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Glocky porta la rage in Italia con Freestyle: cosa funziona e cosa no

Un esperimento che guarda a Nettspend e xaviersobased, con qualche limite nella scrittura.

Copertina di Freestyle, il nuovo album di Glocky uscito il 24 luglio 2026
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Glocky prova a cambiare le regole del suo percorso con Freestyle, l’album pubblicato il 24 luglio 2026 su tutte le piattaforme digitali. Un progetto che segna una netta evoluzione rispetto ai lavori precedenti e che porta nel rap italiano un’estetica ancora poco esplorata. Non è un disco pensato per mettere tutti d’accordo, ma proprio questa scelta è uno dei suoi punti di forza.

Dopo un rollout costruito con attenzione tra teaser, iniziative dedicate ai fan e una comunicazione capace di creare aspettativa anche fuori dalla sua fanbase, Glocky arriva con un album che guarda chiaramente oltreoceano. Il risultato è un progetto che incuriosisce anche chi fino a oggi aveva seguito il rapper solo da lontano.

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Glocky, Freestyle, copertina dell'album

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Freestyle porta la rage nel rap italiano

Con Freestyle, Glocky si immerge completamente nella rage, un sottogenere nato negli Stati Uniti che negli ultimi anni ha trovato sempre più spazio grazie a produzioni aggressive, sintetizzatori distorti e bassi molto presenti. È un linguaggio sonoro ancora poco sviluppato in Italia e proprio per questo il disco rappresenta un esperimento interessante.

Fin dal primo ascolto è evidente quanto il rapper guardi a nomi come Nettspend e xaviersobased, due delle influenze più riconoscibili dell’intero progetto. L’obiettivo è quello di avvicinarsi a quel modello di album rage che ha contribuito a definire una parte della nuova scena americana, come Whole Lotta Red di Playboi Carti o il più recente Early Life Crisis di Nettspend.

Il confronto con quei dischi, inevitabilmente, è impegnativo. Glocky assorbe bene quell’immaginario, ma non raggiunge ancora la naturalezza e la libertà espressiva degli artisti che lo hanno ispirato. Più che una copia, però, Freestyle sembra una reinterpretazione italiana di quel linguaggio, un primo passo verso una direzione che nel nostro Paese è ancora tutta da costruire. Ed è proprio questa voglia di sperimentare a rendere il progetto interessante, anche quando non tutto funziona alla perfezione.

Un cambio di direzione che può dividere i fan

Chi ha conosciuto Glocky ai tempi di Northside Melodies o del collettivo Square Kids potrebbe rimanere sorpreso. Le atmosfere più vicine ai lavori precedenti lasciano spazio a un disco costruito quasi interamente sull’impatto sonoro.

È un’evoluzione netta. Il rapper rinuncia a giocare sul sicuro e sceglie una strada diversa, consapevole che una parte del pubblico storico potrebbe non ritrovarsi in questa nuova direzione.

È una scelta coraggiosa, soprattutto in una scena che tende spesso a riproporre formule già collaudate. Anche per questo Freestyle merita attenzione al di là del semplice giudizio sull’album.

Produzioni convincenti, qualche limite nella scrittura

Le produzioni sono il vero punto di forza del disco. Ogni beat accompagna Glocky con personalità, costruendo un’identità sonora precisa e riconoscibile. Synth aggressivi, bassi pesanti e cambi di atmosfera rendono l’ascolto sempre energico.

Nel corso dell’album qualche produzione tende ad assomigliarsi e la sensazione di ripetizione emerge in alcuni passaggi, ma senza compromettere la qualità complessiva del progetto.

Dove invece il disco lascia qualcosa sul tavolo è nella scrittura. I testi puntano quasi sempre all’impatto immediato e risultano a tratti piuttosto essenziali. In un album che osa molto dal punto di vista sonoro, sarebbe stato interessante trovare qualche barra più memorabile o immagini capaci di lasciare un segno maggiore.

Le tracce migliori e i featuring

Nonostante un giudizio complessivo sufficiente, Freestyle contiene diversi episodi che riescono a distinguersi. Work è probabilmente il punto più alto dell’album: il featuring con Guè funziona alla perfezione e dimostra come il rapper milanese riesca ad adattarsi con naturalezza anche a sonorità lontane dal suo repertorio abituale.

Tra le tracce più convincenti ci sono anche AcTiNG wEiRD e LaMiaBestie, due brani che rappresentano bene l’identità del progetto. Qui le produzioni trovano il giusto equilibrio con l’interpretazione di Glocky, mostrando quello che questo percorso artistico potrebbe diventare con maggiore maturità.

Anche Tony Effe riesce a inserirsi nel disco senza risultare fuori contesto e i featuring, nel complesso, sono uno degli aspetti più riusciti dell’album. Dove invece Freestyle perde qualcosa è nella continuità: accanto ai brani migliori trovano spazio episodi meno ispirati come Fruitella, Narco$ e Riprovarci, che finiscono per appesantire l’ascolto e confermano una certa discontinuità nella qualità del progetto.

Glocky, Freestyle: la tracklist e il voto della recensione

Di seguito i 21 brani di Freestyle. Le righe evidenziate in fucsia sono i brani migliori del disco secondo la nostra recensione.

# Brano
1 Sì o No
2 Work (feat. Guè)
3 Casino
4 Mix & Match
5 Pick U Up
6 Kiss-N-Tell (feat. Jeune Morty)
7 Come No
8 Shirt Off
9 Cardi B (feat. Tony Effe)
10 Acting Weird
11 La Mia Bestie
12 Majestic
13 G L O C K Y
14 Fruittella
15 Narco$
16 Riprovarci
17 Essere noi
18 >3
19 See U Later
20 Fare Qualcosa
21 Niente Sconti

Brani migliori secondo la nostra recensione: Work, AcTiNG wEiRD, LaMiaBestie

Voto: ★★★★★★½ Sei e mezzo (6,5/10)

Glocky, Freestyle: l’album e le date del tour

Sull’uscita del disco e sulla campagna che l’ha preceduta: tutto su Freestyle, il nuovo album di Glocky.

I brani arrivano nei club a gennaio 2027: le date del tour 2027, biglietti e informazioni.

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Una scommessa che guarda al futuro della scena

Freestyle non è un album perfetto e probabilmente non conquisterà tutti, soprattutto chi preferiva il Glocky degli esordi. Allo stesso tempo rappresenta uno dei tentativi più concreti di portare la rage nel rap italiano con un progetto strutturato e coerente.

Le influenze americane sono evidenti, così come alcuni aspetti ancora migliorabili, ma la sensazione è che questo disco possa rappresentare un punto di partenza più che un punto d’arrivo. Se altri artisti decideranno di esplorare questa direzione, Freestyle potrebbe essere ricordato come uno dei lavori che hanno contribuito ad aprire quella porta.