI album.
Universal Music è al primo posto con il 38,46% delle presenze staccando di poco Sony Music, che si classifica seconda con il 36,15%. Segue ben distanziata Warner Music con oltre dieci punti percentuali in meno, il 25,38%.
Tra le label è pari merito tra Island Records (Universal Music) e Epic (Sony Music) con 105 presenze nelle Top 10 del 2025. Seguono con 32 presenze EMI (Universal Music) e con 30 il distributore ufficiale di Sony, The Orchard, che grazie a Bad Bunny quest’anno ha portato a casa un ottimo risultato. 19 presenze invece per Columbia, altra label di Sony Music, e nessuna per la Numero Uno.
Tra le etichette indipendenti troviamo Artist First con 16, BMG con 8 e, con 7 presenze, Sugar Music, Carosello Records e M.A.S.T. di Believe. Chiudono Thaurus con 4 e Friends & Partners con 3.
Tra le etichette discografiche degli artisti segnaliamo la Cupido di Sfera Ebbasta e la Milano Ovest di Shiva con 28 presenze, la Ultimo Records di Ultimo con 13 presenze e la Trenches Records di Rondodasosa con 13.
Numeri che spiegano come oggi il successo delle Major sia, per una percentuale altissima, dato anche dal successo dei partner indipendenti con cui si affiancano.
Spostando il focus sulla classifica dei Singoli più venduti nel 2025, il divario tra le major si fa ancora più marcato, confermando una tendenza che vede il mercato dei singoli fortemente orientato verso le produzioni urban e rap.
Primi posti Singoli: Sony Music allunga il passo
Nel comparto dei singoli, Sony Music domina con un totale di 24 primi posti (pari al 46,15% dell’anno). Anche in questo caso, il pilastro centrale è la label Epic con ben 20 settimane in vetta, supportata dalle 3 posizioni di vertice ottenute tramite il distributore The Orchard.
Universal Music segue con 13 primi posti complessivi (25%), distribuiti tra gli 8 primati di EMI Records e i 5 di Island Records. Più staccata Warner Music (9,62%), che nel 2025 colleziona 5 settimane alla numero uno.
Tra le realtà indipendenti, si registra l’ottima performance di Artist First, che con 7 primi posti si conferma l’unica forza indipendente pura a competere stabilmente per la vetta. Tuttavia, è impossibile non citare il peso specifico di etichette nate da artisti che hanno segnato l’anno: la Milano Ovest di Shiva (6 primi posti) e la Cupido di Sfera Ebbasta (4 primi posti).
Analisi Singoli: il Gender Gap e il fattore internazionale
Se la situazione degli album era complessa per le donne, quella dei singoli appare quasi disastrosa. Su 52 settimane analizzate, solo due artiste sono riuscite a guardare tutti dall’alto: Anna, dominatrice assoluta con 6 settimane al primo posto grazie ai suoi successi, e l’immancabile Mariah Carey, che ha occupato la vetta per 2 settimane durante il periodo natalizio. In totale, la presenza femminile al numero uno dei singoli si ferma a 8 settimane su 52, ovvero il 15,38%.
Anche per i singoli, il dominio della musica italiana è schiacciante, lasciando poco spazio alle hit globali. I primi posti internazionali sono stati solo 7 in tutto l’anno (il 13,46% del totale): 3 portano la firma di Bad Bunny, 2 sono legati al classico intramontabile di Mariah Carey e 2 ai Wham! (grazie al primato nella settimana 52).
Anche nei singoli il dominatore assoluto, con tre differenti brani, è stato Olly. Il cantautore ligure ha occupato la numero 1 dei singoli per ben 20 volte. Seguono a pari merito con sei primi posti Alfa e Anna.
Solo due donne purtroppo sono riuscite a raggiungere la prima posizione: Anna e Mariah Carey.
LE PRESENZE DISCOGRAFICHE NELLA TOP 10 SINGOLI
Equilibrio di forze estremamente definito all’interno delle Top 10 singoli al termine dell’anno. Il volume complessivo delle presenze premia la leadership di Universal Music Group, che chiude il 2025 detentore del 32,88% della quota di mercato (171 presenze totali, con Island Records che rimane il pilastro fondamentale del gruppo). La rincorsa di Sony Music Italy si ferma al secondo posto con il 32,12% (167 presenze), trainata da un’ultima settimana dell’anno estremamente prolifica grazie ai classici natalizi e al catalogo. Warner Music Italy consolida la terza posizione con il 27,69% (144 presenze complessive).
