Il concerto solidale S.O.S. Palestina torna a Firenze per una seconda edizione dopo il risultato dello scorso anno, quando furono raccolti oltre 83.000 euro destinati a Medici Senza Frontiere per le attività in Palestina.
S.O.S. Palestina 2026: quando e dove
L’appuntamento è fissato per il 20 giugno 2026 all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale, location che ospiterà ancora una volta il progetto ideato da Piero Pelù.
Il concerto nasce con l’obiettivo di sostenere le attività umanitarie di Medici Senza Frontiere, organizzazione attiva da oltre cinquant’anni in contesti di emergenza sanitaria e conflitti.
Line up: nuovi artisti annunciati
Alla line up della seconda edizione si aggiungono nuovi nomi che affiancheranno gli artisti già annunciati nelle scorse settimane.
Tra le nuove presenze figurano Fast Animals and Slow Kids, Moni Ovadia, Laika e Giancane.
Si uniscono quindi ai primi artisti confermati:
Enzo Iacchetti, Tre Allegri Ragazzi Morti e Willie Peyote.
Il cast continua così a prendere forma mantenendo una linea trasversale tra musica, teatro e interventi artistici.
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Il progetto e la finalità solidale
Il concerto è stato ideato da Piero Pelù come iniziativa concreta di raccolta fondi a sostegno delle attività di Medici Senza Frontiere in Palestina.
“Medici senza frontiere aiuta la popolazione palestinese da decenni e noi artisti uniti non troviamo altro modo civile e costruttivo che questo concerto per aiutare chi è vittima della guerra”, ha dichiarato l’artista.
L’intero ricavato, al netto delle spese, sarà destinato alla ONG, impegnata in oltre 70 Paesi nel fornire assistenza sanitaria in contesti di crisi.
Il ritorno dopo il successo del 2025
La prima edizione del progetto ha rappresentato uno dei momenti più partecipati dell’estate fiorentina, unendo musica e impegno civile.
Sul palco si erano alternati, tra gli altri, Zen Circus, Afterhours, Bandabardò e Emma Nolde, contribuendo a una raccolta fondi significativa destinata alle emergenze umanitarie.
Anche per il 2026, l’obiettivo resta quello di costruire una serata capace di unire pubblico e artisti attorno a una causa condivisa.











