Taratata è partito bene. La nuova versione del format musicale, andata in onda in prima serata su Canale 5, ha segnato il ritorno di Paolo Bonolis alla musica in tv dopo anni lontano da quel racconto che lo aveva visto protagonista anche sul palco del Festival di Sanremo. Un ritorno che, complice il buon esordio del programma, ha portato esclusive dichiarazioni di Gabriele Parpiglia: Bonolis avrebbe dovuto condurre Sanremo 2026 con Damiano David.
Il giornalista ha svelato la notizia nella sua newsletter su Substack raccontando il motivo che ha fermato il ritorno del conduttore in riviera.
I numeri dell’esordio di Taratata
La prima puntata di Taratata (qui le nostre pagelle), la seconda andrà in onda lunedì 16 febbraio, ha raccolto 2.333.000 spettatori, contro i 2.940.000 della fiction di Rai 1 Cuori 3. A fare la differenza è stato lo share: la maggiore durata del programma di Canale 5, un’ora in più rispetto al programma concorrente, ha permesso di chiudere al 18,1%, superando il 17,4% della concorrenza.
Il dato più significativo, però, è arrivato dai social. Qui il pubblico, soprattutto quello più giovane, ha riscoperto un Bonolis perfettamente a suo agio con la musica, chiedendo apertamente un suo ritorno alla guida del Festival.
paolo Bonolis e il festival di Sanremo
Per chi non ha vissuto direttamente i suoi Festival, Taratata ha funzionato come una sorta di promemoria. Paolo Bonolis ha condotto due edizioni di grande impatto del Festival di Sanremo, nel 2005 e nel 2009, portando sul palco una miscela ben riconoscibile di racconto, ironia e confidenza con gli artisti.
Quello visto a Taratata è, di fatto, la trasposizione di quel metodo: grande dimestichezza con il mondo musicale, rapporti diretti con i cantanti, capacità di intrecciare performance e narrazione, richiamando anche l’approccio più riflessivo del suo programma cult, Il senso della vita.
Non tutto, però, fu perfetto in quelle edizioni. La divisione dei Big in categorie, uomini, donne, classic e band, fu una scelta che a noi non ha mai convinto. A convincere ancora meno, ma per altri motivi, fu il regolamento delle categoria Nuove proposte del 2009.
In quell’anno infatti emersero nomi di spicco come Arisa, Simona Molinari e Malika Ayane, ma il meccanismo prevedeva che gli artisti dovessero portare sul palco dei “padrini”, una scelta televisivamente e musicalmente forte, arrivarono tra l’altro Lucio Dalla, Pino Daniele, Ornella Vanoni e Burt Bacarach, ma al tempo stesso rendeva la categoria un lusso alla portata solo di artisti con alle spalle meccanismi discografici già forti.
Al netto di questo gli ascolti premiarono i festival di Bonolis, vinti rispettivamente da Marco Carta e Francesco Renga.
Paolo bonolis, damiano david e quel Sanremo sfumato
È qui che si inserisce la rivelazione di Parpiglia. Secondo quanto riportato, già alla fine della gestione di Amadeus, quando era chiaro che il conduttore non avrebbe rinnovato, Paolo Bonolis fu contattato per valutare un ritorno al Festival.
Inizialmente poco convinto, il conduttore avrebbe cambiato atteggiamento davanti all’idea di condividere la scena con Damiano David, ormai figura musicale di respiro internazionale. Un’ipotesi che avrebbe portato a diversi incontri e a una progettazione concreta.
A far saltare tutto, però, sarebbe stata una richiesta precisa di Bonolis, richiesta portata avanti da molto tempo tra l’altro (qui un nostro approfondimento d’annata): il cambio di location. Da anni il conduttore sostiene che il Festival, per evolversi davvero, dovrebbe superare i limiti strutturali del Teatro Ariston, che ricordiamo essere un semplice cinema per gran parte dell’anno, e spostarsi in uno spazio più ampio e funzionale come il Palafiori.
Una visione più moderna, anche in linea con l’impostazione di eventi internazionali, che però non avrebbe trovato apertura né da parte della Rai né del Comune di Sanremo. Da qui il definitivo passo indietro di Paolo Bonolis e il ritorno di Carlo Conti.
Taratata, intanto, ha rimesso Bonolis al centro della musica televisiva. E a giudicare dalla reazione del pubblico, il dibattito su Sanremo è tutt’altro che chiuso.