Il comparto delle etichette indipendenti e delle distribuzioni partner raccoglie il restante 7,31%, confermando un mercato fortemente concentrato nelle mani delle tre Major, capaci di presidiare la Top 10 in modo quasi totale.
La musica internazionale nella Top 10 chiude l’anno con un sussulto dovuto esclusivamente al periodo festivo, ma il bilancio complessivo resta in netto calo rispetto al passato: sono solo 77 gli slot occupati da brani stranieri in tutto l’anno (circa il 14,8%), concentrati prevalentemente nel primo trimestre e nella coda natalizia dominata dai grandi classici di sempre.
Formato fisico: la riscossa di Sony Music
Se la classifica combinata premia la capillarità di Universal, il mercato legato a CD e Vinili racconta una storia differente, dominata da una rotazione continua e da un pubblico estremamente fedele al supporto tangibile.
In questo scenario, che potremmo definire mutevole vista l’assenza di un unico dominatore stagionale, è Sony Music a conquistare il primato con 17 primi posti complessivi (32,69%), trascinata dai risultati bilanciati di Epic (6) e Columbia (6). Universal Music si ferma a quota 14 settimane in vetta (con Island a 6 e EMI a 5, percentuale 26,92%), mentre Warner Music mantiene una presenza solida con 11 primati (21,15%).
Buoni anche i risultati del comparto indipendente e delle distribuzioni, dove spiccano Believe (3 primi posti divisi tra Ultimo Records e Thaurus), BMG (2) e Sugar (2), seguiti da Carosello Records, Artist First e Insideout Music con una settimana a testa.
Un mercato locale e “al maschile”
L’analisi del supporto fisico nel 2025 evidenzia due dati di tendenza molto chiari: la resistenza del prodotto locale e un marcato gap di genere. Su 52 settimane, ben 41 primi posti sono stati appannaggio della musica italiana, lasciando agli artisti internazionali (11 titoli in totale) solo le briciole. Per quanto riguarda le quote rosa, il bilancio è decisamente scarno: solo cinque donne sono riuscite a raggiungere la vetta della classifica fisico.
In una classifica che ha cambiato volto quasi ogni settimana, non si registra un vero e proprio “cannibale” delle vendite, quanto piuttosto una serie di artisti capaci di riportare i fan nei negozi in più occasioni.
Solo i Pink Floyd sono riusciti a conquistare la vetta per 3 volte. Seguono con due volte alla #1 nel corso dell’anno Cesare Cremonini, Fabri Fibra, Ultimo e la coppia formata da Shiva e Sfera Ebbasta.
Sono cinque, meno del 10% del totale, le donne che hanno conquistato la prima posizione nel fisico: Rose Villain, Alessandra Amoroso, Taylor Swift, Annalisa e Giorgia. La musica internazionale è stata in testa per 11 volte.
Doppietta di primi posti anche per Vasco Rossi e Ultimo, con due progetti diversi, e Cesare Cremonini, la coppia Sfera Ebbasta e Shiva e la compilation di Sanremo.
LE PRESENZE DISCOGRAFICHE NELLA TOP 10 fisico
Per quel che riguarda il supporto fisico nelle Top 10 a dominare la scena è indubbiamente Universal Music che, grazie alla forza del repertorio locale (da Marracash a Vasco Rossi) e alle hit internazionali, conquista la vetta con ben 223 presenze in Top 10, pari al 42,88% del mercato dei vertici.
Molto più accesa la battaglia per il secondo posto, risolta solo grazie allo sprint finale delle ultime settimane. Sony Music riesce a operare il sorpasso chiudendo con 139 presenze (26,73%), trainata dai grandi ritorni autunnali e dalla gestione del catalogo Legacy (in primis i Pink Floyd, capaci di occupare due slot nell’ultima settimana dell’anno). Scivola così al terzo posto Warner Music con 132 presenze (25,38%), nonostante una prima parte d’anno vissuta da protagonista.
Chiude il quadro il segmento degli Indipendenti e degli altri distributori, che ritaglia una quota del 5% (26 presenze), tenuta in piedi quasi esclusivamente da giganti che operano fuori dalle major come Ultimo (con Believe), Renato Zero, Eros Ramazzotti e Caparezza.
Nelle Top 10 di tutto l’anno, inoltre, la musica italiana batte quella internazionale in modo schiacciante: la quota tricolore sale al 70,77% (368 presenze) contro il 29,23% (152 posizioni) occupato dal repertorio estero.







