Marco Mengoni presenta Allo Sbagliato: club intimo, concerti “alla vecchia”
500 posti di cui 100 seduti e telefoni in custodia: il club milanese dove canterà da novembre.
Marco Mengoni ha presentato alla stampa Allo Sbagliato, il club milanese di cui è direttore creativo e dove canterà in residency da novembre, con una promessa: “non guadagnerò con questa residency, ve l’assicuro”.
L’idea di Allo Sbagliato è rimasta da parte, dice, perché non ha avuto il tempo di svilupparla bene. Oggi risponde, aggiunge, a “la voglia e la necessità di avere un posto più veramente intimo, dove si possa fare quello che si vuole”.
Marco Mengoni sul nome Allo Sbagliato: oggi un club piccolo sembra sbagliato
Oggi che tutti fanno posti un po’ più grandi, dice Mengoni, andare in un posto piccolo e intimo “forse sembra sbagliato in questo momento storico”. La scelta è “scendere dal palco” e fare posti più piccoli, a prescindere da quello che fanno gli altri.
Sedute Kartell su misura: Mengoni le promette più comode di quelle di San Siro
Le sedute sono di design, fatte su misura con partner come Kartell, e Mengoni le promette più comode dei seggiolini di San Siro, dove “le mie ginocchia stavano sulla schiena di quello davanti”. “È stato tutto studiato appositamente”, aggiunge: nel locale troveranno spazio le opere di artisti scelti da lui, pittori compresi.
Senza sequenza né linea guida: si suona “alla vecchia”
Sul palco si andrà “senza un minimo di sequenza o senza un minimo di linea guida”, dice Mengoni: “andremo veramente alla vecchia”. Anche i brani che si ripetono da una sera all’altra cambieranno con il mood della serata.
Mengoni dice che i concerti nei posti più grandi torneranno, ma per ora ha bisogno di stare più a contatto con il pubblico e con i musicisti.
I biglietti, Mengoni ai giornalisti: “Lo faccio perché mi piace”
Sui prezzi dei biglietti Mengoni ha spiegato che i posti seduti sono “intorno all’artista”. Categorie, prezzi e date sono nell’articolo su Allo Sbagliato, con i link per acquistare.
A un giornalista che chiedeva margine per ingressi da 50 o 60 euro, perché molti fan non potrebbero permetterseli, ha risposto con la capienza: un certo numero di sedute significa un certo numero di persone, per legge, e dietro ci sono molte famiglie che lavorano. “Lo faccio perché mi piace”, aggiunge.
Sui costi, spiega, la tecnologia in alcuni casi aiuta, ma qui servono macchine e personale adatto. Chi non potrà esserci “aspetterà dei concerti in posti più grandi”, dice.
Mengoni ammette che i biglietti non sono alla portata di tutti. L’evento prevede 500 posti, di cui 100 seduti, una band interamente analogica, telefoni in custodia e una scaletta diversa ogni sera.
Milano perché è vicino a casa: “faccio merenda e vengo a suonare”
Milano e non Roma perché voleva stare vicino a casa: “faccio merenda e vengo a suonare”. Non voleva privilegiare un posto rispetto a un altro, e per “scaldare i motori” era meglio partire da qui.
Non esclude di portare il format in altre città, se funzionerà: “vorrei che fosse tutto qui e ora nel presente, poi per il futuro ci si penserà”.
Mengoni: se chiudono i locali più piccoli, teatri e cinema compresi, è un problema
Un giornalista gli ha chiesto se Allo Sbagliato sia anche un segnale, dopo anni di chiusure di locali di musica dal vivo e con l’intelligenza artificiale in arrivo.
Per Mengoni, se chiudono i più piccoli, come i teatri e i cinema, è un problema, perché “generano cultura e pensiero”. E “ognuno nel suo piccolo fa quello che può”.
Nessuna novità sulla nuova musica: “oggi siamo qui per questo”
Sul nuovo progetto discografico Mengoni non ha novità da dare: “oggi siamo qui per questo”, alla presentazione di Allo Sbagliato.
Foto: Comunicarlo

